Intervista a LUCIA GUGLIELMINETTI






A tu per tu con l’autore

A cura di Olga Gnecchi

Olga Gnecchi nasce ad Agrigento il 2 febbraio del 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller “Sotto i suoi occhi” (2014) e “L’ultima cella” (2015) e il dark fantasy “Creature Oniriche” (2017). Con Gianluca Ingaramo le due parodie “Amore Antigas” (2016) e “Giallo Antigas” (2017), il racconto “L’indifferente” contenuto nell’antologia “Jingle Bloody Bells 2” (2016 – Nero Press edizioni) e il racconto lungo “Un passo oltre” (2017 – Delos Digital). Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali.

 

Lucia Guglielminetti

1) Ciao Lucia, benvenuta a ThrillerNord! Parlaci di te e di come nasce la tua passione per la scrittura.

Ciao e grazie per l’ospitalità, prima di tutto. Allora, la passione per la scrittura nasce principalmente da un grande amore per la lettura e per le storie in generale. Mi è sempre piaciuto raccontarle e farmele raccontare, o dai libri o dai film. Diciamo però che mi sono messa a fare sul serio dal 2009, con l’arrivo del tutto casuale dell’idea di un racconto, l’ospite inatteso, che poi è stata la prima manifestazione di Raistan Van Hoeck nella mia mente. Da allora non mi sono più fermata, e non ho intenzione di farlo.

 

2) Come ti sei avvicinata all’urban fantasy? Ci sono stati degli autori che ti hanno ispirata in particolar modo e dei quali senti più l’influenza?

Il mio scrittore preferito è da sempre Stephen King, di cui amo, oltre alle storie, anche lo stile, apparentemente semplice ma estremamente coinvolgente. Lui è stato sicuramente importante nella mia “formazione” come autrice. Per quanto riguarda l’urban fantasy, quando mi sono messa a scrivere la saga di RVH non sapevo di starne scrivendo uno. Tutta questa divisione in generi e sottogeneri mi ha sempre confuso molto. Sapevo soltanto di amare i vampiri, ma non quelli dell’ultima generazione, da Twilight in poi, per intenderci. Io volevo tornare alle origini, anche se con qualche dettaglio personale per quanto riguarda la figura del vampiro. I libri della Rice, soprattutto Intervista col vampiro e Scelti dalle Tenebre, sono stati sicuramente una fonte di ispirazione, anche se li ho letti molti anni fa. E io ero Team Lestat, non certo Team Louis. Gli Immortali mi piacciono felici di esserlo. 😉

 

3) RVH è una saga abbastanza complessa con un protagonista, Raistan Van Hoeck, che si potrebbe definire atipico. Puoi dirci qualcosa di lui? Sapevi fin dall’inizio di avere questa lunga storia da raccontare?

L’atipico lo considero un complimento, grazie! ? E’ vero, lo è, è un personaggio pieno di contraddizioni, di ombre (molte) e anche di una piccola dose di luce, che poi è ciò che conquista i lettori. Alterna momenti di crudeltà, quasi di follia, ad altri di tenerezza inaspettata e ha un proprio codice morale inflessibile. Non fa sconti a nessuno, tanto meno a se stesso, e dice sempre quello che pensa, anche a costo di cacciarsi in guai enormi. Qualcuno la chiama incoscienza. Patisce la solitudine che lo tormenta come una maledizione fin da quando era un bambino e ha un rapporto di amore/odio con il genere umano, che tanto male gli ha fatto nel corso dei secoli. Ma non riesce a dimenticare coloro che lo hanno accolto nonostante la sua natura e in virtù di questi ricordi dà spesso seconde possibilità ai mortali. E comunque no, non pensavo di scrivere una storia così lunga. A dire il vero credevo che si sarebbe trattato di quel racconto e basta. Ma Raistan aveva altri progetti e la voglia di raccontare a qualcuno la sua vita.

 

4) Come si gestiscono tanti personaggi?

Sono cose di cui non mi sono mai preoccupata. I personaggi parlano, agiscono, e io li lascio fare. Può sembrare un metodo di lavoro da incoscienti, ma per me scrivere è qualcosa di molto naturale. Mi fido dei personaggi e finora non mi hanno mai delusa. Loro sanno come muoversi e quando.

 

5) I romanzi sono ambientati in epoche e tempi diversi. Tutto ciò richiede grandi conoscenze, ma anche la necessità di un considerevole lavoro di ricerca. Dove reperisci le informazioni? Quindi, scrivi di getto o prepari lunghe scalette, prendi appunti, crei mappe concettuali o cos’altro?

Scommetto che avete già capito che non sono tipo da scalette o mappe. Mi appunto giusto le cose principali per non fare confusione con date, luoghi e nomi, ma per il resto vado a ruota libera. Ho un’idea molto generale della trama, all’inizio, ma il bello è vedere i personaggi all’opera a scompaginare tutte le mie certezze e a mettersi in situazioni tremende, da cui fatico poi a farli uscire. Per quanto riguarda le ricerche, benedetto sia Internet e tutte le sue infinite risorse. Ho dovuto documentarmi molto, è vero, visto che la vita di Raistan copre più di tre secoli, a partire dalla fine del 1600. Non volevo rischiare strafalcioni o incongruenze storiche clamorose. Non è stato facile, anche perché non mi sono limitata al primo documento o sito che trovavo, ma ne confrontavo sempre diversi per essere ragionevolmente certa della loro attendibilità. Eppure è stato un lavoro appassionante, che mi ha permesso di imparare molte cose.

 

6) Ti avvali di editor, correttore di bozze e beta reader? E chi si occupa delle tue (davvero molto belle!) cover?

Sì, ho una persona di fiducia che si occupa di editare i miei libri ed è molto severa, non me ne fa passare una. Pensare di poter fare tutto da soli è pura presunzione ed è il motivo per cui la categoria dei self è tanto bistrattata: obiettivamente si leggono cose terrificanti, e unicamente perché gli autori in questione pensano che basti far leggere il proprio manoscritto alla cugina per essere a posto a livello di grammatica, sintassi, refusi e incongruenze nella trama. Oddio, anche con libri di CE molto conosciute mi è capitato di leggere orrori vari, ma questo è un altro discorso. Delle mie cover, invece, si occupa una bravissima artista, Claudia Caranfa, in arte Kittrose. Siamo amiche e lei è anche stata una delle prime lettrici della mia saga. Per fortuna apprezza Raistan e trova interessante ritrarlo, quindi posso essere certa ogni volta che coglierà lo spirito dei libri e soprattutto quello del signor Van Hoeck. Ormai sono amici, loro due.

 

7) Hai scritto altre opere, oltre la RVH saga?

Ho scritto parecchi racconti, alcuni dei quali inseriti in raccolte, e anche un thriller, Versus, che sarà pubblicato dalla Casa Editrice Dark Zone nel 2018. E’ una storia con un tocco di paranormale, ma con protagonisti del tutto umani: una ragazza e una rockstar. Ed è una storia molto cattiva. Ho anche all’attivo alcune collaborazioni con due colleghe scrittrici – molto più brave di me, loro – di cui vado molto fiera. Loro sono Federica Soprani e Laura Costantini. Puro divertimento, per me. Spero anche per loro.

 

8) Che rapporto hai con i tuoi lettori?

Sono curiosissima e adoro quando mi contattano per esprimermi la loro opinione sui miei libri. Vedere la passione con cui mi leggono e quanto si fanno coinvolgere dalle vicende del mio pazzo Olandese è una delle soddisfazioni più grandi. Quindi mi piace moltissimo interagire con loro, anche se di persona sono piuttosto timida e non amo fare presentazioni. Ho sempre paura che non venga nessuno!

 

9) Quali sono le tue letture, e che generi prediligi?

Come ho detto, il mio scrittore preferito è da sempre Stephen King, ma a parte lui sono piuttosto onnivora. Gli unici generi che proprio non amo sono il romance, l’erotico e la fantascienza, per il resto leggo un po’ di tutto, dal fantasy, al thriller, allo storico. Basta che siano belle storie e scritte bene. Non sopporto la cattiva scrittura. Se un libro è scritto male smetto immediatamente di leggerlo. Idem se trovo una montagna di refusi e orrori grammaticali. E’ una mancanza di rispetto nei confronti dei lettori e purtroppo la si riscontra con sempre maggiore frequenza sia nei self che nei libri di grandi CE.

 

10) Chiudiamo con la domanda di rito, per noi di Thriller Nord: hai mai letto autori del nord Europa? Qualcuno che hai preferito?

Sì, ho letto diversi autori del Nord Europa. Henning Mankell con il suo commissario Vallander è uno dei miei preferiti. Ho amato anche la Trilogia del Millennio, soprattutto per il primo volume, La ragazza che giocava col fuoco. Poi ho letto qualche libro di Wulf Dorn, se si può considerare un tedesco del Nord Europa. E infine, quest’estate, ho amato parecchio un libro particolarissimo di John Ajvide Lindqvist, Il porto degli spiriti, che mi ha lasciato per giorni con una profonda malinconia. Voglio approfondire la conoscenza con questo autore, devo solo trovare il tempo.

Grazie per essere stata con noi!

Grazie a voi per avermi ospitato. Alla prossima!

Lucia Guglielminetti

Di Lucia Guglielminetti:

IL LIBRO – Sono passati tre anni dalle vicende narrate nell’ultimo libro e il vampiro Raistan si ritrova ad affrontare un’emergenza di tipo completamente diverso dal solito: a causa di un terribile incidente stradale, i bambini della sua famiglia umana preferita, gli Andrews, sono rimasti soli e lottano tra la vita e la morte. Cosa fare? Prenderli con sé, condannandoli da subito a un’esistenza estranea al mondo umano, o rinunciare per consentire loro di condurre una vita normale, ammesso che sopravvivano? Che ne sarà di Ellie? Diventerà mai la Compagna di Sangue di Raistan? Un’inedita finestra sul mondo vampiro e su quello di RVH…