Più fiori che opere di bene




Più fiori che opere di bene

Le indagini di Clotilde Grossi, fioraia e apprendista detective

Autore: Annalisa Strada

Editore: HarperCollins Italia

Genere: giallo

Pagine: 328

Anno pubblicazione: 2019
 
 
 
 
 

Sinossi. Clotilde Grossi, detta Clo, è una trentasettenne senza orpelli nel pensare e neanche nel vestire. Nella vita fa la fioraia, vive a Bergamo e il suo negozio si chiama Ditelo con i fiori. Nessuna meglio di lei sa se è meglio un crisantemo o un gladiolo per ogni occasione. Ma sarebbe un errore immaginarla come un’inguaribile romantica, perché la sua vera passione è il crimine. Vorace consumatrice di romanzi gialli che le vengono spacciati da Nicla Verzetti, la sua amica libraia del negozio di fronte, non riesce a resistere di fronte a ogni notizia di cronaca nera. Vuole sempre saperne di più e riesce a rubare preziose informazioni anche grazie al suo fidanzato storico, Carlo, che guarda caso fa l’impresario di pompe funebri.  Un giorno però, nella piazza principale della città, viene ritrovata la testa di un uomo orrendamente sfigurato. Clotilde è fra i primi ad arrivare e senza pensarci due volte decide di mettersi in campo personalmente nelle indagini, utilizzando la scusa dei fiori. Ed è proprio durante le sue scorribande non proprio lecite che conosce il commissario Riccardo Leonardi. Un uomo dai rari sorrisi, cravatte sgargianti, frequenti macchie di stilografica sul taschino e dall’intuito infallibile. Per questo Leonardi capisce subito di aver trovato, più che un’innocente margherita, un’autentica spina nel fianco.

 

 

Recensione Una scrittura semplice, fresca e travolgente come Clo, la protagonista del romanzo, trascina il lettore in un’avventura che, nonostante la tragedia in atto, strappa mille sorrisi. Il merito principale va sicuramente all’esuberante Clotilde Grossi che, grazie alla sua grande passione per i gialli e il crimine, con ogni sotterfugio si intrufola negli ambienti più vicini al macabro delitto. Per Clo, trovarsi in situazioni imbarazzanti in compagnia dei suoi amati fiori, che utilizza come esca, non è assolutamente un problema anzi, solo un motivo in più per indagare senza uscire allo scoperto.

Annalisa Strada non usa una penna speciale solo per ritrarre Clo ma anche tutti gli altri personaggi,rendendoli delle vere macchiette.

Impossibile non affezionarsi all’avvocato Gualberto Frassi che passa quotidianamente in negozioper acquistare un fiore da depositare sulla tomba della moglie.

Introvabile un barista come Gigi che spontaneamente cambia il caffè perché è diventato freddo. Desiderabile un fidanzato come Carlo, tanto, ma tanto, paziente che fa addirittura tenerezza come, del resto, l’amica-collega Mary che sopperisce a tutte le mancanze di Clo in negozio.

Preziosissima un’amica libraia come Nicla Verzetti che coccola a distanza. Irresistibile un commissario come Leonardi, uomo di grande fascino. Questi sono solo alcuni dei personaggi che popolano il romanzo e che entrano nel cuore del lettore con estrema facilità, sono personaggi pieni di vita e reali, esattamente come sembrano pieni di vita e reali i personaggi che la vita l’hanno persa.

La buona riuscita della caratterizzazione dei personaggi è uno degli elementi forza che stimola a proseguire la lettura perché se è vero che la scoperta del colpevole è fonte di assoluta curiosità per gli amanti del genere, è anche vero che seguire le indagini attraverso Clotilde, e tutti coloro cheincrocia sulla sua strada, è davvero un piacere.

È un giallo che accontenta tutti perché abbiamo l’efferato delitto d’effetto, una vicenda intricata che tocca gli animi di più donne, una questione di soldi, un romantico negozio di fiori, una donna ficcanaso, un commissario quasi esasperato, lacrime facili e altrettanto facili sorrisi, un pizzico di gelosia, un po’ d’amore e un po’di amicizia, insomma non manca niente.

Benvenuta tra le aspiranti detective, Clo!

 

 

 

 

La protagonista

Clotilde Grossi, Clo 

Sin dalle prime pagine ho una certezza: Clo, all’anagrafe Clotilde Grossi, sta ai delitti e alle successive indagini come i lettori stanno alle librerie e ai libri. L’attrazione è la stessa, una sorta di calamita a cui non si può porre resistenza, l’entusiasmo è identico a quello che si prova quando si ha tra le mani un nuovo libro e persino la frenesia corrisponde a quella che ci pervade quando siamo al lavoro e, a casa, sul comodino, ci aspetta un romanzo che desideriamo ardentemente portare a termine.

Detto questo, Clotilde è una di noi, ha una grande passione, in realtà più di una. Dinamica, effervescente, curiosa, testarda, spesso impertinente, decisamente ficcanaso, incurante del proprio aspetto, degli orari dettati dalla sveglia e delle super minime capacità culinarie, si destreggia con disinvoltura tra il lavoro di fioraia, il piacere della lettura e la mania delle indagini.

Oltre il gusto della lettrice incallita, dell’appassionata di delitti irrisolti, della tifosa accanita nella lotta tra il bene e il male, c’era parecchio di più. Clo era da sempre pervasa dal bisogno di capire come nascono le circostanze, quali sono le cause degli effetti invisibili, il movente delle azioni massime e minime”.

È abilissima Clo, rende il lavoro da fioraia complice delle sue personalissime indagini, non si scompone di fronte ad un’eventuale difficoltà ma trova sempre la parola o il gesto giusto per affrontarla e passarne attraverso indenne.

È un’adulatrice Clo, con il fidanzato Carlo ottiene sempre ciò che vuole, lo sfrutta con dolcezza, lo coinvolge nelle indagini, lo educa al giallo.

È un’amica Clo, un po’ pazzerella e sempre di fretta ma, abbiamo capito, di fronte a un delitto che la chiama non può certo tirarsi indietro.

È forte Clo ma, conoscendola, la si scopre anche fragile. Forse la sua passione, il suo bisogno di comprendere, di fare giustizia ha radici profonde ben ancorate ad un passato mai dimenticato, un passato a cui vorrebbe dare delle risposte che però sembrano non arrivare mai. Che sia un meccanismo di difesa risolvere misteri che non le appartengono?

È romantica Clo, con il suo Carlo, nei confronti dell’avvocato Frassi, anche se non lo dimostra apertamente come la sua aiutante Mary, e non è sicuramente insensibile al fascino del commissario Leonardi.

È una macchietta, un personaggio che sprigiona, a dispetto della sua principale passione, voglia di vivere. È fresca, genuina, colorata come i suoi fiori, interessante e intrigante come le sue letture. È l’amica che tutti vorremmo avere, che ti trascina come un fiume in piena e con la quale non riesci ad arrabbiarti anche se potrebbe piantarti in asso da un momento all’altro.

Semplicemente perfetta per questo ruolo.

 

A cura di 

Patrizia Argenziano

www.instagram.com/patrizia.arge/

 

Annalisa Strada


Annalisa Strada (classe 1969), docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado, si cimenta in questo primo romanzo per adulti Più fiori che opere di bene(Harper Collins Italia), dopo la pubblicazione di numerosi libri per bambini, tra i quali citiamo La resistenza dei Fratelli Cervi, Una scintilla di noia, Il bambino perfetto e Alla ricerca del mostro perduto.