Red Riding Quartet






(recensione di Valeria Martellotti )


 

 

Autore: David Peace
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 1433
Traduttore: Giuliana Zeuli e Marco Pensante
Genere: thriller
Anno pubblicazione: 2017

 

 

Yorkshire 1974.

Edward Dunford, corrispondente di cronaca nera per l’Inghilterra del nord è un giovane e viscerale giornalista dell’Evening Post. Dopo aver fatto centro con l’articolo sull’acchiappatopi Ed è alla ricerca spasmodica di un nuovo scoop che confermi il suo talento e lo affranchi dalla presenza ingombrante di Jack Whitehead, collega pluripremiato.

La scomparsa di Claire Kemplay, bionda decenne di Morley, gli offre l’occasione per un nuovo colpo giornalistico. Il corpo della bambina viene ritrovato, senza vita e brutalmente seviziato, ai piedi di una discarica e lo scoop sembra sfumare. Si cerca l’assassino, non c’è più fretta.

Ma la storia si rifiuta di morire, di lasciarsi seppellire. Edmund è ossessionato dalle foto del corpo violato. Si muove concitatamente, il tempo scandito dall’orologio del padre appena scomparso.

Macina chilometri, senza mai dormire ne mangiare ne riposarsi, da Castleford a Rochdale, da Morley a Wakefield, altre sparizioni, altra violenza. Edward pone domande, segue piste, ma è maldestro. Viene scacciato, insultato, malmenato. Sulla sua strada degrado, miseria, prostituzione, violenza, corruzione, pioggia gelida e incessante, venti implacabili e segreti che non devono essere svelati.

Il primo capitolo del Red Riding Quartet, 1974, è anche il romanzo d’esordio di Peace, che gli valse elogi sperticati da parte della critica e un accostamento molto lusinghiero a James Ellroy.

David Peace aveva 10 anni il 26 giugno 1977, quando, a cinque chilometri da casa sua, fu ritrovata la prima vittima dello “Squartatore dello Yorkshire”. Il ritrovamento del corpo segnò l’inizio di un incubo per David e per tutta la comunità. Peace ricorda che si viveva nella paranoia e nella paura, tutti sospettavano di tutti. La sua infanzia viene segnata talmente in profondità dal delitto da far nascere in lui il bisogno di scriverne.

L’accostamento ad Ellroy nasce dalla similarità delle loro esperienze di vita. E’ il 22 giugno 1958, anche Ellroy ha 10 anni, quando sua madre viene uccisa da un serial killer. Il caso non sarà mai risolto e diverrà per l’autore l’ossessione di una vita e il tema della sua opera più riuscita: “I miei luoghi oscuri”.

L’intento di Peace è dimostrare che il male non è l’opera di un unico squilibrato, (Peter Sutcliffe, denominato Lo Squartatore dello Yorkshire). L’autore ci racconta un’Inghilterra misogina e brutale, dove le donne sono considerate automaticamente prostitute, e poi la crisi economica, la disoccupazione e da ultimo il paesaggio aspro, grigio e piovoso, tutto ha contribuito alle stragi.

In Peace, come in Ellroy, la scrittura è uno strumento di indagine. Col suo stile febbricitante ed onirico lo scrittore è mosso da un desiderio profondo di conoscenza che lo spinge a cercare indizi e nessi, a ricucire una realtà brutale e assurda.

1974 con la sua prosa cruda e brusca inaugura una tetralogia rivoluzionaria in cui il romanzo noir diventa lo strumento privilegiato per raccontare lo spaccato sociale di una nazione e i suoi luoghi.

Nel 2003 l’autorevole rivista letteraria Granta inserisce Peace nella sua lista dei venti migliori giovani (under 40) romanzieri britannici. Nonostante il suo cognome significhi “pace” ne ho ritrovata ben poca nel suo libro.


 

 

Yorkshire 1977.
La regina Elisabetta si appresta a festeggiare il giubileo d’argento, venticinque anni di regno. Mentre in tutto il Regno Unito si organizzano festeggiamenti, si intitolano linee metropolitane e si coniano medaglie commemorative, lo Yorkshire è travolto da una nuova ondata di orrore. Un maniaco imperversa per le strade di Leeds, seviziando ed uccidendo giovani prostitute. La polizia, come al solito, sembra essere impotente di fronte a tanta brutalità, troppo impegnata a mascherare malattie interne al suo apparato.

Lo squartatore dello Yorkshire colpisce indisturbato gettando la comunità e due uomini in particolare nel terrore. Bob Fraser, sergente della omicidi, marito e padre di famiglia poco presente, ha il cuore stretto in una morsa.

La sua è una corsa contro il tempo: deve trovare il mostro prima che lui trovi Janice, una giovane prostituta di cui è innamorato. Jack Whitehead, giornalista dell’Evening Post segue le indagini per motivi professionali e non solo. Gli efferati delitti dello squartatore dello Yorkshire gli riportano alla mente altre vittime alle quali non ha reso giustizia e lo gettano nella disperazione, lasciandolo in compagnia dei fantasmi del passato.

A fare da contorno ai due protagonisti una nazione violenta e corrotta, segnata da tensioni sociali e intolleranza. Secondo episodio della “Red Riding Quartet”, la tetralogia di romanzi noir ambientati nello Yorkshire di fine anni settanta e primi ottanta, segnati dagli efferati delitti dello Squartatore dello Yorkshire.

Nel libro si alternano ad un ritmo vorticoso, allucinato e rabbioso, i punti di vista di due personaggi, il sergente Bob Fraser e il giornalista Jack Whitehead, entrambi sulle tracce dello squartatore. Fraser e Whitehead si muovono schiacciati dal peso delle loro coscienze, in eterna lotta tra la moralità ed il degrado, incapaci di affrontare il nero che li circonda e che tutto avvolge.

In 1977 il ritmo si fa onirico ed allucinato. L’angoscia è una costante nella vita dei due protagonisti. L’autore sembra riversare nella storia il terrore che infettava a fine anni settanta la sua comunità e che ha segnato la sua generazione.

” Uno dei primi omicidi avvenne a pochi chilometri da casa, nei pressi di Leeds. Faceva caldissimo. Noi ragazzini eravamo scioccati: ogni giorno in classe ognuno sospettava del genitore dell’altro.”

In una intervista l’autore ripercorre la sua carriera partendo dagli anni in cui gli editori lo rifiutavano.

“Ero depresso, a pezzi. Ho toccato il fondo molte volte.”

Poi, nel 1995 la fuga a Tokio, dove l’autore vive tutt’ora.

” Qui ho ripreso piano piano a scrivere, qui ho ritrovato ordine, routine.”

Le varie parti di 1977 portano i titoli di canzoni dei Clash e dei Sex Pistols.


 

 

Leeds, giovedi 11 dicembre 1980.
Lo Squartatore dello Yorkshire ha appena rivendicato la sua tredicesima vittima, la polizia non sa più come muoversi e dall’opinione pubblica fioccano critiche.

Saltano alcune poltrone e Noble, nominato vicecapo “ad interim” e unico responsabile della caccia al mostro predispone una Superquadra formata dai migliori e comandata da Peter Hunter, vicecapo della polizia della contea di Manchester, lo sbirro più impopolare di tutto il nord dell’Inghilterra.

La Supersquadra deve attenuare le critiche e, nel contempo, accertare che nessun individuo coinvolto nelle indagini dello squartatore si sia reso colpevole o sia sospettato di essere colpevole di abusi o negligenze. 7 anni di indagini, 13 donne ammazzate, Peter Hunter si trova a riordinare una mole di materiale spaventosa, i turni sono massacranti, le scoperte agghiaccianti, gli ufficiali di polizia di collegamento non collaborano.

Riordinando gli elementi del caso Hunter analizza le indagini e i loro responsabili, perde il sonno, è impaurito. La caccia al mostro continua, di giorno e di notte, Hunter sente che la risposta e lì, in mezzo alle prove, deve solo riuscire ad identificarla.

Terzo e penultimo atto del Red Riding Quartet, ciclo dello scrittore inglese David Peace incentrato sulle gesta sanguinose dello squartatore dello Yorkshire (nella realtà tale Peter Sutcliffe, autista di mezzi pesanti che dal 1975 al 1980 uccise tredici donne e cercò di assassinarne altre sette).

La storia prende avvio nei giorni precedenti il natale, ma il clima è tutt’altro che festoso. La radio ha appena trasmesso la notizia dell’assassinio di John Lennon, il tanfo di morte sembra estendersi anche a questo 1980 e agli anni che lo seguiranno, senza tregua, senza scampo. Il numero delle vittime dello squartatore continua a salire, è sconcertante.

Si inizia a sospettare la presenza di una falla nelle ricerche portate avanti dalla polizia. Il ritmo della narrazione è serrato, Hunter segue le proprie piste tra amori clandestini, sesso e sangue.

La scrittura di Peace è, come sempre, evocativa, lo scenario è da film horror: foschie nere, finestre rotte di decadenza industriale, città morte abbandonate ai corvi e alla pioggia, canali di scolo che traboccano di acqua lurida.

Descrizioni dettagliate, narrazioni in prima persona, flussi di coscienza dell’assassino e delle vittime, arrivano direttamente alla mente del lettore, assorbendolo totalmente.

Un thriller coinvolgente e mozzafiato, una scia di sangue che si avvia verso l’epilogo, quando il killer miete le sue ultime vittime prima di essere arrestato.


 

 

 Yorkshire, maggio 1983.

Hazel Hatkins, dieci anni, scompare nel nulla all’uscita di scuola, direzione Bradstock Gardens.

Il caso ricorda chiaramente gli omicidi avvenuti nel 1974, per i quali la polizia aveva condannato Michael Myshkin, un uomo malato di mente.

Durante la conferenza stampa di rito, Maurice Jobson, detto il Gufo, Sovrintendente capo della polizia di Millgarth (Leeds, Yorkshire), ha ben poco da rispondere alle domande dei giornalisti, assalito dal dubbio di aver incriminato l’uomo sbagliato.

Nel frattempo anche anche John Piggott, avvocato di Myshkin e figlio di un membro molto noto del WYC, decide d’investigare sul caso, convinto dell’innocenza del suo assistito.
I due uomini riprendono le indagini buttandosi in una doppia caccia conclusiva, arrivando a scoprire un circolo di pedofilia e uccisione di minori gestito dal reverendo Laws.
Sono entrambi molto vicini a scoprire l’identità dello squartatore.

Ultimo capitolo della “Red Riding Quartet”, la quadrilogia di romanzi noir pubblicata in quattro anni, dal 1999 al 2002, incentrata sugli efferati delitti dello Squartatore dello Yorkshire.

Opera formidabile che supera l’idea stessa di romanzo, poema epico, enorme e suggestivo nato dalla penna originale e tagliente dello scrittore inglese David Peace.
Nel 2009 il primo, il secondo e il quarto romanzo sono stati adattati in tre film per la televisione, intitolati rispettivamente Red Riding 1974, Red Riding 1980 e Red Riding 1983, andati in onda nel Regno Unito su Channel 4 dal 5 marzo al 19 marzo 2009 a cadenza settimanale.
In Italia i tre film sono stati trasmessi in prima visione assoluta su Rai 4 dal 15 gennaio al 29 gennaio 2013, a cadenza settimanale.
Siamo al capolinea.
Dopo averci sprofondato in uno dei periodi più bui della storia sociale inglese (i primi omicidi risalgono al 1974, gli ultimi al 1983), con Margaret Tatcher e le sue disastrose politiche sociali, poliziotti corrotti dai metodi violenti, politici deviati, vittime rassegnate alla povertà e al sacrificio, gli scioperi, gli attentati dell’IRA, la guerra delle Falkland, soldi sporchi e perversione, l’autore, ancora una volta, non fa sconti.

Anzi, se possibile, porta all’estremo il suo stile allucinato e adrenalinico.
Il lettore, ormai preparato, si lascia divorare dalla storia e precipita in una nuova stagione di terrore, in un nuovo incubo sanguinario di bambine scomparse e mostri della porta accanto.

Le strade sono vuote, i bambini non escono più di casa nemmeno il sabato, quando non c’è scuola.

In questo libro Peace completa il quadro dello spaccato di vita sociale desolato e ameno, raccontato senza orpelli o romanticismi, con uno stile asciutto e feroce.

Il mistero sta per essere svelato.

Forse alla fine gli uomini saranno nuovamente capaci di amare, si sentiranno nuovamente realizzati, e il lettore, disorientato dalla momentanea vittoria dell’assassino, che vince in tre libri su quattro, troverà la pace.
 

 
L’AUTORE – David Peace nasce nel 1967 a Ossett dove cresce, nel West Yorkshire. Nel 1991 lascia il Manchester Polytechnic per andare a insegnare inglese a Istanbul, dove rimane per due anni, prima di tornare in patria. Dal 1994 si trasferisce a Tokyo, con l’intenzione di trascorrervi un periodo altrettanto breve, invece si ferma a vivervi stabilmente. Nel giro di quattro anni, dal 1999 al 2002, pubblica il cosiddetto Red Riding Quartet, una quadrilogia di romanzi noir ambientati nello Yorkshire di fine anni settanta e primi ottanta, segnati degli efferati delitti dello Squartatore dello Yorkshire. Per questi romanzi, che mescolano cronaca nera e finzione, con uno stile molto impegnativo per il lettore, Peace viene paragonato al James Ellroy di American Tabloid e Sei pezzi da mille. Nel 2009 il primo, il secondo e il quarto romanzo sono stati adattati in tre film per la televisione, conosciuti collettivamente come Red Riding e trasmessi da Channel 4. Nel 2003 l’autorevole rivista letteraria Granta inserisce Peace nella sua lista dei venti migliori giovani (under 40) romanzieri britannici (Best Young British Novelists), pubblicata a cadenza decennale. La sua opera successiva, GB84 (2005), è incentrata su un episodio cruciale della storia britannica, lo sciopero dei minatori del 1984-1985, terminato con la vittoria di Margaret Thatcher e del Partito Conservatore e la completa sconfitta dei sindacati. Il romanzo vince il prestigioso premio letterario nazionale James Tait Black Memorial Prize. In Il maledetto United (2006) Peace racconta, a modo suo, il breve periodo (soli 44 giorni) durante il quale Brian Clough allenò il Leeds United. Nel 2009 il romanzo è stato adattato per il cinema dallo sceneggiatore Peter Morgan, nel film omonimo, diretto da Tom Hooper, con Michael Sheen nel ruolo del protagonista e Timothy Spall come coprotagonista. Con Tokyo anno zero (2007) dà inizio ad una trilogia ambientata nel Giappone devastato dopo la Seconda guerra mondiale, durante l’occupazione americana, ispirata ad autentici episodi di cronaca nera. Considerato uno dei più importanti autori inglesi contemporanei, con il Saggiatore – oltre al ciclo del Red Riding Quartet che comprende 1974, 1977, 1980 e 1983 – ha pubblicato GB84, Il maledetto United, Tokyo anno zero, Tokyo città occupata, Red or Dead, Terremoti e Fantasma.