Pulvis et umbra




Recensione di Dario Brunetti


Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Pagine: 403

Genere : Giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 
 
 
 
 
 
 

“Pulvis et umbra”, il nuovo romanzo dello scrittore Antonio Manzini, vede il vicequestore Rocco Schiavone alle prese con due casi estremamente difficili da risolvere, tra Aosta e Roma.
Il primo riguarda il cadavere di un trans trovato sul greto del fiume Dora: è morto strangolato, ma altrove, e il corpo è stato lì depositato.

Dietro a questo delitto, però, si nasconde qualcosa di più misterioso e insospettabile e, tra vari depistaggi, Rocco Schiavone deve sbrogliare la matassa.
Nel secondo caso, invece, il vicequestore si ritrova coinvolto casualmente perché un uomo viene ritrovato sgozzato e con in tasca proprio un biglietto dove è riportato il numero di telefonino di Schiavone.
Inoltre, non bisogna dimenticare che va scovato al più presto Enzo Baiocchi, il killer che si vuole vendicare proprio di Rocco Schiavone, e che ha ucciso Adele Talamonti, la donna dell’amico di Rocco, Sebastiano, che è pronto ad una vera e propria caccia all’uomo per dare giustizia alla povera compagna.
Soltanto che Sebastiano è scomparso, il suo telefonino è spento, e i suoi amici Furio e Brizio sono fin troppo preoccupati e, con Rocco al loro fianco,  si mettono subito alla ricerca dell’amico.

Con questo romanzo strutturalmente complesso, Manzini riesce a coinvolgere a pieno il lettore, a trascinarlo e a portarlo con sé, facendogli vivere intensamente questa storia, che sembra sfuggire al protagonista, che si ritrova a inseguire delle ombre e a cercare di afferrarle; ma le ombre si dissolvono in polvere, quella della casa di Roma dove Rocco ha vissuto con sua moglie Marina e che non sente più sua e vuole al più presto lasciare.
É una storia di ferite e di cicatrici che hanno lasciato il segno, ma anche di tradimenti che turberanno l’animo di Rocco fino a farlo emozionare, e per una persona dalla scorza dura, non è certo facile.

Un romanzo tutto da scoprire perché fatto di sorprese e di continui capovolgimenti, oltre ad essere impreziosito da qualche nuovo personaggio.

L’autore ha fatto centro anche stavolta con questa storia tanto attesa, perché a Rocco Schiavone, ormai, si è fin troppo affezionati e non si vede l’ora di ritrovarlo tra le pagine di un nuovo libro.

 

 
 

Antonio Manzini


Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti, quest’ultimo pubblicato da Sellerio nel 2017. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017) e L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018). Nel 2015 ha pubblicato Sull’orlo del precipizio in altra collana di questa casa editrice.