Stefano Tura




Stefano Tura (Bologna, 1961) ha iniziato la sua carriera come giornalista di cronaca nera per Il Resto del Carlino. Nel 1989 è stato assunto in RAI: inviato di guerra in ex-Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e Sudan, nel 2006 è diventato corrispondente per il Regno Unito con Marco Varvello. Come scrittore, ha esordito nel 2001 con Fazi Editore (Il killer delle ballerine): a questo thriller si sono succeduti, sempre per la stessa Casa Editrice, Non spegnere la luce (2005) e Tu sei il prossimo (2014), con il quale ha vinto il Premio Romiti. Nel 2016 ha pubblicato con Piemme Il principio del male. Inoltre, Stefano Tura è autore di un reportage sulla guerra in Afghanistan (Le caramelle di Super Osama – Viaggio a Kandahar di un inviato di guerra, Fazi Editore, 2002), di un noir ambientato in Kosovo (Arriveranno i fiori del sangue, Mondadori, 2005) e di A Natale ti ammazzo! breve thriller pubblicato in Delitti per le feste (Aliberti Editore, 2005) accanto a Che bomba! di Maurizio Matrone.

Intervista a Stefano Tura

 

Di Stefano Tura:

IL LIBRO – La testa riversa da un lato, appoggiata alla corda ben stretta intorno al collo, la bocca aperta, contorta nella smorfia di un dolore ormai svanito, le braccia distese lungo i fianchi, i piedi inguainati in eleganti scarpe firmate, sospesi da terra. Sul pavimento, poco distante dal corpo, un biglietto: «Effetto Brexit. Suicidio di un broker». Proprio di fronte all’istallazione esposta in una galleria molto in voga della città, sfilano gli esponenti più celebri della comunità italiana a Londra. Diplomatici, imprenditori e aristocratici, presenti più per farsi vedere che per ammirare le opere. A pochi passi da lì, in un angolo nascosto, circondato da un capannello di curiosi, giace immobile un corpo, la gola squarciata da una ferita netta, gli abiti imbrattati di sangue. Apparentemente la più verosimile delle opere d’arte, in realtà si tratta del cadavere di uno degli invitati…

 

IL LIBRO – Rimini, anni ’90. Fabrizio Dentice è un pericoloso psicopatico, soprannominato il “killer delle ballerine”, condannato a dieci anni di reclusione in un ospedale psichiatrico per l’omicidio di cinque cubiste di discoteca. Ma il verdetto non convince Luca Rambaldi, giornalista inviato della «Gazzetta di Forlì» e fidanzato di una delle ragazze orrendamente assassinate. Tanto più che i brutali delitti riprendono, nonostante l’arresto del presunto colpevole…

 

IL LIBRO – Il cadavere di una giovane donna, incatenata e seviziata in una torre della campagna toscana tra Arezzo e Cortona, viene casualmente scoperto dall’ispettore Alvaro Gerace, che trascorreva le vacanze da quelle parti.Uno dei protago nisti de Il killer delle ballerine, il precedente romanzo dell’autore, si ritrova così, suo malgrado, a indagare sul delitto, insieme a Meri D’Angelo, tenace e affascinante ispettrice della squadra mobile di Arezzo…

 

IL LIBRO – La scomparsa di Leah Martins, una bambina inglese di cinque anni che si trovava in vacanza con la sua famiglia in una tranquilla cittadina della costa romagnola, mette in subbuglio tutta la riviera a pochi giorni dall’apertura della stagione turistica. La polizia fatica a gestire le ricerche che si rivelano ben presto più complesse del previsto, e conducono direttamente in Inghilterra, nell’oscuro ambiente da cui proviene la famiglia della bambina. L’ispettore Alvaro Gerace non ha dubbi, la piccola è stata rapita ed è dello stesso parere anche il giornalista Luca Rambaldi …

 

IL LIBRO – A volte, la vita vera è molto peggiore degli incubi. E proprio di vivere in un incubo ha l’impressione Marco: il volto martoriato da lividi e ferite, la bocca frantumata, le ossa degli arti barbaramente spezzate. Ma il dolore più acuto non è certo dovuto alle ferite. Quando intravede, ancora semicosciente, il corpo di Anna, la sua compagna, abbandonato accanto a lui sul letto, lo sguardo vitreo e inespressivo che solo la morte sa creare, capisce che nulla potrà più essere come prima. Marco e Anna si erano trasferiti da poche settimane a Ipswich, nel Suffolk, lasciandosi alle spalle Bologna e un paese che non aveva dato loro granché. L’Inghilterra li aveva accolti con un lavoro decente e soprattutto la speranza di un futuro migliore, speranza di cui ora non rimane neppure un frammento…



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