Silence

IL FILM




SILENZIO

( Federica Gaspari)

Autore: Shusaku Endo
Traduttore: L.Lax
Editore: Corbaccio
Genere: Thriller
Pagine: 224
Anno pubblicazione: 2016





Nagasaki, 1633: l’indomito padre gesuita Christovao Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia di Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani religiosi, Sebastian Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un’indagine all’interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni. I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall’amico Kichijiro, il suo «Giuda», mentre implora Dio di rompere il suo «silenzio». Un romanzo intenso, aspro, pieno di ispirazione e sensibilità. Universalmente riconosciuto come un capolavoro.

Martin Scorsese, regista premio Oscar per The Departed – Il bene e il male, ha affermato che nella sua vita c’è stato un solo libro capace di sconvolgerlo, occupando in maniera ossessiva la sua mente ed i suoi pensieri per più di trent’anni. Tre decenni: a tale numero ammonta il tempo impiegato dal cineasta americano per poter finalmente realizzare l’adattamento cinematografico di Silenzio, romanzo storico di Shusaku Endo. Pubblicata originariamente nel 1966, la storia, raccontata in parte anche attraverso le lettere di padre Rodrigues, ricostruisce la cupa atmosfera delle terribili persecuzioni di cui erano vittime i cristiani durante l’ultimo governo feudale del Giappone.

E’ incredibile notare come ogni pagina, ogni frase scritta da Endo riesca a suscitare riflessioni che superano il contesto storico e culturale in cui si muovono i protagonisti della narrazione. Sin dall’introduzione, infatti, emerge lo scontro-confronto tra Occidente ed Oriente, tematica che in passato è stata affrontata da diversi autori ma che in Silenzio si sviluppa in maniera unica e senza precedenti. Le prime pagine introducono Rodrigues e Garrpe, giovani e fervidi religiosi. I due gesuiti sono stati allievi di Ferreira e sono cresciuti nella fede con gli ideali e le convinzioni tipiche del mondo europeo. Come spesso ricorda lo stesso Rodrigues, non sono mai stati messi seriamente alla prova, non si sono mai trovati in territori ostili. Per questo motivo nella loro mente si è profondamente radicata una superba convinzione di incorruttibilità, di pura e solida fede in Dio, un Dio che nei secoli – in piena ottica occidentale - è stato dipinto come benevolo e paterno. La loro ideale visione si scontra violentemente con le notizie che arrivano dal paese del sol levante, il territorio tradizionalmente buddista in cui si avventurano decine e decine di missionari portando il Cristianesimo nei villaggi di contadini in cerca di figure di riferimento in un’epoca di cambiamento. La fede e la religione, tuttavia, si scontrano anche con il forte senso di appartenenza, alimentato da secolari usanze e tradizioni, dei giapponesi, sentimento che sembra essere incompatibile con i valori cristiani.

Torture, crude punizioni e umiliazioni che portano all’abiura: Ferreira, inizialmente simbolo di integrità e incontenibile fede, è solo uno dei tanti padri apostati. Attraverso lo sguardo di Rodrigues, è possibile vivere – e condividere - in prima persona una serie di reazioni contrastanti: incredulità davanti alla notizia, orrore davanti alla realtà dei fatti, odio verso il “traditore”, comprensione della gravità della situazione. Il silenzio di Dio sconvolge, fa dubitare ed è più rumoroso di qualsiasi solitaria preghiera. Difficile confrontarsi con una concezione divina diametralmente opposta a quella a cui i giovani gesuiti erano abituati. Endo riesce magistralmente a portare alla luce proprio il tormento interiore del protagonista, coinvolgendo profondamente lo stesso lettore. Questo aspetto porta chiaramente la lettura ad un livello superiore, riempiendo di significato ogni capitolo e, conseguentemente, esigendo la giusta attenzione, il giusto raccoglimento davanti ad un’opera che non può certo essere affrontata con leggerezza.



L'AUTORE - Nato nell'anno del disastroso terremoto di Tokyo, si convertì al cattolicesimo all'età di 11 anni. Data la giovane età la sua fu, più che una scelta, il desiderio di compiacere la madre che, reduce da un doloroso divorzio, trovava sollievo nell'assidua pratica religiosa. Lasciati presto gli studi di medicina, intraprese quelli di letteratura francese e fu uno dei pochi studenti giapponesi ad essere inviato, a spese dello stato, in Francia per approfondire gli studi. I tre anni passati all'estero non furono facili e, al ritorno in Giappone, contrasse la tubercolosi, il che aggravò notevolmente il suo stato emotivo. Dopo un lungo ricovero, si recò in Terrasanta per ripercorrere i luoghi dove si era svolta la vita di Cristo. In seguito iniziò la carriera di scrittore e le sue opere cominciarono ad avere un grande successo. Se si considera che esse erano profondamente influenzate dal suo credo religioso e che esso in Giappone era praticato da un numero trascurabile di persone, c'è da stupirsi che possa aver avuto in patria una tale notorietà. Endō è stato definito il Graham Greene giapponese per numerose affinità stilistiche ed anche biografiche (Greene si era convertito al Cristianesimo a 23 anni) con lo scrittore inglese. Il suo capolavoro è probabilmente Silenzio (Chinmoku, 1966), sul tormentato rapporto tra cristianesimo e cultura nipponica, nei tentativi missionari clandestini in Giappone dopo la persecuzione anticristiana di Hideyoshi alla fine del Cinquecento. Da segnalare anche la sua Vita di Gesù (1973): è la prima opera del genere scritta da un giapponese, e non intende tramandare un'esperienza conclusa di Gesù, non intende costituire una ricostruzione storica, ma invita a riscoprire il suo volto sempre nuovo.



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