Senti che fuori piove




Recensione di Ilaria Bagnati


Autore: Giancarlo Vitagliano

Editore: Homo Scrivens

Pagine: 175

Genere: romanzo

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Nicola Paris ha sempre amato la sua professione di psichiatra, ma di andare a fare perizie ai detenuti in carcere, non gli va proprio. Questa volta, però, c’è qualcosa nella storia di Marcello Calisi, assassino reo confesso, che non lo convince e lui non è mai stato un tipo da lasciare a metà il lavoro: deve assolutamente scoprire cosa sia successo nei quindici anni di vuoto di memoria del detenuto. Calisi stesso non sa cosa l’abbia spinto a commettere quattro omicidi, se non il rumore della pioggia. No, Paris non si vuol fermare: a lui non interessa giudicare chi sia cattivo e chi buono, né comminare pene: a lui interessa il perché delle cose, di alcuni comportamenti, perché un animo si corrompe e quanto sia dovuto al singolo e quanto alla società. Cosa c’è dietro? Cosa ha portato Calisi a diventare quel che è, un efferato assassino?

Recensione

Inizio con il dire che ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina, volevo che non finisse mai perché l’autore mi ha saputo coinvolgere come non mi accade spesso. Forse la tematica ha influito, la mia formazione in psicologia mi ha fatta sentire vicina allo psichiatra protagonista e sono riuscita facilmente ad immedesimarmi in lui. Nicola Paris è uno psichiatra che ha un suo studio ma saltuariamente esegue perizie psichiatriche ai detenuti del carcere di Napoli.

Solitamente in carcere ci va controvoglia, d’altronde a chi piace varcare le porte di una struttura talmente tetra?

Quando gli viene affidata la perizia di Marcello Calisi, lo psichiatra non ne è molto felice ma quando conosce il detenuto e la sua storia in lui si accende un campanello di allarme, una curiosità che raramente ha con altri detenuti. Calisi dice di aver ucciso quattro uomini perché sentiva la pioggia nella sua testa e lui quando sente la pioggia deve farla cessare e ci riesce solo uccidendo.

“Io non ho niente. Vorrei solo che la pioggia non venisse mai più”.

Paris ovviamente pensa di trovarsi di fronte un paziente psicotico ma sa, grazie alla sua esperienza, che c’è qualcosa di più profondo, qualcosa nella vita di Calisi deve averlo spinto ad uccidere in quella maniera.

“Che altro poteva essere, se non il frutto di una patologia psichica, quel suo avvertire le gocce di pioggia lì dentro, anche quando non pioveva neppure?”

La narrazione si divide per lo più tra gli incontri di Paris con Calisi e la vita familiare dello psichiatra. Per Paris la sua casa, la famiglia sono il suo porto sicuro, il luogo dove tornare e mettere in stand by i suoi pensieri relativi al lavoro.

Ma questa volta è diverso, anche la moglie Celeste se ne è accorta, come mai il marito è così distratto e irascibile?

Calisi, o meglio, la sua storia per lo psichiatra è diventata quasi un’ossessione, vuole capire il perché di quegli omicidi. Si perché uno psichiatra, nel suo lavoro non si può permettere di giudicare, a lui interessa sapere il motivo delle azioni di un suo paziente che lui sia un pluriomicida o meno.

Vitagliano ha creato con Paris uno psichiatra umano, con pregi e difetti perché anche chi lavora in quel campo ha le sue debolezze al contrario di come molti pensano. Anche a chi lavora nel campo della salute mentale capita di cadere come ad ogni altra persona sulla faccia della terra. Vitagliano ci mostra un Paris a trecentosessanta gradi, lo vediamo alle prese con il suo lavoro, con le sue amicizie e con la sua famiglia composta da sua moglie e suo figlio piccolo.

Percepiamo il calore che lo psichiatra prova nel suo lavoro, quando gioca con il figlio e quando coccola la moglie e tutto grazie alla penna dell’autore. Non posso dirvi altro per convincervi a leggerlo, questo è un libro che non si dimentica, io sicuramente non lo farò.

Giancarlo Vitagliano


Giancarlo Vitagliano vive a Napoli. Per Homo Scrivens ha pubblicato i romanzi noir Il viaggiatore perfetto, Milo. Detective per amore, Che musica ascolti.

 

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