Selfie






Recensione di Valeria Martellotti


Autore: Jussi Adler-Olsen

Editore: Marsilio

Traduttore: Maria Valeria D’Avino e  Claudia Valeria Letizia

Genere: Thriller

Pagine: 544

Anno pubblicazione: 2017

 

 

 

Danimarca, estate 2016.

 

Michelle, Denise e Jazmine. tre ragazze belle, giovani e disoccupate.

Condividono l’amore per gli uomini, meglio se ricchi, i locali, la moda, lo showbiz e non hanno intenzione di trastullarsi con i lavoretti faticosi e sottopagati che gli vengono offerti da Anne-Line Svendsen, l’assistente sociale che, da anni, le segue.

Al centro di assistenza le ragazze non sono certo famose per il loro acume. La stessa Anne-Line Svendsen, stufa marcia del loro atteggiamento sprezzante, ha iniziato a considerarle parassiti della società fastidiosi e inutili, ed ora le odia ed è decisa ad affrontarle al più presto.

La mattina che Michelle viene investita da un’auto pirata Carl Mork, capo della sezione Q della polizia di Copenaghen, non presta la dovuta attenzione alla notizia, alle prese con infondate accuse di insuccesso che gravano sulla sua squadra.

Non può contare sull’aiuto di Rose, elemento di spicco del team che è di nuovo in malattia. Stavolta i fantasmi che da anni la perseguitano sembrano fare sul serio.

Gli rimane Assad, col suo danese sgrammaticato.

E’ grazie al suo intuito che i due scoprono un nesso tra il cadavere di una anziana ritrovato in un parco cittadino e un vecchio omicidio di una insegnante giovane e molto bella.

Ben presto la sezione Q ha più di cinque casi in attesa di soluzione e, fatto inquietante, sembrano collegarsi fra loro e a Rose, che nel frattempo è scomparsa nel nulla.

 

«A volte è difficile distinguere i giallisti scandinavi, ma Jussi Adler-Olsen è un nome da tenere a mente. In un genere molto affollato, è una punta d’eccezione.» – GQ

 

Quanto mi trovo d’accordo con questa frase? Moltissimo. GQ sembra avermi letto nel pensiero. Di gialli scandinavi ne ho letti diversi, alcuni belli. Jussi Adler Olsen, che con la serie della Sezione Q ha venduto oltre 16 milioni di copie in 42 paesi non lo avevo ancora letto.

Per i giallisti il pericolo di ricalcare un copione già scritto è davvero dietro l’angolo. Jussi Adler-Olsen si distingue innanzi tutto dagli altri per la sua originalità. Non sembra esserci un disegno stabilito nel suo romanzo, non aspettatevi il vecchio schema omicidio-indagini-risoluzione del caso.

 

“Carl Mork, responsabile della Sezione Q, la nostra squadra fresca di cantina che indaga sui casi che hanno fatto le ragnatele”

 

Sì, perché alla Sezione Q arrivano gli scarti, i casi difficili, quelli che la omicidi accantona.

Basterebbe questo aspetto per farceli piacere. Ma c’è altro.

La trama è ricchissima di imprevisti, quindi in continuo divenire. Il capitolo successivo non è mai scontato perché i personaggi maturano le proprie decisioni sul momento e questo li rende incredibilmente realistici.

 

Alla centrale di polizia di Copenaghen c’è un gran caos; mitomani che confessano reati che non hanno compiuto, poliziotti inaffidabili e incapaci che ostacolano il lavoro degli altri, c’è perfino una troupe di Station 3 che alita sul collo di Mork in cerca di notizie interessanti di cronaca nera.

 

I personaggi creati da Adler-Olsen lasciano il segno e ti rimangono dentro anche dopo la fine del libro. Il loro vissuto personale entra prepotentemente nella storia e si mescola con il vissuto degli altri, diventando un tutt’uno. Mork, Rose, Assad hanno un bagaglio di emozioni che ce li fa amare, perché li rende vulnerabili come le persone normali.

 

A rendere la trama così interessante è anche il ventaglio di temi attualissimi che l’autore tocca: l’alcolismo tra i giovani, gli incidenti causati dai pirati della strada, la mancanza di ideali, la depressione.

Da ultimo, ma non in ordine di importanza, il sapore antico e terribile dei delitti che ricalcano le scene di una macabra tragedia dai tratti universali come l’olocausto.

Insomma un giallo diverso dal solito, una scrittura di grande qualità, una storia mai banale. Un libro assolutamente da leggere.

 

Jussi Adler-Olsen su THRILLERNORD

Jussi Adler-Olsen – (Copenaghen 1950) dopo avere svolto i lavori più vari è oggi scrittore a tempo pieno. Con la serie della Sezione Q guidata da Carl Mørck, ha ottenuto un immenso successo di critica e pubblico, con milioni di copie vendute nel mondo. I suoi libri, premiati da lettori, librai e critici, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali. Da La donna in gabbia, Battuta di caccia e Il messaggio nella bottiglia sono stati tratti tre film per il grande schermo, mentre l’intera serie sarà oggetto di una trasposizione televisiva prodotta negli Stati Uniti.