Senti che vento




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Eleonora Sottili

Genere: Narrativa

Pagine: 208

Editore: Einaudi

Anno: 2020

Sinossi. Fuori piove, non smette di piovere, il fiume straripa e corre dappertutto. Mentre i vicini si imbarcano direttamente dal balcone, Agata s’incanta a guardare l’acqua che allaga il pianterreno, lambisce il divano, sommerge la libreria. La casa ora è una nave incagliata dove lei, sua madre e sua nonna mangiano salame al buio, pescano i pomodori dell’orto con il retino, spostano gli oggetti, scoperchiano sorprese. Intanto i regali di nozze navigano indisturbati, e il vestito da sposa volteggia candido al centro della stanza. In questo tempo liquido e sospeso, Agata scopre di non essere l’unica a custodire un segreto.

«La nonna tagliava il salame e distribuiva le fette. A un tratto mi disse: “Sembra di essere in guerra. Tu saresti morta subito, in guerra”. Aveva ragione, lo sapevo. Poi aggiunse: “Certo all’aceto potevate pensarci”. Quindi, come se le cose fossero collegate: “Mi sa che domenica prossima non ti riesci mica a sposare”. Fu allora che la mamma fece scattare la lama del suo coltello a serramanico, e per un momento mi sembrò che le scappasse un sorriso». Nonna Fulvia ha i capelli di ferro e ruggine, non sopporta le zucchine liguri e definisce Agata “un nientino”.

La mamma invece sta china sui suoi atlanti a incrociare paralleli e meridiani, cercando instancabile un posto dove sua figlia potrebbe avere una vita sorprendente. «Io con loro non c’entro niente», pensa Agata. Tanto domenica si sposa e finalmente sarà al sicuro, lontana dalle intermittenze dell’una e dalle forze contrarie dell’altra. Ma il fiume arriva a confondere i confini tra le cose, e Agata scopre di essere molto piú vicina alle donne della sua famiglia di quanto credeva. Un segreto, del resto, ce l’ha anche lei: la collezione di appartamenti vuoti dove ha fatto l’amore con un ragazzo che non è lo stesso che sta per sposare.

Recensione

La natura ha un modo buffo e preveggente per accompagnarci in alcune fasi della nostra vita, quasi sapesse che il nostro interno rispecchia le stesse condizioni atmosferiche esterne: un cuore in tempesta quando fuori si scatena un temporale e un caldo sole quando ci rassereniamo.

Agata galleggia nella sua esistenza senza provare a nuotare, affonda senza poter risalire a galla o senza volerlo veramente e questo fiume che esonda e la tiene isolata dal mondo insieme a sua madre e sua nonna è il riflesso dello stato di cose in cui ha lasciato la vita reale.

Isolate al primo piano della casa che condividono da diverso tempo e circondate da ciò che hanno portato in salvo dal piano di sotto, vivono in un limbo per la maggior parte del tempo, senza corrente elettrica e quindi senza contatti con il mondo esterno.

Decidono di non essere salvate e mentre tutti abbandonano le loro case, loro decidono di rimanere, di non muoversi.

Spunta fuori così un quadro di segreti ed esistenze statiche: la nonna, rigida, giudice severo, molla la presa e si ammorbidisce un poco fino a rivelare un lato di sé differente, una donna capace di amare e sacrificare quell’amore per compiere scelte importanti.

La mamma, ancora immersa nel dolore, scruta il mondo da un Atlante e spera di non rivedere nella figlia i suoi fallimenti.

E poi Agata, in procinto di sposarsi, con un abito da sposa arrivato foriero di quella tempesta che poi le tiene prigioniere volontarie. Agata che ha tradito, amato, ma lascia che tutto scorra senza reagire, senza togliere il velo  e vedere che la sua volontà desidererebbe ben altro.

Tre donne che non vorrebbero somigliarsi in un confronto improrogabile.

L’acqua ad un certo punto si ritira, le lascia libere di decidere.

Agata sarà capace di trovare il coraggio?

Quale porta deciderà di aprire: quella della nuova casa con il suo futuro marito o quella della misteriosa stanza d’albergo in cui qualcuno si è amato in passato?

Quando ci vediamo costretti a decidere, è in quel momento che capiamo chi siamo veramente: anime codarde che galleggiano sulla superficie degli eventi o prodi marinai decisi ad affrontare la tempesta pur di arrivare a ciò che per noi rappresenta l’approdo più importante.

 

 

Eleonora Sottili


Eleonora Sottili è nata in Toscana nel 1970 e lavora alla Scuola Holden. Ha pubblicato Il futuro è nella plastica (nottetempo 2010), Se tu fossi neve (Giunti 2015) e un racconto nella raccolta Ritratti dell’autore da cucciolo (Instar Libri 2016). Ha curato insieme ad altri il volume «Scrivere», compreso nell’antologia La seconda luna (Zanichelli 2017). Per Einaudi ha pubblicato Senti che vento (2020).

 

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