Psychokiller




Psychokiller. Nella mente dell’assassino

Recensione di François Morlupi


Autore: Paolo Roversi

Editore: SEM

Genere: Thriller

Pagine: 220

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Milano è scossa da una serie di omicidi. Un assassino riprende le proprie vittime mentre le soffoca per poi spedire i video dei loro ultimi istanti di vita alla polizia. Il destinatario dei macabri filmati è il tormentato commissario Diego Ruiz, un “sopravvissuto”, alcolista e fumatore incallito, che insieme alla sua squadra si trova a dover indagare contemporaneamente su questo killer e su una strana rapina in banca. Ben presto la Questura chiede aiuto a Gaia Virgili, una giovane e brillante profiler, arrivata da poco a Milano per seguire un altro caso, quello del “killer delle donne sole”. La dottoressa disegna il profilo di un uomo instabile e pericoloso, una sorta di vendicatore solitario molto astuto che ha lanciato apertamente una sfida agli inquirenti invitandoli a catturarlo prima che uccida ancora. Inizia così una lotta contro il tempo, mentre il piano dell’assassino assume via via contorni sempre più definiti. Ma ogni volta che l’indagine sembra giungere a un punto di svolta, una mossa a sorpresa del killer spinge Ruiz a rivalutare l’intera lista dei sospetti.

 

Recensione

Avviso importante: l‘ultima fatica di Paolo Roversi non vi lascerà indifferenti e subirete, da lettori, un gran bel pugno nello stomaco. Un colpo cattivo e sgradevole, che avrà il vantaggio di non farvi dimenticare facilmente Psychokiller e il suo finale.

E quando ciò accade, il libro può considerarsi un successo. Sono infatti rari i finali all’altezza nel genere poliziesco, finali che troppo spesso, deludono sul più bello.

Roversi si destreggia abilmente nelle pagine della storia, confondendo a più riprese il malcapitato lettore che non saprà più come e dove orientarsi.

Il taglio cinematografico, a capitoli brevi, con l’alternarsi di punti di vista dei protagonisti, alimenta la curiosità nel lettore e lo incita a non staccarsi dalle pagine. Peccato per le pagine iniziali, che risultano forse un filino confusionarie e poco chiare. Un calderone dove molta carne a fuoco viene gettata, ma fortunatamente, l’ingranaggio della trama migliora pagina dopo pagina e tutto risulta oliato molto bene.

I protagonisti sono presentati in maniera scorrevole, ricercata e piacevole. Roversi descrive bene le situazioni e l’introspezione di quest’ultimi risulta approfondita, non scadendo mai nel banale né nel pesante. In questa costellazione di uomini e non superuomini, con i loro pregi e difetti, spiccano per intensità di bagliore il commissario Ruiz e la dottoressa Virgili, sui cui ruotano le vicende. Due anime perse che in fondo si somigliano più di quanto pensino…due anime solitarie che si difendono come possono dalla vita spietata e amara.

Man mano che la trama va avanti, in alcuni casi, alcuni comportamenti dei personaggi potrebbero far storcere il naso per determinate scelte strambe e forse, troppo irreali. Anche i motivi del perché il commissario Ruiz sia il destinatario dei filmati lasciano interdetti. Una sensazione di incomprensione potrebbe attanargliarvi, ma niente paura. Con il finale il cerchio si chiuderà in maniera magistrale, tranquilli!

In questa vicenda adrenalinica, dove i superiori pretendono risultati malgrado tutti e tutto, il romanzo di Roversi non si sofferma unicamente nel genere thriller, ma spazia su più argomenti, sfociando anche in una critica ad un sistema attuale, fortemente maschilista, di facciata che privilegia l’avere all’essere e che, quotidianamente, destabilizza i cittadini comuni e li imbriglia obbligandoli a scelte forzate di cui si pentiranno amaramente.

Né bianchi né neri, ma grigi. Ognuno di loro è come la luna, nasconde sempre un lato e possiede diversi scheletri nell’armadio. Tutti i personaggi sono sospettati e posseggono tratti violenti o perlomeno inquietanti. Chi di loro è il colpevole e perché?

220 pagine che vi conduranno verso dei binari insospettabili dove tutti sono colpevoli e la vita, non lascia scampo a nessuno.

 

 

Paolo Roversi 


Scrittore, giornalista e sceneggiatore, si è laureato in Storia contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza (Francia). Ha pubblicato romanzi gialli con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi: Blue Tango – noir metropolitano (Stampa Alternativa), La mano sinistra del diavolo (Mursia) con cui ha vinto il Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2007 ed è stato finalista del Premio Franco Fedeli 2007, Niente baci alla francese (Mursia), La marcia di Radeschi (Mursia), L’uomo della pianura (Mursia) e La confraternita delle ossa (Marsilio). Con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale e Solo il tempo di morire…

 

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