Stanza numero 10




(Recensione di Antonia Del Sambro)


Autore: Åke Edwardson

Traduttore: Ida Montrasio

Editore: Baldini & Castoldi

Pagine: 316

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2013

 
 
 

SINOSSI. Nella stanza numero 10 di un hotel nel centro di Göteborg la polizia trova una giovane donna, Paula Ney, impiccata. La tesi del suicidio non convince il commissario Erik Winter, che è già stato lì diciotto anni prima, per indagare sulla scomparsa di un’altra donna, Ellen Börge, che aveva alloggiato in quella stanza senza che il caso sia mai stato risolto. Che ci sia un legame tra i due episodi? Quello che scopriranno i lettori di pari passo con le indagini di Winter e della sua squadra sarà molto di più di un giallo svelato, sarà una storia famigliare allargata ed estesa alla maggior parte dei protagonisti della storia dove nessuno riuscirà ad avere scampo.

 
 

RECENSIONE
Quando il thriller nordico è anche esperimento letterario.
La trama di questo incredibile giallo di Åke Edwardson è ingarbugliata quanto basta per costringere bonariamente il lettore a proseguire pagina dopo pagina, in una costruzione di piani temporali dove i personaggi sembrano muoversi come se avessero molte vite e molto tempo a disposizione. In realtà è solo un’abile illusione autoriale realizzata mirabilmente da uno degli scrittori che ha vinto per ben tre volte il premio come miglior thrillerista svedese.
Stanza numero 10 si apre, appunto, in una camera di albergo di Göteborg, una delle città svedesi più importanti e conosciute dopo Stoccolma e Malmö. Qui, viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna, impiccata con una corda di resina di nylon di colore blu. Si tratta di Paula Ney. Svedese di origini italiane, donna riservata e dalla quasi inesistente vita privata, e con un aspetto comune a tante giovani ragazze della sua età. A indagare sul delitto viene chiamato Erik Winter, commissario dalle mille intuizioni e dal fare accomodante, che possiede anche una memoria storica delle sue indagini davvero formidabile. Tanto che ci mette pochissimo a ricordarsi che proprio in quella stanza e proprio in quell’albergo diciotto anni prima è scomparsa un’altra giovane donna, Ellen Börge.
Intorno alla scomparsa della prima donna e all’omicidio della seconda, Edwardson costruisce l’intera trama del romanzo incrociando e intrecciando tra loro personaggi maggiori e minori, conoscenti, parenti, luoghi di lavoro, quartieri di periferia e palazzi storici del centro, e facendo compiere al commissario Winter dei veri e propri salti temporali che finiscono con il confondere le immagini della sua memoria tra un presente oscuro e fitto di misteri e un passato altrettanto inspiegabile e nascosto da diciotto anni di omissioni.
In mezzo, la vita privata di Erik e il suo desiderio di scappare dal freddo e dal lunghissimo inverno svedese per rifugiarsi con tutta la famiglia in Nuova Andalusia.
Quello che, però, più colpisce di Stanza numero 10 è la dilatazione infinita del tempo, delle azioni dei personaggi, del loro parlare lento e a monosillabili, delle indagini della polizia sempre strascinate come se il caso potesse risolversi subito o anche tra decenni, oppure mai. Una dimensione a sé che a tratti innervosisce il lettore ma che lo stupisce quanto basta per non fargli abbandonare il libro.
E cosa dire dei dialoghi? Surreali. Brevissimi. Fatti di domande che rimbalzano all’infinito. A volte del tutto sconclusionati. Ed Erik Winter, insieme con la sua squadra non ci fanno neppure caso e continuano a indagare sui casi irrisolti parlando come se fossero tutti ubriachi persi. In questo caso, affascinantissimo e originale, il giallo di Edwardson acquista allora un che di esperimento letterario, in cui ogni lettore può decidere, alla fine, che gusto gli rimane in bocca.

 

 

 

SCHEDA AUTORE

Åke Edwardson. Nato nello Smaland a Vrigstad, cittadina a sud di Göteborg e Stoccolma, nel 1953. Ake Edwardson è considerato uno tra i principali scrittori di gialli della Svezia.



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