Quel che so di lei




Donne prigioniere di amori straordinari

Recensione di Valentina Cavo


Autore: Monica Guerritore

Editore: Longanesi

Genere: Saggio

Pagine: 158

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Giulia Trigona, zia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, viene trovata morta il 2 marzo 1911 in un albergaccio vicino alla stazione Termini. È stata uccisa dal suo amante, al quale aveva concesso un ultimo appuntamento. Un femminicidio feroce, uno schema che ancora oggi si ripete: le donne abbassano le difese, non guardano con i mille occhi dei lupi, credono nell’amore come lo vedono gli occhi dei bambini e tentano la via nuova con lo stesso sguardo e lo stesso cuore di ieri. Ma vengono annientate da uomini che ne spezzano il volo. Cosa cercava, Giulia, in quella squallida stanzetta? Monica Guerritore le si è messa accanto e, nel tempo dilatato di quel pomeriggio di marzo che conduce Giulia alla stanza dove troverà la morte, rivive i momenti fatali che l’hanno portata fin lì. A guidarla in questo viaggio saranno apparizioni, figure della mente come Emma Bovary, la Lupa, Oriana Fallaci, Carmen, la Signorina Giulia. In ognuna di loro vive un racconto immutabile, specchio o eco di un percorso femminile di solitudine, desiderio e perdizione, tanto reale che quando lo riconosciamo il nostro cuore ha un sussulto. Sono otto grandi personaggi femminili che l’autrice ha interpretato nella sua carriera. Le loro storie tessono un filo rosso di sangue e passione. Prenderne consapevolezza può permetterci di lasciare andare le nostre compagne di ieri per specchiarci, in un racconto del femminile ancora tutto da scrivere. Magari abbandonando il pianto per ballare al ritmo di una ritrovata, leggera dolcezza.

 

Recensione

Quel che so di lei è un libro intenso, denso di emozioni che trovano un innesco nella triste storia di Giulia Trigona, una donna che viene uccisa dal suo amante nella stanza di uno squallido albergo.

Il processo per l’omicidio di Giulia fu il primo ad essere seguito dai giornali e a coinvolgere e sconvolgere l’opinione pubblica. Fu la prima goccia rivelata di una scia di sangue che ancora oggi, purtroppo, prosegue.

Ma cosa spinge queste donne a dare appuntamenti ai propri assassini?

Cosa si cerca e si prova in quel momento?

Monica Guerritore s’impegna ad entrare nei panni di Giulia e lo fa esplorando se stessa e le donne che ha interpretato nella sua luminosa carriera teatrale.

Abbiamo quindi una carrellata di donne forti ma allo stesso tempo fragili, che accompagnano i diversi momenti della storia di Giulia e che, come fantasmi, ci mostrano i diversi aspetti e stadi di un amore, di una vita e di una morte.

La scrittura è intensa, carica di sentimento, ed il coinvolgimento del lettore porta a percepire le emozioni provate da tutti i personaggi che prendono vita nel libro, ma anche,  e soprattutto, a provare lo stesso pathos vissuto dall’autrice mentre ci racconta questa cronaca di inizio 1900 in un modo mai scontato, ripercorrendo comunque tutte le tappe della storia: tramite questo matroneo di suggestioni, impariamo a conoscere un caso di omicidio dimenticato, ma che fa parte (e deve farne) di una triste e agghiacciante tradizione che ancora ci portiamo dietro e che leggiamo fin troppo spesso sui giornali.

Perchè la storia di Giulia e anche la storia di tutte quelle donne che ogni giorno vengono uccise dai propri compagni, mariti, amanti.

Monica Guerritore s’impegna a rappresentare sia se stessa che tutte queste donne, invia un messaggio forte e chiaro, cioè che ognuna di noi è diversa, unica, e tuttavia abbiamo qualcosa che ci lega nel profondo e che ci accomuna tutte.

 

 

 

Monica Guerritore


nata a Roma nel 1968, esordisce nel ’74, a soli 16 anni, con la regia di Giorgio Strehler ne Il giardino dei ciliegi e costruisce la sua carriera interpretando, al cinema e in teatro, personaggi femminili intensi e complessi, alla Lupa, a Lady Machbeth, la Signorina Giulia, Madame Bovary, Carmen. Autrice e drammaturga, scrive e interpreta tra gli altri Giovanna D’Arco e Mi chiedete di parlare, lo spettacolo su Oriana Fallaci che, presentato al Festival di Spoleto 2011, ottiene un grande successo e segna il suo ritorno al Piccolo Teatro di Milano dopo molti anni di assenza. Nel 2017 Woody Allen le consente di rielaborare drammaturgicamente la sceneggiatura di Mariti e mogli per farne un testo teatrale. Il suo lavoro più recente, come regista e interprete, è L’anima buona di Sezuan di Bertold Brecht, omaggio all’edizione dell’81 del suo Maestro Strehler. Sposata con Roberto Zaccaria, ha avuto due figlie da Gabriele Lavia, Maria e Lucia. Testimonial della Fondazione Veronesi e del FAI, ha avuto e vinto un tumore al seno nel 2006. Per Mondadori ha pubblicato l’autobiografia La forza del cuore (2006).

 

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