Segreti che uccidono




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Riccardo Landini

Genere: Giallo

Pagine: 256

Editore: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Il restauratore Astore Rossi riceve dall’amico Sergio Candurra una serie di mobili antichi da rimettere in sesto. Nascosti all’interno di uno di essi, Astore trova degli anelli, delle monete antiche e una lista di nomi, accanto ai quali sono vergate delle croci nere. Quando qualcuno si introduce in casa sua alla ricerca degli oggetti misteriosi, il restauratore vorrebbe spiegazioni, ma Candurra fugge dal Paese, affidando alle cure di Astore la figlioletta, Isabella. Assieme alla bambina, Astore si trasferisce nello sperduto paesino appenninico di Garbano, dove si troverà invischiato in una fitta rete di segreti, tutti con al centro la misteriosa lista di nomi che, scoprirà ben presto Astore, appartengono ad abitanti di Garbano ormai deceduti. Abitanti su cui, a quanto pare, gravava una maledizione… Trovare Candurra, proteggere sé stesso e Isabella da qualcuno che sembra minacciarli e svelare i segreti annidati a Garbano: saranno questi i tre obiettivi di Astore in un pericoloso gioco in cui nulla è come sembra.

 

Recensione

“Io con la mia maglietta sudata, i miei jeans scoloriti e i miei capelli lunghi e brizzolati, raccolti a codino.Io con le mie mani segnate dal lavoro, il mio naso svettante e le ragnatele intorno agli occhi. Astore Rossi restauratore, pregiudicato e ingenuo esemplare di misantropo”

Torno da Astore Rossi, restauratore di mobili antichi, solitario e pensoso.

La sua vita tranquilla e fin troppo lauta di momenti di solitudine, come al solito, cambierà e questa volta capirà che avere qualcuno da difendere non è poi così male.

I mobili ricevuti da Candurra puzzano di losco e quando l’amico di Astore sparisce affindadogli la figlioletta, tutto un meccanismo parte senza fermarsi, coinvolgendo nella spirale il nostro amico, Oscar, Isa ( la figlia di Candurra) e una nuova figura femminile.

Un giallo ambientato in un paesino sugli Appennini. Cambiare scenario farà bene al nostro amico, riflessioni risaliranno a galla, sul passato, su quanto può cambiare la nostra esistenza se abbiamo qualcuno da cui tornare.

Avevo cercato di distanziarmi dalla gente, di isolarmi da tutti, di respingere i contatti con il mondo, ma senza comprenderne la bellezza reale.”

Ma ritrovarsi in questa baita fatiscente è una scelta volontaria dettata anche dalla curiosità suscitata in Astore dal ritrovamento di alcuni oggetti all’interno di un cassetto segreto di uno dei mobili portati da Candurra.

Chi cerca la lista ritrovata lì dentro e cosa significa?

Assassini e vendicatori busseranno alla porta di Rossi, questa volta impavido sì, ma capace di tenere al sicuro i suoi affetti. E torna il sentimento sfuggevole, ma travolgente. E in compagnia si indaga meglio.

Un epilogo straziante per molti versi, stupefacente per altri.

Amo questo personaggio, riflessivo, lontano dalle divise ma sempre coinvolto in misteri e casini.

Riccardo Landini ha creato qualcuno, non qualcosa.

Questa è la terza avventura di Astore Rossi.

Potete leggerla a sé, ma sono sicura che la curiosità vi spingerà a capire il motivo dei suoi incubi e dei suoi tormenti e tornerete indietro per conoscerlo meglio.

Non finisce qui lo so o lo spero!

 

 

 

Riccardo Landini


Nato in Emilia ma d’origine romagnola, ha alle spalle studi classici e nel cuore una grande passione per Piero Chiara e il cinema italiano degli anni Settanta. Nel 2009 ha esordito nella narrativa con il romanzo E verrà la morte seconda, a cui è seguita la trilogia Il primo ingannoNon si ingannano i morti e Ingannando si impara. Nel 2013 ha vinto il premio Giallo Stresa. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di via San Giorgio, dove per la prima volta è comparso il personaggio di Astore Rossi, Il giallo della villa abbandonata e Segreti che uccidono.

 

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