Quattro bravi ragazzi




Recensione di Angela Giusti


Autore: Lello Gurrado

Editore: Baldini e Castoldi​​​

Genere: Thriller 

Pagine: 144

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. In una calda e sonnolenta primavera, una serie di morti sospette lascia la città incredula e addolorata. La prima vittima è Luca, un ragazzo di diciassette anni, che finisce sotto un treno. La sua morte sembra un terribile incidente, ma quando poco dopo anche il suo amico Marco viene trovato morto su una panchina come per effetto di un’overdose, e dopo qualche giorno anche un terzo amico dei due muore, il burbero commissario Amoruso, detto il Cerbero, decide di aprire le indagini. Cosa hanno in comune questi tre ragazzi? Chi può volerli morti? Amoruso, famoso per il suo fiuto e per il suo carattere irruento, brancola nel buio, ma intuisce che un assassino ha preso di mira il gruppetto e sta organizzando la sua vendetta. Quando qualcuno, però, fa sapere al commissario che quelli non erano dei bravi ragazzi, un terribile segreto viene a galla: sono stati loro a provocare la morte di Sofia, la ragazza più bella della scuola? Mentre il burbero commissario Amoruso cerca di proteggere Gianni, l’ultima possibile vittima, l’indagine lascia affiorare a poco a poco una storia in cui segreti, rancore e violenza si intrecciano a un fenomeno

 

 

Recensione

Quattro bravi ragazzi è un libro semplice che affronta una tematica molto complessa quanto attuale: il bullismo. Il bullismo nelle scuole probabilmente esiste da sempre, ma negli ultimi anni, forse a causa anche dei social che fanno effetto cassa di risonanza, è diventato una vera e propria problematica sociale.
Il numero dei suicidi legati al bullismo e al cyberbullismo è aumentato considerevolmente, i ragazzi sono esposti alla pubblica gogna molto più facilmente rispetto al passato, o almeno questa è la sensazione. Da questo punto di vista il Web con la sua velocità di condivisione e visualizzazione non ha aiutato.

Quattro bravi ragazzi si avvicina all’argomento senza sentimentalismi nè retorica, anzi, estraendo anche una certa dose di crudezza e cinismo, quantomeno vicina al reale e che va apprezzata. I protagonisti del titolo, quei quattro bravi ragazzi, sono all’apparenza bravi ragazzi, appunto: vivono la loro vita adolescenziale di diciasettenni come tutti, però hanno degli atteggiamenti da bulletti, che si autoincitano tra di loro fino all’escalation inaspettata che conduce al suicidio della loro compagna di scuola Sofia. Anche Sofia è una brava ragazza, solo le piace piacere, giocare un po’ con i ragazzi. Questo non giustifica quello che subisce e che non riesce a gestire fino ad arrivare a togliersi la vita.

Gurrado ci ricorda che dietro alla facciata di ragazzi bravi in cerca della propria definizione e della propria identità, alle volte possono nascondersi delle forme di sopruso anche, magari, inconsapevoli. Gianni, Marco, Ivan, Luca possono essere i nostri figli, i nostri nipoti, possono essere chiunque, perchè chiunque può fare una battuta di troppo sul compagno omosessuale, su quello di colore o sulla ragazza con la gonna corta, ma bisogna capire quale è il limite oltre il quale lo sfottò diventa un rischio e un danno, soprattutto per una mente ancora fragile e modellabile come quella degli adolescenti.

Interessante e a tratti ironica la figura del commissario Amoruso, detto Cerbero, che si autoinfligge pene fisiche (morsi, pugni, ecc) ogni qualvolta va fuori strada nell’indagine e che però è molto sicuro di sè tanto da apparire arrogante agli occhi degli altri (ma non a quelli del lettore). Varrebbe la pena approfondire in un testo futuro questo iconico personaggio.

A mio avviso, libri di questa tipologia dovrebbero circolare nelle scuole, essere condivisi fra i ragazzi, soprattutto quelli in età adolescenziale e post-adolescenziale. Se ne dovrebbe parlare forse di più di quello che attualmente si fa.

Credo che si potrebbe iniziare da questo:  un libro per ragazzi, che dovrebbe essere letto anche insieme ai genitori.

 

 

 

Lello Gurrado


Lello Gurrado, nato a Bari il 10 aprile 1943, è giornalista professionista dal 1965. Ha sempre lavorato a Milano ricoprendo vari incarichi nelle più importanti case editrici nazionali.

 

Acquista su Amazon.it: