Rosso violento




Recensione di François Morlupi


Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone

Editore: Independently published

Genere: Noir

Pagine: 251

Anno di pubblicazione:

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Violet Red è una tonalità di rossetto. Un rossetto pregiato, di marca e nessuno, in una ventosa e indifferente Chicago, riesce a spiegarsi cosa ci faccia un rossetto così sulle labbra ormai mute di una serie di cadaveri. Cadaveri di uomini. Uomini sottoposti ad atroci sevizie. Uomini che alla morte si sono consegnati perché attratti, sedotti, sottomessi dalla promessa di una bocca tinta di Violet Red. Rosso violetto, rosso violento. Un gioco di parole cui gli investigatori della Squadra Vittime Speciali sono chiamati a dare un volto, un nome, un’identità. E per farlo dovranno affacciarsi sull’orlo di un abisso, fino a quando sarà l’abisso stesso a guardarli negli occhi. E a cambiarli, per sempre.

 

 

Recensione

Rosso violento è un pugno nello stomaco, di quelli forti. Il lettore, alla fine del viaggio, non rimarrà indifferente alle sorti dei poliziotti di Chicago. Questo è il primo punto, sicuramente positivo, del noir scritto a quattro mani da Laura Costantini e Loredana Falcone.

Quando infatti un lettore termina un libro con una sensazione di angoscia e di smarrimento, significa che l’autore o in questo caso, le autrici, hanno raggiunto il loro obiettivo.

Il romanzo, come già accennato, è ambientato in un’America moderna e attuale, dove i serial killer, sono purtroppo all’ordine del giorno. La città di Chicago viene dipinta come un quadro di Hopper, insensibile alle sorti delle persone.

Queste ultime, come nel celebre quadro del pittore, Nighthawks, sono sole, grigie, senza speranza, chiuse nella loro bolla di sapone. I rapporti sociali sono difficili da stabilire e ogni protagonista possiede enormi difficoltà nel relazionarsi con gli altri. Nel romanzo, la critica ad una società spietata ed indifferente nei confronti dei più deboli o delle persone che non rispettano i percorsi prestabiliti da essa, è presente e assidua.

Rosso violento non vuole unicamente veicolare una trama poliziesca ma anche abbracciare tematiche sociali e problemi di vario genere, che ogni lettore può facilmente riscontrare nella propria quotidianità.

I protagonisti sono descritti con una buona introspezione e la storia è ricca di colpi di scena. Il ritmo è serrato, quasi adrenalinico, ogni capitolo tira l’altro.

Il lettore, una volta immerso nell’atmosfera malsana della città, vuole assolutamente scoprire chi è l’assassino.

Questo è il secondo punto positivo dell’opera: buona scrittura, testo scorrevole ed intrigante.

Ciò che potrebbe far storcere il naso ai lettori più attenti e pignoli, sono alcune decisioni dei protagonisti ed alcune risoluzioni troppo “veloci” dell’inchiesta. Da appassionato di gialli ammetto di aver indovinato abbastanza velocemente chi fosse l’assassino. Ma in questo ambito ogni lettore è un’isola indipendente, non darei dunque troppo peso a questo punto.

Bisogna anche ammettere, per onor di cronaca, che Rosso violento è il primo libro di una trilogia, pertanto le nostre due autrici non hanno rivelato ogni loro segreto.

Alcune questioni rimangono in sospeso.

Cosa tireranno fuori dal cilindro?

Cosa ci riserveranno per il futuro non ci è dato saperlo, ed è per questo che le aspettiamo con ansia!

 

 

A cura di

François Morlupi

 

 

 

Laura Costantini e Loredana Falcone (Scheda Autore)


Scrivono insieme dai tempi del liceo (classico) e non hanno mai smesso. Non si dividono personaggi e capitoli. Scrivono insieme nel vero senso della parola, incontrandosi una volta a settimana, tutte le settimane, cascasse il mondo, e mettendosi davanti a una tastiera nella cucina di Lory. Narra la leggenda che sfiorino la telepatia e che alle volte si spaventino, loro per prime, della sintonia raggiunta. Laureate entrambe in Lettere, indirizzo storia moderna e contemporanea, hanno dato ai loro romanzi due caratteristiche fondamentali: documentazione accurata e protagoniste femminili. Nei generi, invece, hanno sempre spaziato.I loro romanzi storici relegano il dato prettamente storico all’ambientazione (ricreata con accuratissima documentazione), inserendo sempre personaggi di fiction in un contesto reale relativo al periodo storico prescelto