Plenilunium




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Angelo Basile

Editore: Oakmond publishing

Genere: horror/fantasy

Pagine: 245

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. Novembre 2016. Notte della super luna piena. Il sangue di un uomo misterioso fortemente protetto dal Vaticano, macchia il sagrato della chiesa vecchia. Qualcosa di molto antico si è svegliato; è affamato, ha artigli affilati e zanne e sconvolgerà le vite tranquille degli abitanti del quartiere di Baggio a Milano. A questa prima sconcertante aggressione, seguiranno una serie di omicidi, tutti commessi in notti di plenilunio, che squarceranno il velo di apparente normalità che avvolge la zona. Gli omicidi, impossibile negarlo, hanno un che di soprannaturale così come anche la miracolosa guarigione della prima vittima che, di certo, non è chi dice di essere. Quale indicibile segreto nasconde? E perché la Santa Sede ne vuole occultare a tutti i costi l’identità?

 

Recensione

 

Che piacevole sorpresa questo romanzo di Angelo Basile, giovane autore che si affaccia al grande pubblico con un’opera davvero grandiosa, in grado di fondere diversi generi quali horror, thriller, fantasy, storico, con una naturalezza inusuale, davvero rara da scoprire.

Il risultato è un romanzo che si legge velocemente, che incuriosisce, che cattura e che non si dimentica facilmente.

La storia non è originale, molti romanzi hanno trattato e trattano il tema della licantropia. L’autore corre il rischio, dunque, di scivolare nel già detto e nel già visto. Ma i suoi piedi sono ben saldi seppur su di un terreno scivoloso e Basile rimane in piedi a ricevere, almeno da parte mia, un plauso per questo romanzo.

In Plenilunium troviamo il tema dell’eterna lotta tra il bene e il male, del contrapporsi del sacro e del profano, del mistero che avvolge alcune importanti pagine della nostra Storia.

Troviamo il brivido e l’efferatezza della morte, il terrore che si cela in ciò che non si conosce, ma anche la pietà, il perdono, la salvezza, l’amore carnale, la gelosia e il tormento che a volte l’uomo vive quando è preda della passione. Tutto questo costituisce un puzzle azzeccatissimo, che finisce per soggiogare il lettore, fino alla fine.

L’arte e l’abilità con cui Basile mescola sapientemente questi aspetti è condizione necessaria e sufficiente a fare di questo romanzo un romanzo unico.

La storia si apre con un flashback di grande effetto: il lettore capisce subito di trovarsi davanti a qualcosa di sacro. L’intreccio ci conduce poi ai giorni nostri, in un quartiere di Milano che sembra uscire da una favola moderna, dove diversi personaggi, ottimamente caratterizzati, si muovono in un ambiente che a tratti è sereno e genuino, a tratti si tinge di nero e si immerge in atmosfere gotiche.

È proprio la descrizione di Baggio, dei suoi abitanti che sono un vero caleidoscopio umano con una dimensione lontana dalla personificazione e dall’indifferenza delle nostre metropoli, che mi ha maggiormente colpito. I personaggi hanno un nome e una storia e vivono le loro giornate condividendole senza censure con il lettore.

Ognuno di loro ha un lato oscuro o misterioso e questoaspetto introduce il lettore a un lavoro interiore di ricerca: chi si cela sotto le orribili vesti della creatura misteriosa? I nostri sospetti si sposteranno ora all’uno ora all’altro personaggio, fino a che, nell’epilogo, tutto si farà chiaro, in un finale davvero inaspettato, la cui crudezza viene subìto stemperata da un epilogo meravigliosamente congeniato, dove speranza e fede si fondono insieme.

Il bene, dunque, vince sul male, come si conviene. Ma il male, quello assoluto e primitivo, è tuttavia intriso di pietà e di compassione. Il male ha imprigionato un essere umano nel corpo di un lupo, un uomo che contro la sua volontà si trasforma in una bestia assetata di sangue e di morte.L’uomo soggiace alla volontà della bestia, non può sottrarsi al suo destino che lo trasforma, nelle notti di plenilunio, nella personificazione del male.

Ma chi può decidere se la vita dell’uomo imprigionato nella bestia valga meno della vita della bestia? Ecco che Eleazar, il Lazzaro resuscitato da Gesù, è in grado di dispensare la morte e la salvezza, in un unico gesto.

La pace può tornare a Baggio e Eleazar può partire verso altri destini.

Consiglio vivamente la lettura di Plenilunium. Troverete una prosa bella e scorrevole, semplice ma di grande effetto. Troverete una storia intrigante e conoscerete un autore che spero faccia ancora parlare di .

 

 

Angelo Basile


Angelo Basile nasce a Milano nel 1972. Nella stessa città ha frequentato il liceo classico e si è diplomato come infermiere. Ha sempre lavorato e continua a farlo in sala operatoria. È sposato e ha due figli. Ama scrivere e navigare il mare, quando il tempo glielo permette, in entrambi i casi. Al suo esordio letterario, nel 2016, vince il premio letterario internazionale le Fenici, con l’opera “La cattiveria dei granchi”, edita da Montag. Il racconto “La neve non fa rumore” è tra i finalisti del premio La Quara 2017 e pubblicato in ebook da Oakmond Publishing e in cartaceo da Infinito Edizioni, nell’antologia “Storie di indifferenza” con prefazione di Liliana Segre. Il racconto “L’ultimo scalino” vince la menzione d’onore della giuria del premio La Quara 2018.Il romanzo “Plenilunium” esce il 30 aprile 2018, a cura della Oakmond Publishing, sia in versione cartacea che in ebook. Vincitore della menzione della giuria al festival Giallo Garda 2018.