Quaranta frustate…






quaranta frustate meno una di elmore leonard

(Recensione di Francesca Giovannetti)


 

Autore : Elmore Leonard

Editore : Giulio Einaudi Editore

Collana : Stile Libero Big

Traduttore : Stefano Massaron

Pagine : 235

Genere : narrativa, avventura, western

Anno di pubblicazione : 2017

Prima pubblicazione : 1972

 

 

La prigione di Yuma è un girone infernale, in particolare se hai la pelle scura. Per la legge, l’apache chiricahua Raymond San Carlos e l’ex soldato nero Harold Jackson sono assassini, condannati a marcire in carcere, a meno che qualcuno non gli tagli anzitempo la gola. Ma anche nel peggior posto sulla faccia della Terra si presenta a volte un barlume di speranza. Cinque criminali sanguinari sono evasi da Yuma: se Harold e Raymond riusciranno a consegnarli allo sceriffo, i due, prima nemici poi complici per necessità, potrebbero conquistare uno straccio di redenzione.


 

Rinchiusi a Yuma per omicidio, Harold e Raymond, un nero e un indiano, emarginati anche dietro le sbarre, daranno vita a un singolare sodalizio per salvarsi dai soprusi e dalle dinamiche malate del carcere.

Coinvolti dall’ingenuo e deluso direttore, il signor Manly, saranno invitati loro malgrado a intraprendere la strada della redenzione.

Quaranta frustate meno una sono quelle che, come si legge nel Deuteronomio, venivano inflitte ai condannati.

La stessa punizione viene citata da San Palo nella Lettera ai Corinzi, proprio quella lettera che il direttore del carcere leggerà a Harold e Raymond.

È un percorso lento, a tratti comico, e si capisce fin da subito se giungerà alla meta o meno.

I personaggi sono ben delineati, lasciando poco spazio all’evoluzione, come il genere richiede; tutti i protagonisti sono descritti in maniera pittoresca, spaziando fra l’ironico, il grottesco e il malvagio.

La scrittura è scorrevole e veloce.

Le descrizioni del paesaggio immergono il lettore nella tipica atmosfera western tra il deserto con le sue nuvole di polvere, gli arbusti, e la preziosa acqua di pozze e fiumi.

Lo stile leggero e piacevole contribuisce poi a rendere la storia facilmente immaginabile come un film, un elemento che gli amanti del genere apprezzeranno sicuramente.

Sotto la superficie della sanguinosa avventura western si possono cogliere temi importanti come il razzismo, la necessità di capire le proprie radici, la corruzione e la scelta quasi obbligata delle donne di usare il proprio corpo per riuscire a sopravvivere.

Il romanzo è giunto soltanto quest’anno sugli scaffali italiani, ma la sua prima edizione americana risale al 1972.

 

 

Elmore Leonard. Nasce a New Orleans nel 1925 e muore a Detroit nel 2013 , all’età di 87 anni. È stato maestro del crime contemporaneo grazie a una produzione che conta più di trenta romanzi e molti racconti. Ha saputo influenzare non solo scrittori, ma anche registi come i fratelli Coen, Quentin Tarantino e Steven Soderbergh. Si è inoltre affermato, fin dai primi anni Cinquanta, come uno dei più importanti autori nel campo della letteratura western.