Sabbie mobili




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Malin Persson Giolito

Traduzione: Samanta Milton Knowles

Editore: Salani

Pagine: 456

Genere: thriller

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

SINOSSI.  C’è puzza di uovo marcio. L’aria è grigia e densa di fumo di polvere da sparo. Hanno tutti almeno una pallottola in corpo, a parte me. Io non ho neanche un livido

Stoccolma, il quartiere più elegante. In una classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia, e la sua migliore amica, Amanda. Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza: la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia. Peder Sander, l’avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti – la colpevolezza della ragazza – e di far emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto? Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L’incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall’altra parte per non vedere i loro figli che – tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga – affondano sempre di più nelle sabbie mobili.

 

 

RECENSIONE

Sabbie mobili è un thriller nordico che fa concorrenza ai più rinomati, un libro che porta a conoscere una Stoccolma ben diversa da quella che il lettore immagina, e che viene descritta in altri romanzi.

Malin Persson Giolito ci catapulta nella vita di Maja, teenager sopravvissuta a una strage avvenuta nella sua scuola; ma Maja è una miracolata o un complice?

È questo il dilemma.

Personaggio borderline, Maja è la forza di questo romanzo: una giovane che si comporta in modo molto particolare. All’apparenza una ragazza come tante, studiosa, normale, fino a quando non conosce il suo ragazzo, Sebastian Fagerman. Da quel momento la sua vita cambia, entrando in una fase sopra le righe e ricca di eccessi.

Un romanzo da cui il lettore difficilmente si staccherà, perché avrà sete di capire cosa è successo il giorno dell’attentato in quella scuola. Il libro, raccontato in prima persona, dà l’idea di una diario, e quindi viene fuori tutto il lato emozionale… Empatia pura tra Maja e noi lettori.

Una grande metafora della società moderna: una società in cui il valore delle cose si sta perdendo giorno dopo giorno e in cui si dà importanza alle cose momentanee, alle droghe, ai prodotti tecnologici e molto meno ai principi fondamentali, alle cose davvero importanti.

L’assenza dei genitori è un altro tema scottante del libro.

Maja, attraverso la descrizione del suo fidanzato Sebastian, evidenzia questa metafora: lui, ricco di famiglia e figlio di papà, fa uscire fuori il lato cattivo e manipolatore delle persone, e la giovane Maja deve contrastarlo e cercare di placarlo.

Malin Persson Giolito ci racconta le tre settimane che precedono l’attentato, per farci capire cosa è accaduto veramente quel giorno.

Sabbie mobili è un libro che deve essere letto da tutti quelli che vogliono entrare in un mondo diverso, un mondo in cui ciò che appare potrebbe non essere la realtà. Un viaggio tra le difficoltà dei teenager e dei genitori, un viaggio in una Stoccolma diversa e ferita.

Lettura molto interessante.

 

 

 

Malin Persson Giolito  (Scheda Autore)


Malin Persson Giolito (Stoccolma 1969) è una scrittrice svedese. Ha lavorato come avvocato per il più grande studio legale scandinavo ed è un funzionario della Commissione Europea a Bruxelles, città in cui vive con il marito e le tre figlie. Sabbie mobili. Tre settimane per capire un giorno è il suo terzo romanzo e ha riscosso un enorme successo vendendo più di trecento mila copie in Svezia. Ha vinto diversi premi, tra cui il Best Crime Novel 2016, il Glass Key Award 2017 e il Prix du Polar Européen 2018.



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