Scrittore e assassino






(recensione di Leonardo Di Lascia)


 

 

Autore: Ahmet Altan
Traduttore: Barbara La Rosa Salim
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 413
Genere: noir
Anno pubblicazione: 2017
 

 

La parola “noir” oltre ad indicare un genere letterario, racchiude un mondo e un modo di scrivere le storie molto personale; da paese a paese questo genere di scrittura varia e assume diverse caratteristiche. Non avevo mai letto un romanzo noir di un autore turco e perdersi tra le pagine di questo libro è fantastico, perché oltre a raccontare la storia “noir” in senso stretto, narra le vicende di un popolo. È un romanzo con uno sfondo sociale che non può far altro che riflettere.

Riportare la trama del libro potrebbe risultare banale, perché la sua bellezza non sta solo nella storia e nel modo in cui è scritto, ma anche nell’atmosfera che si crea, nei personaggi che si incontrano e nelle riflessioni che fa l’autore, che aprono la mente a visioni di vita nuove.

“Mare in vendita” è il cartello che legge lo scrittore e che lo convince a trasferirsi in questo paesino, per ritrovare la vena creativa e scrivere il suo nuovo romanzo.

Sinossi
Ambientato sulla costa mediterranea della Turchia, in uno scenario favoloso di mare, ulivi e vigne, ma anche teatro di conflitti ed emozioni violente, il romanzo di Altan racconta l’arrivo di uno scrittore in una cittadina lacerata da lotte tra bande per il controllo di traffici e del potere.

All’inizio l’uomo si tiene in disparte e cerca di approfittare della bellezza dei luoghi e della sua estraneità per ritrovare il filo della sua vocazione di scrittore, smarritosi dopo anni di successi e fallimenti. Ma la passione erotica incontrollabile per una donna che si rivelerà al centro delle lotte locali lo spinge a entrare nel gioco delle alleanze e degli scontri armati. Mentre gli avvenimenti si tingono del nero dell’odio e dell’avidità, e del rosso della passione e della sensualità, il protagonista riesce a mantenere uno spazio di riflessione e di confronto con Dio sui grandi temi del destino e del libero arbitrio, per capire quanto il suo mestiere di costruire trame somigli a quello del Creatore.

A volte quando si sceglie un libro si viene colpiti da diversi aspetti: sinossi, copertina, conoscenza dell’autore.
Così la mia curiosità mi ha spinto a chiedere in un post cosa pensava la gente di questo libro, senza averlo letto.
Ecco alcune risposte:

“Di Altan?

Secondo me è molto bello.”

“Direi bello”

“Mi aspetto molto da questa lettura. Sono vicina all’autore che attualmente è detenuto in carcere per aver diffuso “messaggi subliminali” a favore del tentato colpo di stato del luglio 2016.
Molti grandi scrittori si sono mobilitati per la sua liberazione.
È assurdo…”

Un libro che ispira ancora prima della sua lettura e che, una volta letto, rende dipendenti: non si può più far a meno di questo autore, del suo mondo e del suo modo di coinvolgere il lettore.
In “Scrittore e assassino”, lo scrittore ha un rapporto con Dio molto intenso e un modo di interpretare la religione davvero moderno, dove si parla con Dio e allo stesso tempo si commettono peccati…
Un libro che entrerà nell’antologia letteraria mondiale e non può essere certo etichettato come semplice noir…leggerlo è d’obbligo!
 

 
L’AUTORE – Ahmet Altan è un giornalista e scrittore turco, nato ad Ankara nel 1950. Ex direttore del quotidiano «Taraf», critico nei confronti del presidente Erdogan, è stato arrestato con l’accusa di aver diffuso “messaggi subliminali” a favore del tentato colpo di stato del luglio 2016. Per la sua liberazione si sono mobilitati scrittori e intellettuali in tutto il mondo tra cui Pamuk. È autore di cinque romanzi di successo, tra cui «L’amore è come la ferita di una spada», tradotto anche in Italia (da Bompiani).