Prendiluna






prendiluna di stefano benni

(Recensione di Barbara Betto)


 

Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli Editore
Pagine: 224
Genere: Narrativa
Anno Pubblicazione: 2017

 

Stefano Benni è uno dei pochi autori italiani che ti spingono a entrare in libreria, chiedere l’ultimo suo romanzo e comprarlo senza neanche prendersi il disturbo di leggere la trama. Questo perché lui ha la capacità assoluta di saper raccontare qualsiasi storia con ironia e la giusta dose di follia che ti farebbe apprezzare tutto, anche il bugiardino dell’Oki.”vide per la prima volta la luna piena e la sorpresero mentre saltava e gridava perché voleva afferrarla e tirarla giù. Fu così che era nato il suo soprannome, Prendiluna.”

La protagonista di questa storia è un’anziana maestra.

Già dalle prime pagine sai che tra te e lei scatterà il colpo di fulmine: te ne innamori subito. Le viene affidata una missione dal suo gatto/fantasma Ariel. Angelo o allucinazione? Ariel le dice che la fine del mondo è vicina e che per evitare l’arrivo dell’apocalisse dovrà consegnare i Diecimici (che sono, effettivamente, dieci gatti) a dieci Giusti. Prendiluna ha pochi giorni per farlo, per trovare dieci persone degne. Parallelamente alle avventure della vecchia signora, leggeremo le vicende di altri due protagonisti d’eccezione: Dolcino e Michele

Questi due improbabili eroi fuggono dal manicomio nel quale sono rinchiusi perché devono cercare Dio e…picchiarlo. Già. L’impresa blasfema dei due è proprio quella di trovarle l’Onnipotente per dirgliene quattro visto che, nel mondo, ci sono troppe cose che vanno male e lui sembra non interessarsene.

Inutile dire che questi sono solo alcuni degli strani personaggi che incontreremo in questa storia. Tutti, dal più buono al più cattivo riusciranno a strapparti una risata o una riflessione.

Non posso dire che questo sia il libro più riuscito di Benni e, durante la lettura, non ho potuto neanche evitare di pensare che ci siano delle parti confusionarie tipiche di questo scrittore che, per le stesse ragioni, non mi hanno fatto apprezzare in toto alcuni suoi libri. Se avete amato “La compagnia dei Celestini” troverete in questa avventura le medesime dinamiche, lo stesso modo di proporre al lettore situazioni assurde che però rispecchiano perfettamente i fallimenti della società in cui viviamo. Incontriamo “haters” del web, stampa corrotta, persone intossicate dagli smartphone.

Però Benni non si perde d’animo, ci mostra anche la parte bella, quella in cui nel peggior cattivo si nasconde in realtà l’ultimo dei giusti; ci fa vedere che la lealtà esiste, anche tra le pareti di un manicomio.

E poi ci fa ridere, sempre:  “E quelle serie americane? Ma vi sembra possibile che da un pelo del culo in mano alla vittima riescano a capire che l’assassino è un trentenne bianco scapolo bisex collezionista di caramelle succhiate con il padre che lo picchiava? E questi serial killer quanti sono? Potrebbero fare un sindacato. Ed è possibile che non ammazzino mai uno e basta, devono tagliuzzarlo, estrargli gli incisivi, asportargli il duodeno, infilargli una bibbia in gola? E poi cos’è questa mania di sporcare i muri con le scritte di sangue? A me in vent’anni nessuno ha mai scritto un messaggio organico su un muro, solo una volta GARBUGLIO CORNUTO, ma era il mio vicino di casa con un pennarello. E come mai i delinquenti che becco io non citano Dante e Blake, ma leggono Tex?

E naturalmente non mancano mai, come in tutti i suoi libri, le parti in cui ti sale un brivido lungo la spina dorsale. Emozionarsi, con i suoi libri, è un marchio di fabbrica:

Un pallone vero ce l’hanno in tanti, ma solo i bambini e pochi altri sanno trovare il Pallone Invisibile. Con il Pallone Invisibile puoi giocare tutto il tempo che desideri e in ogni posto che vuoi, un grande prato o un corridoio di ospedale. Se impari a giocare col pallone vero puoi diventare un campione, ma se sai giocare col Pallone Invisibile sei quello che vuoi tu, sei tutti i campioni che ci sono al mondo.


Stefano Benni, gornalista, scrittore e poeta, collabora con numerose testate, tra cui il giornale francese “Libération”. Ha diretto per Feltrinelli la collana “Ossigeno”. Ha curato la regia e la sceneggiatura del film “Musica per vecchi animali” (1989), scrive per
il teatro e ha allestito, tra gli altri, col musicista Paolo Damiani uno spettacolo di poesia e jazz, “Sconcerto” (1998). È ideatore della Pluriversità dell’Immaginazione. È autore di numerosi romanzi di successo pubblicati da Feltrinelli, tra cui “La compagnia
dei celestini” (1992), “Achille piè veloce” (2003), “Margherita Dolcevita” (2005), “Pane e tempesta” (2009), “Bar sport Duemila” (2010), “Di tutte le ricchezze” (2012), “Cari mostri” (2015), “La bottiglia magica” (2016) e di molti testi teatrali tra cui “Le
Beatrici” (Feltrinelli 2011). Per Sellerio è uscito nel settembre 2011 “La traccia dell’angelo”; per Mompracem nel 2013 “L’uomo che incontrò il piccolo drago”.

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