Ritratto di famiglia…






(Recensione di Amanda Airola)


 

Autore: Paolo Valentino

Editore: Società Editrice Milanese

Pagine: 285

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Una famiglia apparentemente normale vive a Pozzochiaro, paesino della provincia Milanese.

Una famiglia come tante, di ceto medio, genitori normali, figli normali, casa normale. Fino a quando Nicholas, uno dei figli, non scompare improvvisamente nel nulla. In un paese dove nessuno chiude a chiave le porte, dove tutti conoscono tutti, una tragedia del genere finisce per sconvolgere l’intera comunità.

La vicenda viene narrata in prima persona dal secondogenito della famiglia, Milo, che tutti ormai chiamano Mio. Un ragazzino delle medie gettato troppo presto nel mondo dei grandi. Un ragazzo costretto dalle vicissitudini a porsi molte più domande di quelle alle quali è in grado di rispondere.

In un’avventura che lascia per una volta gli adulti in disparte, come piccole e lontane voci fuori campo, Mio cerca di risolvere il mistero sulla scomparsa del suo adorato fratellino. Con lui in questa avventura ci saranno il fratello maggiore Filippo, che rappresenta forse l’esempio da non seguire, un adolescente arrabbiato con il mondo, perennemente infilato in qualche guaio, e i due migliori amici di Mio, Simona e Michele. Un gruppo di detective quanto mai bizzarro, che riesce però a svelare molti dei segreti oscuri che aleggiano su quel paese.

Trovare Nicholas non è certo una cosa semplice e forse dei ragazzini non sono le persone più adatte ad indagare. Ma Mio dimostra una grande maturità e una tenacia che gli permetteranno di fare la differenza in un’indagine che non sembra dare risultati. Con gli occhi innocenti di un fanciullo riuscirà a vedere possibili sospetti dove altri vedono solamente persone qualunque. Riuscirà Mio a ritrovare suo fratello in tempo? Questo spetta a voi scoprirlo, ma credetemi, la soluzione non è certo quella che ci si aspetta.

L’autore, proprio come nel gioco del Cluedo che Milo adora, ci mette davanti una manciata di carte, con probabili colpevoli e possibili luoghi di prigionia. Spetta a noi avanzare lentamente pagina dopo pagina escludendo ogni volta quello che ci pareva essere il sospettato più adatto. Sarà stato il meccanico nella sua lussuosa villa? Le anziane del paese nella loro misteriosa casa? Il padrone della ludoteca dove i bambini si recavano sempre a giocare? Tutti in paese hanno qualcosa da nascondere, scopriremo i segreti lentamente, un pezzetto alla volta, e il quadro non ci sarà mai del tutto chiaro. Solo alla fine, sarà Mio stesso, ponendosi la domanda esatta, a far finire ogni tassello al giusto posto mostrandoci il quadro completo di un tragico avvenimento.

Uno stile narrativo semplice ed efficace, un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Seppur raccontato con semplicità, esattamente come farebbe un bambino, non bisogna rischiare di sottovalutare i piccoli aneddoti che come briciole di pane ci guideranno nella giusta direzione.

Ho amato moltissimo la caratterizzazione dei personaggi. Mio ha un carattere ricco di sfaccettature, e si pone infinite domande su questioni da adulti dandosi le risposte che si darebbe chiunque alla sua età; l’autore ci regala così una finestra su un’età che ormai abbiamo dimenticato, e con lei, gli infiniti drammi e problemi che in all’epoca ritenevamo insormontabili.

Gli adulti, seppur molto importanti all’interno del racconto, appaiono quasi sfuocati, in questo modo non riusciamo a trovarli antipatici, cattivi o ad affezionarci ad essi. Solo i ragazzini contano in questo libro, perché molto spesso anche se considerati incapaci di comprendere, passando inosservati e usando il coraggio dell’innocenza, riescono ad arrivare a risposte che noi adulti non siamo più in grado di comprendere. L’autore ci insegna che in ogni famiglia, anche le più perfette, esistono degli errori, dei segreti e dei problemi.

Ma davvero una famiglia dev’essere perfetta per essere felice?

Questo libro si finisce così in fretta che in bocca lascia quel sapore amaro dell’abbandono, perché in fondo, lasciare Mio e la sua famiglia ci dispiace.Vorremmo restare ancora un po’ in loro compagnia per sapere come le loro vite proseguiranno.

Quando un romanzo fa questo effetto non lo si può solamente definire bello, ma completo.

 

 

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Paolo Valentino è nato nel 1982 a Rho, in provincia di Milano. Qui ha studiato, ha letto libri e fumetti, e ha giocato ore e ore con i più bei videogiochi degli anni Novanta. Nel 2009 ha pubblicato le due raccolte di poesie “Prospettive” (Anterem) e “Il ragazzo che scompare” (Le Voci della Luna). Ora lavora nell’editoria e vive a Milano, insieme a due gatti, Shiro e Panda-Thérèse.