So chi sei




Recensione di Giuditta Pontini


Autore​: ​Elisabeth Norebäck

Traduzione: A. Storti

Editore: Nord

Collana:  Narrativa Nord

Genere: Thriller nordico

Pagine: 382

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. Stella Widstrand è una stimata psicoterapeuta. Ha una bella casa, una famiglia amorevole, una vita felicemente normale. Un giorno, però, una nuova paziente entra nel suo studio e, in un attimo, Stella torna a vent’anni prima, sulla spiaggia dov’era scomparsa la sua figlioletta di poco più di un anno. All’epoca, la polizia aveva ipotizzato che la bambina fosse riuscita a raggiungere il mare ed era annegata, ma il corpo non era mai stato ritrovato. E Stella, nel fondo del suo cuore, non ha mai davvero perso la speranza e adesso è pronta a fare qualsiasi cosa per dimostrare che questa ragazza dai lunghi capelli neri è Alice. Anche a mettere a rischio la sua carriera. Anche se le persone intorno a lei la vedono in bilico sul baratro della follia. Stella non si fermerà di fronte a nulla. Ma dove finisce la verità e incomincia l’ossessione? Isabelle Karlsson ha dovuto lottare a lungo per frequentare l’università a Stoccolma. Se fosse stato per sua madre, sarebbe rimasta nel paesino in cui è nata e cresciuta. Ma così Isabelle era lontana quando il suo adorato padre è morto all’improvviso, e al dolore si è sommato lo sconcerto nel momento in cui la madre le ha rivelato che non era lui l’uomo che l’ha concepita. Confusa e arrabbiata, Isabelle decide di chiedere aiuto a una psicoterapeuta, per fare chiarezza nella sua vita. Tuttavia Isabelle non sa che entrare nello studio della dottoressa Stella Widstrand scatenerà una serie di eventi che la travolgerà… Kerstin ha dedicato la sua esistenza alla figlia Isabelle, ha sempre fatto di tutto per crescerla ala meglio e per farsi amare. E adesso non può permettere che un’altra donna si avvicini troppo a lei…

 

 

Recensione

Finito in un giorno e mezzo. Già da questa premessa, si possono dedurre alcuni elementi.

Tre donne. Tre strade apparentemente diverse. Tre caratteri. Tre tipi di paure, differenti. Tre emozionalità che nulla hanno a che fare l’una con l’altra.

Un unico destino? Oppure no?

La prima protagonista di questo avvincente thriller nordico è Stella Widstrand. Trentotto anni, bionda, bella, arguta, intelligente. Un bel marito, una lussuosa villetta, una notevole carriera come psicoterapeuta. Stella è l’archetipo della donna posata, matura ed equilibrata. Sennonché, un giorno, nel suo studio, si presenta una nuova paziente.

Il suo nome è Isabelle. Ventidue anni, bellissima. Sin troppo riservata. Lunghi capelli neri. Occhi chiari. Fossetta sul mento e orecchio destro da elfo. Come la zia Maria. Come la piccola Alice. Stella la guarda. Si blocca. La guarda ancora. E torna indietro nel tempo, un balzo improvviso a quel terribile pomeriggio di venti anni prima.

Una Stella appena diciottenne siede sulle rive di un lago accanto al passeggino, dove la sua piccola Alice, un anno e mezzo, placida riposa. E poi, in un attimo, tutto il mondo di Stella va in pezzi. Due secondi di distrazione e Alice scompare. Di lei non resta più traccia alcuna. La bambina non può essere stata rapita, le dicono. Non c’erano altri ospiti nei bungalow. Deve farsene una ragione, la piccola Alice è annegata. Il corpo non è mai stato ritrovato semplicemente perché la corrente del fiume lo ha trasportato con sé, lontano.

Ma quando Stella vede Isabelle, tutto il tempo, tutto il dolore, tutte le convinzioni vengono azzerate. Da qui parte una storia strutturata in maniera particolarissima. Nei primi capitoli, c’è un approfondimento quasi esasperato dei sentimenti di Stella. Bravissima l’autrice nello strutturare i primi capitoli tutti al presente. Ogni reazione di Stella, ogni sua azione, ogni suo pensiero, sono ami che legano il lettore alle pagine e lo inducono a continuare, per cercare di dare un senso al tutto. Poi, lentamente, ci sono spezzoni, molto brevi in realtà, del passato di Stella.

A questo punto, l’autrice introduce il punto di vista di Isabelle, parlandoci dei suoi problemi, causati dal lutto per la perdita del padre, e dalla iperprotettività della madre, Kerstin. La maestria di questo libro sta nella capacità della Noreback di alternare punti di vista, essenze, storie e piani temporali differenti, creando una storia che avrebbe senso pur potendo andare in due direzioni parallele. Sì, perché se nella prima parte del libro il lettore è propenso a credere a Stella, andando avanti la situazione cambia.

L’autrice è una vera maestra, in questo: se prima ci fa affezionare a Stella, alla sua sofferenza, alla sua lotta per riconquistare una vita normale, poi ci fa affezionare anche alla timida Isabelle e, in misura minore, a sua madre Kerstin. Le psicologie di queste tre donne non sono semplici. L’autrice è perfetta nel somministrare al lettore, capitolo dopo capitolo, qualche goccia in più di queste tre protagoniste, mediante l’alternanza, sempre più frequente, dei loro punti di vista.

Questo porta il lettore, gradualmente, a tratteggiarle sempre meglio, a farsi alcune idee su cosa potrebbe essere vero, e su cosa invece potrebbe essere solo frutto di grandi, colossali sofferenze passate. Il lettore arriva ad un punto del libro, in cui l’esito sembra quasi scontato.

Ma quando la lentezza narrativa, utilizzata volutamente per centrare la sua attenzione su una possibile pista, cede il passo a una serie improvvisa di rivelazioni e colpi di scena, il lettore si trova completamente spiazzato. Si arriva a un momento in cui, a ogni capitolo, la convinzione del lettore cambia. Interessantissimi i riferimenti a molte patologie psicologiche e psichiatriche. L’ambientazione è favolosa.

La contrapposizione fra il caos della città e la calma piatta dei boschi e delle campagne rende ancora più forti i contrasti fra ciò che è reale o che, a rigor di logica, dovrebbe esserlo, e ciò che dovrebbe essere reale, ma che forse non lo è. Un thriller psicologico estremamente valido, dove niente è come sembra. Una complessità di psicologie che lascia aperti molti possibili esiti e interpretazioni. Con un finale sorprendente, ma pulito. E che non delude. Leggetelo!

 

 

 

​Elisabeth Norebäck (Scheda Autore)


Elisabeth Norebäck è una scrittrice svedese. Vive a Stoccolma ed è laureata in ingegneria al KTH Royal Institute of Technology, nel 2018 ha pubblicato ​Tell me you’re mine,​ tradotto in 34 paesi tra cui l’Italia (​So chi sei,​ Nord, 2018).