Stazione omicidi. 3




Recensione di Leonardo Di Lascia

Autore: Massimo Lugli

Editore: Newton Compton

Pagine: 378

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 
 
 
 
 
 

Scampato a una faida tra bande criminali rivali per il controllo del traffico di droga a Roma, Flavio Gambari regna ormai su un piccolo impero. Al suo fianco Marzia, la sua compagna; Vasile, il suo braccio destro, che viene dalla schiavitù dei campi nomadi, e Jean Luc, un anziano gangster marsigliese che ha guidato i suoi giovani amici nel loro apprendistato criminale.
Alla minaccia a cui ormai Flavio e Vasile sono sfuggiti, si è ora sostituita un’altra, ben più preoccupante: l’ultimatum ricevuto da una gang che sta molto più in alto di quella di Flavio.
La furia omicida che sta mietendo vittime in città rischia di concludersi in un bagno di sangue, senza vinti né vincitori. E nel frattempo la polizia è sulle loro tracce e sembra sul punto di porre fine alla loro inarrestabile ascesa…

Questa volta voglio iniziare dalla fine: Flavio, Marzia, Jean-Luc e Vasile, mi mancate già!
Leggendo i 3 volumi della serie “Stazione Omicidi” si trovano degli amici e non si può non fare il tifo per loro, anche se sono spacciatori e malviventi, perché hanno quell’ingenuità e quell’umanità che li rende vicini a tutti noi.

Il terzo episodio, l’epilogo, ci porta nella parte più marcia della capitale, dove la guerra per il controllo delle piazze e della droga è spietata. Una Roma diversa, mai descritta così in altri libri.

I nostri amici devono spartire il ricavato dell vendita della vertigo, la droga sintetica, ma escogitano nuovi piani e nuove strategie per ovviare a questo problema. La guerra tra gli zingari, gli zozzi e la cosca di Flavio è avvincente e ricca di colpa di scena.

Il poliziotto Bruno Pelizzi con l’aiuto del suo amico giornalista cercano di stanare Flavio Gambari e la sua banda e vendicare la morte del nipote, morto per un overdose di vertigo.
Il finale sarà ricco di colpi di scena e l’evoluzione dei fatti sarà un pugno nello stomaco.
Con questo capitolo, la trilogia di Lugli si riconferma una lettura avvincente, che tiene il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine.

 

 
 

Massimo Lugli


Si è occupato per «la Repubblica» di cronaca nera per quarant’anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale, Stazione omicidi. Vittima numero 1, Vittima numero 2 e Vittima numero 3, Città a mano armata, Il criminale e nella collana LIVE La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo, Giallo Natale, Delitti di Ferragosto, Delitti di Capodanno e Delitti in vacanza. Ha firmato con Andrea Frediani Lo chiamavano Gladiatore. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.