Sei giorni di preavviso




Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

Genere: Giallo

Pagine: 269

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Philip Vaton, un grande attore ormai sul viale del tramonto, vive barricato in casa con i familiari, terrorizzato da quotidiane minacce di morte che indicano con precisione la data, il luogo e l’ora del suo assassinio. Le indagini sono affidate ad Arthur Jelling, un timido archivista della polizia di Boston con la passione per i dettagli che non tornano e l’ambizione di dare la caccia ai criminali.Il primo romanzo giallo di Giorgio Scerbanenco battezza un personaggio che ha fatto la storia della letteratura: svelto d’intuito come Hercule Poirote attento alla natura umana come Maigret, Arthur Jelling stringerà il cerchio attorno al colpevole imparando a dubitare di tutti, anche di se stesso.

 

 

Recensione

Ho conosciuto Giorgio Scerbanenco attraverso le indagini del suo Duca Lamberti, un personaggio indimenticabile che ha dato vita ai più bei noir che io abbia mai letto. Per questo ero impaziente di leggere di questo nuovo, seppur attempato, Arthur Jelling e scoprire quali segreti celasse, quali i suoi punti di forza e i suoi metodi di indagine. E non è stato tempo sprecato, anzi.

Arthur Jelling è una persona adorabile, molto timida, estremamente riservata e di una gentilezza fuori dal comune. Lavora come archivista alla Polizia di Boston, nel buio di un piccolo ufficio, maneggiando un numero infinito di pratiche.

Ogni volta che qualcosa sembra non tornare o sia stata trattata con forse troppa superficialità, lo fa prontamente notare al suo superiore, il capo della Polizia, presso il quale gode di immensa fiducia e rispetto. Per questo ci stupiamo ben poco quando il capo gli permette di indagare a suo nome in un caso che sembra fin troppo facile. Ovviamente non lo è.

Egli non era un poliziotto, né avrebbe saputo esserlo, anche se avesse voluto, per quella morbosa timidezza che costellava il cammino della sua vita di tanti piccoli insuccessi. Ma era, e lo era veramente e grandemente, un teorico. Un teorico nel senso più completo e geniale della parola. Egli diceva, quando riusciva ad affiatarsi col suo interlocutore, che la logica è una legge assoluta, più assoluta della legge di gravità.”

“ Tutto è logico. Anche la pazzia.”

Un famoso attore che ha visto tempi migliori vive chiuso in casa da giorni nel terrore di essere assassinato. Ogni mattina gli viene recapitata una lettera con su scritto giorno, ora e luogo della sua morte. Vive nel panico. Con lui i familiari e la servitù che si rendono partecipi dei suoi scatti di nervi, delle stranezze, dei suoi insondabili silenzi. È solo un scherzo di cattivo gusto o la possibilità effettiva di un omicidio che verrà commesso da lì a pochi giorni?

Ad Arthur Jelling il compito di svelare l’arcano mistero. Parte un poin sordina, dato il suo carattere, ma non si lascia sfuggire niente. La sua mente è sempre in movimento. Il suo talento nel notare e mettere a fuoco i particolari è invidiabile. Visto che non esce più di casa, la rosa dei sospettati deve trovarsi per forza tra quelle mura, tra i suoi legami più stretti. È un vero peccato che abbiano degli alibi così inattaccabili. Bisogna scavare e scavare. Tutti hanno dei segreti. Tutti.

Formula geniali ipotesi, interroga gli indiziati più volte, elabora trabocchetti. Va contro il suo essere e arriva a smontare le ipotesi che lui stesso ha formulato. Fino a quando finisce per capire e, nel frattempo, la verità non ci aveva neanche sfiorato.

Non è lo Scerbanenco di “Venere privata”, tanto per fare un esempio. È uno Scerbanenco più Agatha Christie (unottima Agatha Christie) che non l’autore dei bellissimi noir dell’ultimo periodo. È stato comunque un piacere leggerlo. Del resto da chi scrive

 “Una voce, una carezza, un gesto di tenerezza, saranno sempre più forti e risolutivi di un miliardo di parole scritte dal più grande poeta di tutti i secoli. Noi viviamo di queste voci, di queste carezze, di queste tenerezze, non di libri. Io che scrivo lo so.”

potremmo aspettarci qualcosa di negativo?  No, neanche a suoi inizi.

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Scerbanenco


Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, vissuto in Italia, scrisse un numero immenso di romanzi e racconti di tutti i generi fantastici, tutti con una personale inimitabile cifra narrativa. Sei giorni di preavviso è il primoromanzo del ciclo di Arthur Jelling, pubblicato per la prima volta nel 1940. Alla sua memoria è dedicato il più importante premio italiano per la letteratura poliziesca e noir: il premio Scerbanenco.

 

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