Terra oscura




Recensione di Patrizia Argenziano

Autore: Patrick Flanery

Editore: Garzanti

Pagine: 414

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 

 

Stati Uniti, un appezzamento di terra. Un appezzamento di terra e coloro che la abitano, ma anche coloro che la abitavano, perché la terra osserva tutto e non dimentica, la terra è quel continuo divenire che ospita, una dopo l’altra, generazioni di nonni, figli e nipoti.
Questa è la terra di Paul Krovik, imprenditore edile che l’ha scelta per creare un quartiere modello e per realizzare quelle case che ha sempre disegnato, ma solo su carta. Case ipoteticamente predisposte a garantire intimità e calore alle famiglie che le abitano, compresa la sua. Imprenditore disilluso.
Questa è anche la terra di Louise, vedova insegnante in pensione.

E’ una terra che ama fin nel profondo perché qui è nata e vissuta, come del resto i suoi genitori e i suoi nonni.
E’ una terra che conosce bene, perché la sua storia le è stata tramandata.
E’ una terra che fa parte di lei, o… forse è lei che fa parte della terra.

Ma adesso è soprattutto la terra di Nathaniel, Julia e Copley, famigliola felice che lascia Boston per inaugurare una nuova vita, in una casa più grande con giardino, più consona alle necessità lavorative e più adatta, forse, a realizzare definitivamente i loro sogni.
Forse questa terra comincia ad essere di troppi.

E’ questo il motivo per cui la famiglia Noailles non riesce mai a sentirsi a proprio agio nella nuova casa?
Ogni giorno si presentano inconvenienti, difficoltà, stranezze e malumori che la allontanano sempre più dal benessere tanto ambito.
Inevitabile, a questo punto, una affannosa corsa alla ricerca di una via d’uscita perché non può non esserci un lieto fine… non deve non esserci.

Romanzo che accoglie personaggi di diverse generazioni, ciascuno lo vive raccontando gli eventi in prima persona.
In questo tipo di narrazione le diversità generazionali si fanno decisamente evidenti, quasi mi fanno paura se trasferisco pensieri e atteggiamenti alla nostra realtà e, se leggendo, penso: “No, non può essere vero”, guardandomi intorno vedo un mondo non così tanto diverso da quello descritto.

Romanzo che ha un’attenzione particolare nei confronti della natura e della terra, e le cui descrizioni, attraverso la voce di Louise, hanno dei tratti delicati, pieni d’amore e di rispetto.
Da non dimenticare.
“la speranza è un albero invecchiato che potrebbe
ancora far cadere i suoi semi in un mondo arido”

Romanzo lento e lineare nelle prime trecento pagine, nelle ultime cento sconvolge tutti i tuoi piani, fa crollare tutte le tue certezze ma anche le tue supposizioni, lasciandoti senza parole.
D’altronde è questo che noi desideriamo… che l’autore, dopo averci messo alla prova, ci sorprenda sempre, nel bene o nel male. Sarà la chiave del successo?
Penso proprio di si.

 

 

 

Patrick Flanery


Nasce in California, inizia la sua carriera lavorando nell’industria del cinema, quindi lascia l’America per l’Inghilterra, dove prosegue gli studi. Professore universitario, critico e saggista, il suo primo romanzo “Absolution” esce in Italia nel 2013, cui sono seguiti “Terra oscura”(2016) e “I am no one” non ancora tradotto. Interessi particolari: narrativa americana e del Sudafrica. Attualmente vive a Londra.