Quello che non vuoi sapere



quello che non vuoi sapere di jessica treadway

(Recensione di Sara Tarallo)


Autore: Jessica Treadway
Editore: Mondadori
Traduzione: Stefano Massaron
Pagine: 300
Genere: Thriller psicologico
Anno di Pubblicazione: 2017

 

Tornando a casa una sera d’autunno, Hannah Schutt trova ad attenderla il detective Kenneth Thornburgh e una folla di giornalisti, con una brutta notizia: il tribunale ha accolto la richiesta di appello di Rud Petty, il giovane uomo che tre anni prima ha aggredito Hannah e suo marito Joe, uccidendo quest’ultimo e sfigurando lei.

Mentre la procuratrice Gail Nazarian e sua figlia Iris insistono affinché Hannah si decida a testimoniare, nella sua vita e nella casa in cui è stata aggredita ritorna anche la figlia Dawn, all’epoca fidanzata con Rud. Quella figlia a cui si era sempre sentita vicina, che aveva coccolato e consolato mentre gli altri coetanei la tormentavano per la sua ambliopia, ma che da quando Rud era entrato nella sua vita si era pian piano allontanata. Una figlia di cui non ricorda il ruolo nella sua aggressione e da cui tutti, la primogenita Iris in testa, la mettono in guardia.

Narrato in prima persona, “Quello che non vuoi sapere” (titolo originale: Lacy eye) parte dalla fine della vita di Hannah, così come l’aveva pianificata, per ricostruire pian piano la quotidiana esistenza degli Schutt e il crimine commesso nella loro casa di famiglia. La sua protagonista è da subito presentata come una vittima che agli occhi altrui è quasi colpevole come il suo aggressore. Da un lato Hannah è trattata con pietà per quanto le è accaduto, dall’altro ispira agli altri anche rabbia perché continua a difendere Dawn, da lei indicata come una degli aggressori mentre veniva soccorsa prossima alla morte.

Questi sentimenti contrapposti, pietà e rabbia, vengono ben trasmessi al lettore, che si trova a seguirla nella sua lotta interiore con i ricordi: Hannah rievoca cristallinamente gli eventi di prima dell’aggressione, la sua vita con Joe, i rapporti con e tra le figlie, i problemi con il vicinato, ma i ricordi che più dovrebbero esserle importanti, quelli della notte dell’aggressione, sono invece quelli che più combatte.

Hannah non è l’unica a ispirare sentimenti contrastanti: fatta eccezione per il vicino Warren e il detective Thornburgh, tutti i personaggi della storia suscitano mix di emozioni, in particolare Dawn, che ci viene descritta sia attraverso i ricordi di sua madre come bambina emarginata, sia dopo il suo ritorno, sempre attraverso gli occhi di Hannah.

Jessica Treadway tiene il lettore sulle spine dimostrando un’estrema bravura nel delineare la dimensione psicologica della protagonista del romanzo, una donna mite e spezzata, e sfruttando sapientemente personaggi di supporto e ambientazione, la piccola Everton in cui tutti conoscono tutti (“il paese è piccolo e la gente mormora”).

Le trecento pagine del romanzo scorrono in una spirale di emozioni, quelle di Hannah, ma anche quelle che suscita nel lettore, fino al suo, per quanto possibile, lieto fine.

Un romanzo che ti lascia inquieto.

INTERVISTA A JESSICA TREADWAY 


Jessica Treadway, nata nel 1961 a Albany, nello stato di New York, insegna letteratura all’Emerson College di Boston. Con la sua raccolta di racconti “Please come back to me” ha vinto il Flannery O’Connor Award. “Quello che non vuoi sapere” è il suo debutto nella narrativa suspense.