Storie di serial killer






NELLA MENTE DEGLI ASSASSINI SERIALI ATTRAVERSO L’ANALISI DELLA SCRITTURA

(Recensione di Ilaria Bagnati)


 

Autore: Lidia Fogarolo

Editore: Graphe.it

Pagine: 224

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Come afferma l’autrice stessa, Storie di serial killer è un “contributo allo studio dell’Ombra dell’essere umano”.

In questo saggio vengono descritte le storie di 15 serial killer americani, per ogni caso c’è una prima introduzione biografica con una breve descrizione dei reati commessi, successivamente viene analizzata la scrittura del serial killer spiegando prima il motivo dell’analisi.

L’analisi della scrittura, sulla base di alcune problematiche psicologiche, sembra fornire la possibilità di costruire una classificazione delle caratteristiche di personalità individuabili in base alle tipologie di omicidi e di chi li commette.

La grafologia ha permesso di analizzare le motivazioni dietro gli omicidi in base a particolari combinazioni di tratti di personalità utilizzando il sistema del grafologo italiano Girolamo Moretti (1879-1963).

Ciò che più colpisce con il proseguire della lettura delle varie storie è la mancanza, in molte di esse, di un’infanzia difficile e di una vita disagiata tali da “giustificare” il compimento di omicidi tanto brutali.

Secondo quanto detto dagli esperti dell’FBI, molti serial killer hanno una famiglia, un lavoro, si mimetizzano nella società nella quale riescono perfettamente ad integrarsi e proprio per questo motivo difficilmente vengono sospettati dei crimini commessi. Un esempio eclatante, a questo proposito, è quello di un serial killer che è stato presidente della sua chiesa, capo scout, e impiegato come funzionario del governo locale.

Una storia come questa non può non spaventare perché inevitabilmente fa sorgere in noi la domanda: allora un serial killer può nascondersi ovunque?

Considero questo saggio una perla per chi è affascinato dalle storie di serial killer le cui personalità vengono analizzate in modo originale tramite l’utilizzo della grafologia.

Chiunque può leggerlo senza avere competenze specifiche, come afferma l’autrice in un’intervista, anche se, a mio parere, avere delle competenze nel campo della psicologia permette di apprezzare meglio il saggio.

 

 

Lidia Fogarolo, laureata in psicologia e specializzata in grafologia, grande esperta di grafologia morettiana, allieva di Giovanni Luisetto, lavora come analista e perita grafologa, è consulente tecnico di tribunale nei procedimenti di verificazione di scritture e docente di grafologia applicata alle dinamiche interpersonali.