Resta la polvere




(recensione di Maria Sole Bramanti)


 

 

Autore: Sandrine Colette
Editore: Edizioni E/O
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Pagine: 288
Genere: narrativa
Anno di pubblicazione: 2017
 
 
Sandrine Colette ci regala un romanzo brutale, teso, scarno, crudo!Una fattoria persa negli eccezionali panorami della Patagonia; e una famiglia persa nella violenza, nella freddezza, nel non amore; in una storia che coinvolge come un noir e strega come il miglior Steinbeck, per la mancanza di speranza e di redenzione.

Una madre tirannica segna le sorti di quattro anime disperate: Mauro, Joaquin, Rafael, Steban. Continui contrasti, prepotenze, cattiveria pura; una guerra senza esclusione di colpi.

Il vento che soffia tra le steppe della Patagonia diventa, in questo romanzo, un vento di tragedia, che spira, continua, in sottofondo…

L’incipit è molto chiaro: Rafael non può neanche sperare di sfuggire alle angherie dei fratelli; fin da piccolo subisce la loro violenza e l’indifferenza della madre. Già dalle prime pagine si respira la tensione presente nella vita di Rafael e non si può fare a meno di provare pena per lui e rabbia, tanta rabbia verso chi lo considera solo un ‘cacasotto’, un perditempo.

Il ‘piccolo’ Rafael, quattordici anni, anima pura e ingenua, diventa l’inconsapevole fattore scatenante dell’inizio della fine. I personaggi son ben delineati e le atmosfere western son molto reali.
 
 
L’autrice è stata molto brava a creare un noir per niente noioso e banale, un libro che andrebbe letto per conoscere alcune dinamiche di diversi anni fa. I ritmi delle mandrie al pascolo, delle tosature, delle macellazioni, scandiscono le fredde e solitarie vite di figli piegati al volere di una madre autoritaria, che non conosce la parola amore e non sa, dunque, insegnarla.

Non è un caso che l’autrice abbia vinto il Grand Prix de littérature policière nel 2012 (per un poliziesco non ancora tradotto in Italia, “Des Noeuds d’acier”): anche in questo romanzo, infatti, spicca chiaramente la capacità della Collette di costruire trame che tengono incollato il lettore alla pagina.
 
 
L’AUTRICE – Sandrine Colette è nata a Parigi nel 1970. Ha studiato letteratura, filosofia e scienze politiche, divide il suo tempo fra l’università di Nanterre, dove insegna, e il suo allevamento di cavalli nel Morvan, in Borgogna. Fra i suoi romanzi ricordiamo Des Noeuds d’acier (2012, vincitore del Grand Prix de littérature policière), Un vent de cendres (Présélection Prix des lecteurs Quais du polar), Six fourmis blanches (2015). Con Resta la polvere (Prix Landerneau du polar) viene pubblicata per la prima volta nel nostro paese.