Segui il bianconiglio




(recensione di Kate Ducci)


 

 

Autore: Macs Well
Editore:Koi Press
Pagine: 104
Genere:thriller
Anno pubblicazione: 2016 

 

In un bosco nei pressi di una periferia degradata, viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna brutalmente torturata fino a toglierle la vita.

L’ispettore incaricato del caso, affiancato da due agenti FBI, dovrà venire a capo di una vicenda che sembra essere solo la punta dell’iceberg di una storia di sfruttamento e prostituzione.

Per farlo, si avvarrà della collaborazione di un ex carcerato, soprannominato Wolf, che si rivelerà essere il fratello della ragazza ritrovata nel bosco e che avrà tutta l’intenzione di ottenere giustizia da solo, quel tipo di giustizia che non prevede un carcere. Il romanzo si svolge su più piani paralleli, che si intrecciano e seguono uno stesso filo conduttore: un Bianconiglio tatuato sulla schiena di personaggi all’apparenza scollegati e che li ha trascinati in ambienti di degrado e perdizione, talmente ben descritti da far sentire viva l’atmosfera, il senso di abbandono e di impotenza davanti a una società situata a poche miglia da quella civile ma con regole a parte, che la tengono lontana anni luce e impediscono a chi vi si trova invischiato di venirne fuori.

Un thriller particolare, breve ma intenso, di cui ho apprezzato soprattutto il linguaggio asciutto e serrato. Non c’è mai una parola di troppo, le descrizioni sono spoglie ma efficaci, i termini sempre azzeccati, i dialoghi cupi e capaci di rendere alla perfezione le caratteristiche caratteriali dei personaggi.

Proprio i personaggi sono un’altra nota a favore del romanzo di Macs Well. Sono tutti emarginati o con storie talmente tristi alle spalle da farli sentire tali, tutti con i propri demoni interiori e la totale sfiducia nel prossimo. Non si ha comunque mai la sensazione che l’autore stia esagerando. Grazie probabilmente al suo linguaggio spoglio, mai caricato all’eccesso, tutto appare verosimile, triste e ingiusto quanto sarebbe se fosse vero, brutto come l’esistenza di alcune persone è condannata a essere. Il finale, altro punto a favore, è inaspettato, crudele, avvincente, anche se lo avrei maggiormente approfondito, soprattutto in considerazione della sua genialità.

Proprio il finale affrettato, unito alla brevità del romanzo, sono le uniche note a sfavore di questa opera di un autore davvero capace, con uno stile pungente e originale. Essendo la storia valida, gli spunti molti e i personaggi in grado di catturare l’attenzione del lettore, l’avrei approfondita, aggiunto elementi che l’avrebbero sicuramente trasformata da un buon romanzo a uno ottimo.

Ma forse ne avrebbe risentito lo stile, che ripeto essere l’elemento più sorprendente e originale che ho riscontrato, e sarebbe stato un vero peccato.

L’AUTORE – Macs Well, classe 1979, vive e lavora fra Milano e Colonia (Germania). I suoi romanzi spaziano dal pulp/noir all’ironico

Recensione a cura di Kate Ducci (Radix)

Kate Radix è autrice dei thriller “Le apparenze” e “Le identità” e dell’antologia “La verità è una bugia”, una raccolta di quattro racconti di generi che spaziano dal thriller al fantastico.



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