Ride




Il gioco del custode

Recensione di Katia Fortunato


Autore: Adriano Barone

Editore: Mondadori

Genere: Thriller

Pagine: 156

Anno di Pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi.  Joe trascorre le sue giornate a pulire le gabbie dei ratti impiegati per esperimenti scientifici in università. Un lavoro di routine, l’unica certezza in una vita altrimenti disastrata, complice un difficile rapporto con la moglie, che lo ritiene responsabile della ferita più grande di tutte: la scomparsa della figlia Angela. E così, quando inaspettatamente viene licenziato, Joe sprofonda presto nella disperazione più cupa. Finché la misteriosa Black Babylon lo convoca a un colloquio per un impiego da custode. Il processo di selezione è surreale, il lavoro persino più inquietante. In un crescendo di follia, Joe dovrà misurarsi con i suoi limiti, le sue paure e le sue decisioni passate, e rispondere alla domanda che si è sempre rifiutato di affrontare: eseguire gli ordini o interferire? Qual è la cosa giusta da fare? Ambientato nell’universo del film Ride ma anche completamente autonomo, Ride – Il gioco del Custode è un thriller paranoico tra Philip K. Dick e Lost.

 

 

Recensione

Ride fa parte di un trittico che sembra decisamente interessante e che comprende, oltre al libro, anche un film uscito da poco al cinema e una graphic novel.

Anche se il libro è una cosa a sé stante, sospetto che se avessi visto il film avrei potuto colmare alcune curiosità, ma tant’è… Di certo non è indispensabile.

Ride è un libro decisamente claustrofobico e paranoico. È un libricino di poco più di centocinquanta pagine, che in teoria ci si metterebbe una, massimo due giornate per farlo fuori. E invece no! Hai bisogno di respirare, di prendere aria, e ti fermi. Il problema è che c’è questa sensazione di… rapimento?

Sì. Vieni letteralmente rapito dal libro perché vedi ’sto povero cristo che comincia a dar fuori di matto, a perdere lucidità e ti chiedi se davvero Joe sia uscito di senno o se abbia ragione, perché non hai elementi tuoi a cui aggrapparti, c’è solo lui e il suo punto di vista, le sue emozioni, le sue sensazioni.

Mi sono ritrovata spesso a pensare di trovarmi al posto di Joe e probabilmente, a quest’ora, sarei sedata con una bella camicia di forza.
Joe è messo mentalmente a dura prova e non simpatizzare per lui diventa alquanto difficile.

“Chiuso in una stanza per troppo tempo un uomo impazzisce.”
Sarà davvero così?

 

 

 

Adriano Barone


Adriano Barone (Rho, 9 luglio 1976) è uno scrittore e sceneggiatore italiano.
Ha sceneggiato il cortometraggio “Riflessi”, selezionato nella categoria cortometraggi al David di Donatello.
Ha pubblicato diverse storie brevi su Strike (Star Comics), Horror Show 1-6 (Blu Press), Monstars 3 (Nicola Pesce editore) in Italia e su Brian Yuzna’s Horrorama 2 (Narwain), Tales from a Forbidden Planet 2 (Narwain) e Heavy Metal.