Ritorno all’isola




Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Viveca Sten

Traduzione: Alessia Ferrari

Casa Editrice: Marsilio

Genere: Thriller Nordico

Pagine: 462

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Sono i giorni più bui e più freddi dell’anno, il Natale è alle porte e una fitta bufera di neve si abbatte sulle spiagge e le strade vuote dell’isola di Sandhamn, nell’arcipelago di Stoccolma. Il mattino del giorno di Santo Stefano, non lontano dal celebre hotel Seglar addobbato a festa, viene trovato il corpo congelato di una donna, presumibilmente morta assiderata. Dalle prime ricerche, risulta che la vittima era Jeanette Thiels, una nota corrispondente di guerra, più volte minacciata per i suoi articoli di denuncia sui crimini commessi nelle zone lacerate dai conflitti, oltre che per le sue inchieste sui movimenti xenofobi in Svezia. È davvero stato un incidente? Dalla sua stanza d’albergo manca il computer, e qualcuno ha chiaramente frugato tra le sue cose: non potrebbe essersi trattato piuttosto di un delitto politico? Oppure di una vendetta contro la giornalista per qualche sua parola di troppo? A indagare è l’ispettore Thomas Andreasson, costretto a lasciare la moglie e la figlia di pochi mesi proprio nei giorni di festa. Intanto, Nora Linde, avvocato e sua amica da sempre, deve affrontare problemi molto diversi: la sua integrità professionale è in discussione e lei, messa con le spalle al muro, deve capire fino a che punto la carriera conti davvero nella sua esistenza. Sullo sfondo del tempestoso scenario dell’inverno nordico, l’indagine di Thomas tra l’isola e la capitale cerca di andare a fondo nella vita di una donna coraggiosa che, a quanto sembra, non era stata capace di offrire a chi le era vicino la stessa dedizione riservata al lavoro. Più l’ispettore impara a conoscerla, più il ritratto di Jeanette si fa complesso, lasciando emergere speranze disattese e vicende messe a tacere, che per qualcuno sono ancora una minaccia.

 

 

Recensione

“Mare aperto, cieli infiniti.”

Nonostante i diciotto gradi sotto zero, le giornate brevissime di luce e il mio profondo amore per il caldo, andrei di corsa a visitare i luoghi stupendi descritti dall’autrice, imbarcarmi in uno di quei traghetti che, temerari, solcano il ghiaccio da un punto all’altro della costa svedese.

Immagini vivide e realistiche che fanno entrare il freddo nelle ossa. Perché è proprio il periodo più rigido dell’anno. È Natale, e purtroppo non porta solo cose belle e regali sotto l’albero, non per tutti. Una tredicenne problematica perde la madre in circostanze oscure e un paese perde una voce importate, una giornalista che si batte strenuamente per i diritti di tutti, per le donne in particolare. Jeanette è una donna disposta a tutto, anche trascurare famiglia e amici, pur di fare emergere la verità, è abbastanza ovvio che abbia dei nemici.

Cosa si è disposti a fare per proteggere i propri segreti?Anche uccidere.

Un’apparente morte per ibernazione nasconde molto di più ed è Thomas Andreasson ad occuparsi del caso, il gigante buono che preferirebbe di gran lunga godere della sua rinnovata felicità familiare piuttosto che indagare a quelle temperature, piuttosto che scoprire quanto riesca ad essere oscuro l’animo umano.

Non ci si abitua mai a questo. Lui e la sua squadra di professionisti, insieme all’immancabile aiuto della sua amica Nora, cerca collegamenti, segue tutte le piste possibili, fino ad arrivare al colpevole. Sono molte le cose che vengono a galla e la rabbia e la frustrazione rischiano di prendere il sopravvento, a volte, ma la tenacia ripaga tutti gli sforzi fatti. Personaggi descritti così bene che sembra di conoscerli, di far parte del loro quotidiano.

Temi importanti, quelli trattati dalla Sten. La rabbia cieca scatenata dall’odio razziale, la xenofobia ancora così presente ai nostri giorni, le molestie verso le donne che immancabilmente si sentono in colpa anche se colpa loro non è.

Un romanzo completo e intelligente. Una scrittura vivace e convincente.

 

 

 

Viveca Sten (Scheda Autore)


Dopo una brillante carriera giuridica, è oggi tra le autrici scandinave di genere di maggior successo internazionale. Vive a nord di Stoccolma con il marito e i tre figli e trascorre lunghi periodi sull’isola di Sandhamn, dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni. La serie dei Misteri di Sandhamn, gli “omicidi tra i fiordi” da cui è stata tratta una serie televisiva seguita da settanta milioni di persone nel mondo, è pubblicata in venticinque paesi.

 

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