Questa sera è già domani




Recensione di Ilaria Bagnati


“Questa sera è già domani”  è uno dei cinque finalisti “Premio Strega 2018”.

Autore: Lia Levi

Editore: Edizioni e/o

Genere: Romanzo

Pagine: 197

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Questa sera è già domani è il nuovo libro di Lia Levi ed è uno dei cinque candidati al Premio Strega 2018.

Il libro, ispirato alla storia vera del marito di Lia, Luciano Tas, racconta le vicende della famiglia Rimon a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 del ’900. La famiglia Rimon è una famiglia genovese, è ebrea ed è composta da Alessandro, mamma Emilia e papà Marc. Alessandro è il piccolo narratore della storia: è un bambino sveglio, a cinque anni legge e scrive e per questo viene inserito a scuola con bambini più grandi. È il piccolo genio della famiglia che la madre loda continuamente e per il quale sogna un futuro radioso. Marc è un tagliatore di diamanti, nato in Belgio ma con passaporto inglese. È un uomo mite, intelligente, non ama i conflitti, soprattutto con la moglie. Emilia, invece, non fa altro che criticare chiunque e punzecchia Marc in continuazione.

La storia fa da sfondo alle vicende della famiglia Rimon. Nel 1938 in Italia vengono promulgate le leggi razziali: “I provvedimenti contro gli ebrei continuavano a cadere a scansione lenta, come quei goccioloni radi ma già carichi che preludono alla tempesta.” A causa di queste leggi, Marc “cittadino straniero entrato in Italia dopo il 1912” riceve l’avviso di espulsione. È così che la famiglia Rimon capisce veramente che le cose per gli ebrei sono cambiate. Il passaporto inglese di Marc gli permetterebbe di andarsene in Inghilterra ma Emilia, caparbia, non vuole lasciare l’Italia e non gli interessa se il figlio Alessandro dice che è meglio fuggire, finché c’è tempo. Con le leggi razziali i bambini ebrei vengono cacciati da tutte le scuole, ai lavoratori come Marc viene tolta la licenza, il cugino Carlo viene licenziato dalle Ferrovie. Così anche i tanti ebrei non osservanti come la famiglia Rimon si ritrovano “in lugubre corteo, ad abbandonare frastornati il proprio posto di lavoro: impiegati e dirigenti, assicuratori e tipografi, maestri, professori, marescialli dell’esercito e fattorini.”

Lia Levi sorprendentemente decide di mettere la Storia sullo sfondo, con tutto il suo enorme carico. Preferisce mettere in primo piano i personaggi e le loro reazioni. Così l’autrice si concentra sulle dinamiche familiari, su come, in particolare, Alessandro vive e percepisce quelle dinamiche. Alessandro sente il crescente disprezzo della madre che gli brucia addosso; sa che può brillare e attirare le simpatie altrui, ma questo dà fastidio a sua madre, quindi lui si affeziona molto alla zia Wanda (sorella della madre), che non può avere figli e che ama il nipote come fosse figlio suo.

Attraverso gli occhi e le orecchie di Alessandro e di chi, con lui, legge e ascolta la radio, il lettore viene a conoscenza dei fatti storici in corso, di ciò che accade in Italia e nel resto del mondo. Alessandro, con sensibilità e grande intuito, capisce prima degli altri quale sarà il futuro degli ebrei e purtroppo non viene ascoltato, perché è solo un bambino.

Ma quel bambino caparbio forse ha con sé ciò che permetterà alla famiglia di salvarsi… Il finale sorprende, Lia Levi tira fuori l’asso nella manica nel vero senso della parola, quando tutto sembra perduto.

Questa sera è già domani è un libro rivolto a chi ama le storie vere, intrise di sentimenti buoni e meno buoni. È rivolto a chi non vuole che si dimentichi ciò che ha cancellato i sogni, le speranze, il futuro e ha stravolto le vite di tanti, di troppi.

 

 

 

Lia Levi  (Scheda Autore)


Lia Levi è nata a Pisa nel 1931 da una famiglia piemontese. Da bambina si è trasferita a Roma, dove vive ancora oggi. Ha fondato e diretto “Shalom”, il mensile della comunità ebraica. Sceneggiatrice e giornalista, ha pubblicato diversi romanzi (Una bambina e basta, Quasi un’estate, Se va via il re, Tutti i giorni di tua vita, L’albergo delle Magnolie). Scrive anche romanzi per ragazzi, molto apprezzati dal pubblico e dai critici.



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