Rione Serra Venerdì




Rione Serra Venerdí. Imma Tataranni e le trappole del passato

Recensione di katia Fortunato


Autore: Mariolina Venezia

Editore: Einaudi

Genere: Gialli

Pagine: 280

Anno di Pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. In una Matera impaziente di concedersi a un turismo sempre piú invadente, un passato di miseria torna come un fantasma. Fra rampolli di nobili famiglie, ragazzini che custodiscono innominabili segreti, grotte preistoriche e villaggi abbandonati, Imma indaga fianco a fianco al maresciallo Calogiuri, che non è piú il ragazzo soggiogato dal suo carisma, e se lei diventa troppo autoritaria, arriva a ribellarsi. Improvvisamente, Imma vede in lui l’uomo, e sta per succedere l’irreparabile. Cosa ne sarà dell’amorevole Pietro, e dell’adolescente Valentina, che si comporta col fidanzato come se fossero una vecchia coppia? Cederà la dottoressa all’attrazione per il bel maresciallo, mettendo in pericolo la sua famiglia? E poi… esiste un mostro che si aggira nelle strade di Matera? Qualcuno, in ufficio, fa il furbo? Troppe domande per una donna sola! Fortuna che Imma Tataranni non si dà per vinta, e se inciampa si rialza.

 

 

Recensione

Comincio subito col dire che non conoscevo questa autrice e il personaggio da lei creato, fatto sta che leggendo questo libro ho sentito profumo di casa. Sarà che è ambientata in Basilicata e io sono poco più vicina, in Puglia; sarà che quando ha parlato dei lampascioni li ho immaginati fatti in pastella e mio suocero che me li porta… Insomma, casa.

La scrittura è quella che piace a me, fresca, veloce, come se stessi parlando con un’amica, con le sfumature sarcastiche, ironiche, petulanti, allegre e chi più ne ha più ne metta che ognuno di noi usa nel proprio linguaggio comune.

“Lei alle norme aveva sempre creduto, che c’entra, fin da ragazza, quando per rispettarle non passava le versioni, ma in quel momento, da lontano, le venne un pensiero: che certe volte la legge è un paravento, buono a nascondere le cose che non fanno comodo.”

Un’amica come la Tataranni mi piacerebbe, anche se non credo sappia che hanno inventato gli specchi, per come si veste.
Ma lei è così, unica, incazzosa, severa, ligia alle regole e dolce!

La cosa che mi ha colpito è stata la facilità di immaginazione mentre leggevo. La storia, i personaggi, le location, tutto così ben delineato, che sembra di averli davanti agli occhi. Una fiction me la vedrei volentieri.

 

 

 

Mariolina Venezia


Mariolina Venezia vive a Roma. Ha pubblicato tre libri di poesie in Francia. Collabora con varie riviste letterarie e lavora come sceneggiatrice per il cinema e la televisione. Nel 1998 ha pubblicato, per la casa editrice Theoria, la raccolta di racconti Altri miracoli, riproposta da Einaudi nel 2009. Sempre per Einaudi ha pubblicato il romanzo Mille anni che sto qui (I coralli, 2006 e Super ET, 2008), vincitore del Premio Campiello 2007. Tra i suoi altri romanzi si ricordano Come piante tra i sassi, Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013) e Rione serra venerdì (2018), tutti editi da Einaudi.