Storie sterrate




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Marco Denti

Editore: Jimenez Edizioni 

Pagine: 384

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. In tutti i musicisti/scrittori o scrittori/ musicisti c’è una vocazione a non fermarsi, a mutare forme e dimensioni per misurarsi con qualcosa di ignoto, di inedito. Per molti non è solo il passaggio dalla parola cantata a quella scritta (o viceversa): è la ricerca di nuovi mondi, di spazi diversi. Perché le canzoni vanno veloci, vivono nell’immediato, creano una miniatura del mondo reale, un microcosmo da esplorare in poco, pochissimo tempo. Tre minuti, all’incirca. Macrocosmi sono invece i romanzi, mondi sconfinati in cui si intrecciano vite, storie, paesaggi, linguaggi. Il rock è l’attimo, mentre la letteratura ha bisogno di più tempo, anche di più pazienza, di un corteggiamento più convinto. Tra gli autori di cui racconta Marco Denti c’è chi ha scritto un libro e chi poteva evitarlo, chi ha narrato la propria autobiografia e insieme tutta un’era, chi scrivendo il proprio memoir ha smantellato un’intera carriera, chi ha varcato il confine tra il memoir e il romanzo, chi avrebbe potuto scrivere un romanzo e invece non l’ha mai fatto ma nelle sue canzoni ci sono più storie che in un’intera bibliografia, chi l’ha fatto per una causa, chi l’ha fatto senza motivo, chi per tornare indietro nel tempo, o per andare avanti, scegliendo tra una strada già tracciata e una storia sterrata.

 

Recensione

Hai per caso letto Storie Sterrate? Si, figo! Ma che genere è?

Questa è la classica conversazione tra due lettori… Che genere è?

E adesso come gli spiego che genere è? Ma è narrativa?

Si, ma sono storie di musicisti che hanno scritto un libro. Allora sono Monografie?

Si, ma non convenzionali come si può pensare, la classica vita di… Ma allora è un saggio?

Si, ma non di quelli pesanti…

Storie Erranti è tutto questo, senza esclusione di colpi.

Marco Denti ci fa conoscere l’altro lato del musicista o dello scrittore, dipende da che lato si voglia vedere la medaglia. Il tema del libro è la “scrittura” e le sue forme di espressione.

La scrittura è una forma d’arte e di comunicazione, e ci sono degli artisti che hanno il bisogno forte di comunicarcelo, sia sotto forma di canzone, sia sotto forma di testo, sia sotto forma di poesia. Denti ha l’abilità di condurci in questo viaggio nell’arte, dove la parola è la protagonista.

Pensiamo ai più grandi, Cohen, Dylan, Vecchioni…oltre ad essere dei cantautori sopraffini sono parolieri, sono  artisti che con la parola in tutte le sue espressioni vogliono lanciare un messaggio.

Un libro STORIE STERRATE basato sulla consapevolezza, sulla voglia di trasmettere concetti.

Denti fa un lavoro di ricerca importante, ma la cosa più interessante è la rielaborazione, non è una mera trascrizione, bensì Denti ci mette molto del suo, ed evidenzia gli aspetti più importanti.

Poi tratta anche coloro che non avrebbero dovuto farlo…..ma questa è un’altra storia.

 

 

 

Marco Denti


Si occupa di musica e letteratura con particolare riguardo all’immaginario rock’n’roll. Ha scritto per riviste specializzate (Mucchio Selvaggio, Feedback, Buscadero, Pulp, Late for the Sky, Il Blues), website (Roots Highway), collane editoriali e blog. Tra le sue pubblicazioni: Alias Bob Dylan, U2 a Sarajevo e le biografie di Jim Morrison, William Burroughs e Margaret Thatcher. Nel 2020 si è dedicato alla narrativa con il romanzo Forze speciali. Vive e lavora a Lodi.

 

 

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