Senza più nome






(Recensione di Giulia Fenili)


Autore: Elisabetta Barbara De Sanctis

Editore: pubblicazione indipendente

Pagine: 260

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2016

 

SINOSSI

Martina è una giovane ragazza di Roma, ma al contrario dei suoi coetanei la sua vita è tutt’altro che spensierata. Tutto risale alla sua infanzia quando è stata rapita per ben sette anni, periodo in cui è stata privata dei suoi affetti e della sua libertà. Oggi vive con la madre e frequenta un gran numero di analisti ma il suo dolore, i suoi incubi e le innumerevoli violenze subite non le lasciano via di fuga. Martina si trova a non riconoscersi più e a combattere contro se stessa e il suo carattere irascibile che sfoga nell’autolesionismo. Per compiere una svolta decisiva decide di affrontare un lungo viaggio per trovare la sua strada e per riprendersi parte di quella libertà che le era stata tolta.

 

RECENSIONE

A quattro anni sono stata rapita. A undici anni sono fuggita dai miei aguzzini. Per sette anni sono stata una bambina senza più un nome né un’identità. Adesso so chi sono. Mi chiamo Martina e questa è la mia storia”.

 

Questa forte storia, come dichiara l’autrice stessa, è frutto di fantasia, ma allo stesso tempo purtroppo è costituita da una serie di vicende che oggi sono all’ordine del giorno.

La violenza suoi minori è un tema molto delicato che viene affrontato spesso dai telegiornali e da vari scrittori. Data la sua delicatezza, è un argomento di cui non è facile parlare perché va oltre i nostri principi e si tratta di qualcosa che risulta impossibile accettare, che provoca angoscia, rabbia e frustrazione, e ci fa sentire impotenti.

La bravura di questa scrittrice sta nel saper raccontare la storia in modo diretto ma senza soffermarsi su certi particolari; riesce a descrivere anche le scene più spietate e tormentate con delicatezza e intelligenza. Porta il lettore ad immaginare da solo, impressiona a parole ma non lascia mai spazio alla volgarità. Una storia che scorre fluida, un’autrice che sente il suo personaggio, in questo caso Martina, come un qualcosa di vivo dentro di lei e così riesce a far avvicinare ad essa il lettore in una maniera travolgente.

 

Ero fuori controllo. Fuori di testa. Fuori da quel mondo in cui non volevo più stare. Ero guasta. Rotta. Inutile.”

 

Si parla molto di violenza, di abusi e di autolesionismo ma il difficile sta nel saper esprimere cosa provano davvero questi ragazzi, nel dare l’idea di ciò che significa davvero essere “distrutti”. Ma per la penna di Elisabetta Barbara De Sanctis pare non essere un’impresa così ardua.

 

 

Elisabetta Barbara De Sanctis vive a Pescara, è una studentessa di psicologia, blogger e un’autrice che sperimenta temi anche molto diversi tra loro. I suoi generi spaziano dal rosa all’erotico fino alla narrativa. Il suo talento sta nel saper trattare i suoi personaggi, si racconta tramite loro, sente molto quello che scrive. Ha un blog tutto suo http://www.elisabettabarbaradesanctis.com/ ed è presente su i diversi social. Nell’aprile 2015 esce la sua prima raccolta di poesie “Anima e Carne”, dopo di che scrive il suo primo romanzo “Oltre il buio il tuo respiro” che è stato pubblicato nuovamente come “Il filo che ci unisce”. “Senza più nome” è il suo secondo romanzo e “Cenere e veleno” la sua seconda raccolta di poesie. Di se dice: “Timida, sfacciata, aggressiva, dolce, casta, sexy, ingenua e intrigante. Questa sono io. Questa, in fondo, è ogni Donna”.