Primavera




Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Ali Smith

Traduzione: Federica Aceto

Editore: Sur

Genere: Narrativa

Pagine: 300

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Richard è un regista televisivo ormai anziano; la sua migliore amica, la geniale sceneggiatrice con cui ha lavorato ai suoi film più belli, è morta da poco, e lui è stato ingaggiato per l’adattamento dozzinale di un romanzo di successo; solo e sconfortato, è fuggito da Londra ed è in pieno stallo esistenziale. Brittany è una giovane donna che lavora come agente di sicurezza in un centro di detenzione dove vengono stipati gli immigrati senza documenti in (vana) attesa di rimpatrio; il suo impiego la sta disumanizzando sempre di più: il saluto che fa alle siepi dell’ingresso all’inizio e alla fine di ogni turno sembra il suo unico momento di dolcezza e sollievo. Nella vita di entrambi piomba però Florence, una dodicenne dalle origini misteriose e dall’irresistibile carisma, e l’incontro avrà effetti letteralmente miracolosi – o forse solo profondamente umani. Nel terzo volume della sua tetralogia ispirata alle stagioni, Ali Smith ci regala un’altra storia di confronto fra diversità, di accoglienza e di speranza, che è al tempo stesso una fotografia del presente e una parabola universale.

Recensione                     

Questa volta voglio iniziare dalla scrittura di questa autrice, protagonista tra i protagonisti.

Ali Smith sembra quasi parlare ad ogni singolo lettore, a volte si rivolge proprio a lui. È come una voce nell’orecchio, una carezza sulla guancia o solo un alito di vento. È rivoluzionaria e particolare, a tratti geniale. Un grande piacere per gli occhi e per la mente.

Primavera è il terzo capitolo di una tetralogia dedicata alle stagioni. La primavera intesa come rinascita, nuova fioritura, come luce dopo il buio dell’inverno. Ed è così che possiamo considerare anche la vita dei due protagonisti del libro: persone attorniate dal buio che vivono una vita che non fa per loro.

Richard Lease è un regista televisivo autore di grandi successi del passato che deve affrontare un grande dolore: la perdita della sua più grande amica Paddy, uno dei più grandi geni con cui abbia mai lavorato, colei che lo faceva vivere nella bellezza e nell’amore, il suo faro in ogni tipo di tempesta.

Cristo, cosa farà il mondo senza di lei? Cosa farò io senza di lei? “, si trova a pensare durante una delle ultime visite che le aveva fatto. In una di quelle ultime conversazioni le aveva raccontato del suo ultimo ingaggioper un film che ritraesse l’incontro di Rainer Maria Rilke e Katherine Manfield da soli nello stesso hotel di un piccolo paesino svizzero.

Gli autori lo vorrebbero molto moderno, asettico, quasi irrazionale.

Possibile che due personaggi di tale spessore abbiamo fatto cose così poco poetiche e dozzinali?

Non riesce però a tirarsi indietro.

Ormai ha perso la capacità di stupirsi e di sognare, si sente un uomo finito. Perché continuare a vivere?

Brittany Hall, invece, è una ragazza che lavora come guardia in un centro di detenzione un po’ particolare. Non è una vera prigione, è un luogo in cui vengono trattenuti gli immigrati senza documenti in attesa di essere rimpatriati. Sono poche le donne a fare quel lavoro.

È un mondo di uomini e lei ci tiene ad essere trattata come gli altri e ad essere rispettata. Scherza con gli altri anche quando non ci trova niente da ridere e ha ben chiare le poche regole da tenere presenti durante il lavoro, come quella che una delle cose che puoi dire ai detenuti sotto stretta sorveglianza perché a rischio di suicidio è: dai avanti, vediamo se lo fai davvero, perché per lo più lo fanno per attirare l’attenzione o per infastidire il personale.

È possibile non perdere l’umanità in un ambiente così?

E ogni sera torna a casa dopo aver salutato le siepi che costeggiano la struttura come unico gesto di dolcezza che si concede.

Nella vita di entrambi arriva Florence e tutto cambia. Lei è tenerezza, è dolcezza, è luce. È grandissima saggezza contenuta in un corpo di bambina. Florence è la forza del cambiamento, la tenacia nel cercare di realizzarlo, quel cambiamento. È la mano che olia gli ingranaggi di quella macchina che è diventata Brittany. È la speranza che aveva perso Richard. La loro primavera. Molti temi importanti sono toccati in questo libro. Dalla violenza sulle donne, alla mancanza di privacy dentro l’occhio del grande Fratello. Tutti trattati con grande impatto, come uno schiaffo in piena faccia.

In una intervista all’autrice che ho letto, le è stato chiesto in quale stagione della vita si trovasse e se avesse paura del tempo che passa.

Sono in primavera”, ha detto. Perché mai paura?

Anzi, grazie a Dio passa. E trasforma le fasi della vita tutte in una eterna primavera.”

 

 

 

Ali Smith


Ali Smith (Inverness, 1962) è autrice di cinque raccolte di racconti e nove romanzi, fra cui compaiono nel catalogo SUE Autunno, Inverno, L’una e l’altra, Voci fuori campo e Hotel world. Ha vinto alcuni dei maggiori premi letterari britannici ed è stata quattro volte finalista al Booker Prize. Nel 2018 un sondaggio del Times Literary Supplement fra 200 critici e scrittori l’ha votata come l’autrice più importante in attività in Gran Bretagna e Irlanda.

 

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