Tabitha Hardy…




Tabitha Hardy si difende da sola


Recensione di Ilaria Bagnati


Autore: Nicci French

Traduzione: Giovanni Zucca

Editore: Solferino

Genere: thriller psicologico

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Tabitha è minuta, introversa, aggressiva come può esserlo chi, nella vita, ne ha passate tante. Siede in una cella, come un animale ferito, in custodia cautelare con l’accusa di omicidio, ma è convinta che ci sia un errore e presto sarà di nuovo libera di disporre di sé stessa. Ma le cose non stanno esattamente così: è quello che cerca di farle capire il suo avvocato d’ufficio. Tutti, a Okeham, il piccolo paese dove Tabitha è nata, e dove ha commesso l’errore di tornare, sono convinti che sia colpevole. Altrimenti, perché il cadavere di Stuart Rees sarebbe stato trovato proprio nel capanno vicino a casa sua? Tabitha è confusa, non ricorda quasi nulla di quel 21 dicembre, se non che fosse uno dei suoi «giorni neri»: un tempo terribile fuori dalle finestre e un abisso spaventoso nel cuore. Non rammenta dove sia stata, né cosa precisamente abbia fatto, né perché la polizia l’abbia trovata coperta del sangue della vittima. Più cerca di concentrarsi, di mettere a fuoco, più qualcosa le sfugge, nella ricostruzione dei fatti, qualcosa di essenziale. Contro l’unanime condanna, Tabitha vuole la verità. E sa che c’è una sola persona che può scoprirla, una sola capace di difenderla, una sola su cui contare: sé stessa. Un thriller che trascina il lettore nei meandri della mente della protagonista e poi sui banchi del tribunale, dove si consuma il gioco feroce del «tutti contro una». Un’indimenticabile figura di donna, insieme fortissima e fragile, che affronta a mani nude il corpo a corpo con il pregiudizio, l’omertà, la doppiezza di chi la circonda.

 

 

Recensione

Tabitha è una ragazza che nella vita è sempre stata piuttosto sola e incompresa per il suo modo di fare introverso e diffidente.

Ha imparato a tirare fuori gli artigli in caso di necessità, ha dovuto imparare a difendersi da sola perché nessuno lo ha fatto per lei.

Dopo anni decide di tornare a Okeham dove è cresciuta, passa le giornate a lavorare, a nuotare nel mare gelido e a superare con tutte le sue forze i giorni neri.

E’ proprio in uno di quei giorni neri che viene arrestata per l’omicidio di un vicino di casa, Stuart Rees. Il cadavere è stato trovato nel suo capanno degli attrezzi mentre lei è stata trovata ricoperta dal sangue della vittima.

Una volta in carcere Tabitha crede si tratti di un errore, lei non può aver ucciso Stuart, non ne è capace… o forse si?

Lei era in uno di quei giorni neri, una di quelle giornate confuse, in cui il tempo scorre senza che la ragazza se ne renda conta, perdendo frammenti di memoria.

Cosa è veramente accaduto in quel maledetto 21 dicembre?  

Tabitha in carcere ha tempo di pensare, di riflettere e cercare di recuperare la memoria. La ragazza ha anche modo di venire a conoscenza di cosa la gente del paese pensa di lei, delle dinamiche tra i cittadini di Okeham.

Tabitha capisce che deve contare solo sulle sue forze quando si tratta di difendersi dall’accusa di omicidio. Tabitha Hardy è un personaggio difficile, apparentemente fragile e piuttosto problematica. Sa dimostrarsi però tenace e determinata nel difendersi con il rischio di diventare aggressiva e pericolosa soprattutto per se stessa.

Anche se non si sa chi sia il colpevole, se sia stata Tabitha ad uccidere o se sia stata incastrata a dovere, mi sono ritrovata a tifare per lei. Lei che è un outsider e che deve fare il doppio degli altri per poter solo essere considerata.

La narrazione è un crescendo di tensione e curiosità, voglia di sapere la verità, di conoscere il risultato di questo scontro uno-contro-tutti. Tabitha Hardy si difende da sola è un thriller psicologico ben riuscito che consiglio a tutti gli amanti del genere.

Voglio solo la verità” disse Tabitha, quasi parlando da sola. “Voglio che la gente sappia la verità. Io voglio sapere la verità”.

 

A cura di Ilaria Bagnati

ilariaticonsigliaunlibro.blogspot.com

 

 

 

Nicci French


è lo pseudonimo di due giornalisti partner nella scrittura e nella vita, Nicci Gerrard e Sean French. Sposati dal 1990, vivono nel Suffolk e hanno quattro figli. Sono autori di più di venti romanzi di grandissimo successo tradotti in trentuno Paesi.

 

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