Racconti popolari…




Racconti popolari giapponesi

Recensione di Francesca Mogavero


Autore: Adriana Lisboa

Traduzione: Natale P. Fioretto

Editore: Graphe.it Edizioni

Pagine: 84

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2013

 

 

 

 

 

Sinossi. Racconti popolari giapponesi raccoglie sei storie tratte dalla cultura nipponica, rivisitate e narrate dall’autrice brasiliana Adriana Lisboa, che ne è venuta a conoscenza durante un viaggio nel paese del Sol Levante. Forte è il richiamo alla tradizione orale, alle fiabe e alle favole che si manifesta nella semplicità della struttura, dove lo scandaglio psicologico e gli aggettivi sono superflui. Il lettore è catapultato, attraverso un lento incedere narrativo, dal mondo reale a quello onirico e fantastico tipicamente nipponico: la tartaruga marina, il cappello di bambù, la dama della neve, la teiera magica, la gru e il bambino-pesca. Questi racconti – i cui protagonisti conducono una vita frugale all’insegna di valori essenziali – sono metafora del comportamento umano, confermando la capacità della letteratura giapponese di oltrepassare i confini geografici.

 

 

 

Recensione

Sei racconti dal Sol Levante filtrati da una sensibilità latinoamericana e tradotti in italiano: già la genesi di questo agile e godibilissimo libro è un viaggio, così come lo è l’oralità.

Intorno al fuoco o per mare, nelle stalle d’inverno per scacciare il gelo, il buio e la paura o al sicuro sotto le coperte, nelle caverne o nell’open space di un superattico (domotica inclusa), gli esseri umani hanno raccontato, raccontano e (speriamo!) racconteranno storie. E dal momento che, oltre a essere degli animali chiacchieroni, siamo anche dotati in misura variabile di fantasia, ego e desiderio di immortalità, mentre raccontiamo diluiamo, esageriamo, infiorettiamo, aggiungiamo dettagli e licenze poetiche, lasciamo qualcosa di noi. Per sopravvivere nelle parole scritte o pronunciate da chi verrà dopo. 

Ecco perché quando ascoltiamo una favola o una fiaba, nonostante sia la milionesima volta, è come se fosse sempre nuova: è cambiato il narratore – la mamma, la nonna, uno scrittore che si cimenta con il folklore – il mezzo, il momento… e siamo cambiati noi che prestiamo orecchio. Sebbenealcune espressioni siano immutabili – guai a rinunciare al “C’era una volta”!

Così le storie viaggiano, si spostano, e anche se si arricchiscono di particolari non diventano più pesanti, ma sanno volare su ali leggere da un continente all’altro, secolo dopo secolo, finché si perde la memoria della loro origine e del loro autore: le storie sono cavalli selvaggi senza padrone, imbrigliabili e incantevoli.

Quindi certo, I racconti popolari giapponesi rivelano lo spaccato di un determinato territorio, con la sua filosofia, i suoi cibi, la sua geografia, ma sono trasmessi da una scrittrice brasiliana che li porta fino a noi attraverso la suggestiva traduzione di Natale Fioretto e, cosa a mio avviso ancora più importante, contengono semi universali che hanno trovato terreno fertile in ogni tradizione o, per meglio dire, nella natura stessa delle storie: la gentilezza premiata, la saggezza degli animali, lo scrigno che non deve essere aperto e il segreto femminile che non deve essere rivelato (vi dicono nulla Pandora e la fata Melusina?), il ritorno da un regno favoloso nel quale il tempo scorre   diversamente. E tutto ciò conservando comunque la propria autonomia e originalità rispetto a certe fiabe della buonanotte: né sorellastre poco avvenenti e vendicative né mele avvelenate, ma una natura descritta con pochi e fini tratti che si fa cornice o incarnazione di terrori atavici, creature sfumate né buone né malvagie e monasteri che ospitano tassi-teiere.

Adriana Lisboa si serve di uno stile semplice e lineare solo in apparenza, per restituire la formularità della trasmissione orale che cattura l’uditorio e il fascino millenario ma sempre giovane – come una “dama della neve” – di una trama del cuore. Un libro da centellinare una sera alla volta per fare sogni d’oro, avventurosi e immaginifici… a qualsiasi età.

 

 

A cura di Francesca Mogavero

https://www.buendiabooks.it

 

 

 

Adriana Lisboa


 è nata a Rio de Janeiro nel 1970. Laureata in Musica con un Master in Letteratura brasiliana, ha vissuto a lungo in Francia, dove si esibiva come cantante jazz. Attualmente vive in Colorado. Ha pubblicato dieci libri, tra romanzi, raccolte di racconti e di poesie e volumi per bambini. Considerata una delle più importanti scrittrici brasiliane, ha vinto il prestigioso premio José Samaragocon il romanzo Sinfonia em branco (2001). Tra gli altri, vale la pena ricordare: Azul-Corvo (2010),Rakushisha (2007) e Um beijo de colombina (2003). Nel 2012, inoltre, Eduardo Montes-Bradley ha realizzato Lisboa, un documentario sulla vita della scrittrice.

 

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