Red notice. Scacco al Cremlino






(recensione di Viviana Calabria)


 

Autore: Bill Browder
Traduttore: F. Lombini
Editore: Baldini & Castoldi
Pagine: 457
Genere: Narrativa
Anno edizione: 2016
 

 

Red Notice – Scacco al Cremlino è una storia vera. Un resoconto dettagliato, urgente e disperato che Bill Browder, scrittore e protagonista, porta alla ribalta in quella che possiamo definire una autobiografia che attraversa almeno 20 anni di storia.

Conosciamo Bill da ragazzo, che per andare contro i suoi genitori, decide di intraprendere una carriera ben diversa dalla loro e frequenta la scuola di specializzazione in economia aziendale.

Dopo diverse occupazioni creerà l’Hermitage Fund diventando il maggiore investitore straniero in Russia. Un inizio difficile da seguire per me che di borsa ne comprendo poco, ma che ben presto, numero dopo numero, rivelerà il cuore della vicenda. Bill Browder avrà il coraggio di denunciare gli oligarchi russi, colpevoli di frode. In Russia niente finisce bene.

In un susseguirsi di azioni legali, di tentativi da parte dei russi di eliminare dalla scena Browder con false accuse, la vicenda raggiungerà il suo culmine con l’arresto di Sergei Magnitsky, suo avvocato e amico che lo sosterrà nella sua lotta. Mentre Browder verrà espulso dal Paese senza potervi rientrare, Sergei verrà prelevato e arrestato senza accuse. Verrà trascinato di carcere in carcere, in condizioni senza più precarie, con gravi problemi di salute e senza assistenza medica.

Bill dagli Stati Uniti combatterà strenuamente, senza paura, a rischio della propria vita e con tutti i mezzi a sua disposizione: utilizzerà a suo favore la stampa, i primi video su youtube che sono ancora online, qualsiasi conoscenza. Nessuno può fermarlo. Si crogiola nei sensi di colpa. Ma in Russia niente finisce bene.

Red Notice mostra in tutta onestà e trasparenza quanto sia difficile e utopico un mondo in cui le regole vengano rispettate, in cui le ingiustizie vengano punite e non si giri lo sguardo dall’altra parte. Perché non è solo la Russia. È ovunque. In ogni parte del mondo il più forte vince sul più debole, i soldi aprono possibilità ai più sconosciute, la giustizia non è sempre dalla parte giusta e per far aprire gli occhi bisogna combattere fino allo stremo. Per far aprire gli occhi c’è bisogno di vittime.
 

 
L’AUTORE – Bill Browder è fondatore e CEO di Hermitage Capital Management, società consulente del più cospicuo fondo straniero di investimenti in Russia fino al 2005, quando a Browder è stato negato l’ingresso nel paese in quanto “minaccia per la sicurezza nazionale” – una reazione alla sua lotta contro la corruzione. Dopo l’espulsione, le autorità russe hanno fatto irruzione nell’ufficio di Browder e hanno poi confiscato le compagnie coinvolte nel Fondo Hermitage, mettendo le mani su 230 milioni di dollari di tasse precedentemente versate. Quando l’avvocato di Browder, Sergei Magnitsky, ha indagato sull’accaduto, è stato arrestato dagli stessi funzionari coinvolti, torturato per quasi un anno e ucciso in carcere all’età di 37 anni, nel novembre 2009.

Da allora Browder ha lottato per avere giustizia sulla morte di Magnitsky. Il governo russo ha prosciolto e persino promosso alcuni dei funzionari coinvolti, così Browder ha portato il caso al Congresso degli Stati Uniti, che nel 2012 ha adottato il Magnitsky Act. A seguito del provvedimento, ai responsabili della detenzione e della morte di Sergei Magnitsky sono stati imposti il divieto di ingresso negli Stati Uniti e il congelamento dei capitali nel paese. Il Magnitsky Act è il primo caso negli Stati Uniti, in 35 anni, di sanzione verso la Russia, ed è diventato il modello di ogni sanzione successiva tra Stati Uniti e Russia. Browder attualmente sta lavorando perché in nome di Magnitsky provvedimenti simili siano adottati dai paesi dell’Unione Europea.

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