Testimone silenzioso




Recensione di Valentina Cavo


Autore: Rebecca Forster

traduzione: Barbara Cinelli

Editore: Fanucci TimeCrime

Genere: Legal Thriller

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. L’avvocato Josie Baylor-Bates è impegnata in un nuovo e delicato caso, quando il suo compagno, l’ex poliziotto Archer, viene accusato di aver ucciso il proprio figliastro. L’inattesa scoperta della paternità del suo uomo lascia Josie incredula e delusa, senza tuttavia impedirle di assumerne la difesa. Ma i numerosi dettagli che emergono dal passato di Archer gettano continue ombre sulla sua innocenza e minano la loro relazione. Per l’avvocato Baylor-Bates dimostrare che qualcuno sta incastrando l’ex poliziotto rischia di trasformarsi in una corsa disperata contro il tempo e contro le proprie paure, finché non dovrà ascoltare l’ultimo testimone, il più pericoloso di tutti…Un legal thriller, ispirato a un caso realmente accaduto, che si interroga sul profondo valore della sincerità, anche se questa può apparire crudele. Perché nulla è più assordante del rumore della verità…

 

 

Recensione

In questo secondo volume della serie del Testimone, ritroviamo l’avvocato Josie Bates, già protagonista e reduce dalle vicende descritte in “Testimone ostile”.

Così, dopo aver accolto Hannah a casa sua, Josie si ritrova ad avere a che fare nuovamente con un caso che in qualche modo cambierà la sua vita. In Testimone silenzioso, infatti, l’avvocatessa deve difendere Archer, l’uomo che ama, accusato dell’omicidio del proprio figliastro affetto da ritardo mentale: ciò non solo porta a gravi conseguenze di natura sentimentale, compresa una frattura nel loro rapporto, ma anche una serie di interrogativi intimi e preoccupanti sul passato dell’uomo e sul tipo di relazione che aveva con la precedente e defunta moglie, madre del ragazzo.

La descrizione della tempesta interiore della protagonista fa da contrappunto a una indagine raffinata e spietata che lascia il lettore in un limbo, in una zona incerta a metà tra la curiosità di giungere alla verità del caso e il timore di scoprire che quella stessa verità sarà davvero ardua da digerire.

I personaggi che entrano in questa vicenda sono tutti definiti in modo egregio, sia sul piano interiore (anche se non vi è un vero e proprio dialogo interiore, la stessa Josie è in costante speculazione sui rapporti delle persone con le quali ha a che fare), che nelle decisioni che prendono, risultando non solo credibili, ma anche e soprattutto realistici, forse anche perché l’Autrice si ispira a fatti di cronaca. Tutto questo porta il lettore a comprendere profondamente i pensieri che spingono i vari personaggi a compiere le proprie scelte e, spesso, a immedesimarsi in essi.

La storia è scritta in modo scorrevole, anticipando spesso al lettore l’immediato futuro, rendendo avvincente la trama principale e definitivamente fondamentale la storia personale della protagonista.

Unica nota di demerito che si potrebbe ravvisare è proprio l’uso troppo frequente che la Forster fa del cliffhanger, che dovrebbe generare il giusto grado di suspense tra un capitolo e l’altro e spingere lo spettatore a voltare immediatamente pagina.

Così, come nel passato letterario del genere dei romanzi d’appendice, sebbene il lettore abbia la curiosità di andare avanti nella lettura, è probabile che a un certo punto egli stesso possa trovare scontata e noiosa una narrazione altrimenti efficace nella sua linearità.

Una nota personale: sebbene io non sia mai stata una fan del genere Legal thriller, Rebecca Forster mi ha convinto, con il suo stile asciutto e personale e con le sue trame perfettamente credibili, a continuare la serie leggendo gli altri volumi che la compongono.

 

 

 

Rebecca Forster


Rebecca Forster (Webster Grove, 1952) ha lavorato per molti anni in una agenzia pubblicitaria prima di diventare una scrittrice di successo con più di trenta libri pubblicati. Una delle sue grande passioni è viaggiare che la ispirano per le ambientazioni dei suoi romanzi. É spostata con un giudice della corte suprema che la aiuta spesso nelle scene cruciali dei suoi legal thriller.