Testament






(Recensione di Antonia del Sambro)


Autore:  David Gibbins

Editore: Newton Compton Editori

Traduttore:  Rodinò L.

Pagine:  329

Genere:  Fantasy

Anno di pubblicazione:  2017

 

 

Sinossi

Dalle sabbie mediorientali del 586 a.C. agli accampamenti bellici degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale fino alle ricerche archeologiche dei giorni nostri la saga di Testament porta il lettore a perdersi piacevolmente tra pagine di storia vere e verosimili in una corsa contro il tempo alla ricerca della leggendaria Arca dell’Alleanza. Tra missioni pericolose e intercettazioni militari decisive il lettore si perderà piacevolmente tra passato e presente per ritrovarsi, infine, in un grande romanzo di avventura.

 

 

Recensione

Torna Gibbins autore da milioni di copie vendute e da indagini tra archeologia, fantasy e storia. I suoi romanzi piacciono perché sono avventurosi e facili da leggere e perché l’autore le pensa proprio tutte per parlare di antichi misteri e di leggende sempre a metà strada tra il fantastico e il verosimile.
Questa volta l’oggetto del suo recente romanzo Testament, è nientemeno che l’Arca dell’Alleanza, l’oggetto più sacro per gli ebrei e su cui si fantastica e si scrive da secoli.

David Gibbins, però, è bravissimo a costruire intorno alla scoperta dell’Arca una storia che abbraccia più secoli e che parte addirittura dal 586 a.C.

In quel tempo i Babilonesi stanno facendo razzie e assalti in Terrasanta e la città di Gerusalemme sta definitamente cadendo nelle loro mani. I saggi e i sacerdoti del Tempio decidono, allora, che si dovranno mettere in salvo gli oggetti e i testi più importanti e preziosi del popolo ebraico e li pongono su una imbarcazione che dovrà raggiungere un posto segreto.

Nessuno da allora saprà che fine hanno fatto l’Arca dell’Alleanza e gli altri oggetti preziosi custoditi nel tempio di Gerusalemme.

Nel 1943, in pieno conflitto mondiale, un gruppo di crittografi delle forze alleate, quelli del film The Imitation Game per intenderci, sta lavorando in Inghilterra per decifrare e ostacolare i messaggi e le comunicazioni tra tedeschi e giapponesi e non può di certo immaginare che la nave che hanno appena intercettato e che vogliono colpire in realtà trasporta un carico di grande valore e importanza per l’intera umanità.

L’imbarcazione, così, rimane nei fondali marini per ancora tanti decenni fino a che l’archeologo Jack Howard e il suo amico ingegnere Costas non ritrovano il relitto mentre stanno cercando di recuperare l’oro nazista nei fondali del mare della costa continentale.

Tra pericoli di bombe inesplose, ricerche pericolose e azioni ardimentose e temerarie, i due uomini riporteranno alla luce uno dei più grandi misteri dell’umanità.

La cosa più bella del romanzo è la capacità di Gibbins di far respirare al lettore l’atmosfera reale di ogni età che viene descritta e affrontata, dalle sabbie del Medioriente, alle baracche degli accampamenti inglesi che ospitano i crittografi e i militari, fino alla strumentazione degli archeologi e all’oscurità dei fondali marini.

Interessanti anche i dialoghi tra i protagonisti di tutto il romanzo e il linguaggio asciutto dell’autore, mentre lo stile a volte tende ad appesantirsi nelle descrizioni minuziose e nelle pagine di racconto articolato.

In ogni caso, un’altra bella prova per l’archeologo di professione prestato alla letteratura di genere.

 

 

 

David Gibbins


David Gibbins si è laureato in Archeologia a Bristol nel 1990 e ha cominciato immediatamente la carriera di archeologo in parallelo con quella di scrittore di saggi e di racconti. Nel 2006 ha fatto il suo debutto nella narrativa con il romanzo Atlantis, tradotto in 28 lingue. Con questo romanzo ha introdotto il personaggio di Jack Howard, protagonista di tutte le sue opere narrative.
Gibbins ha venduto più di 3 milioni di copie in tutto il mondo ed è tradotto in ben 38 lingue.