The Free




Recensione di Anna Sonatore


Autore: Willy Vlautin

Traduzione: Gianluca Testani

Editore: Jimenez

Genere: Narrativa

Pagine: 256

Anno edizione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Leroy Kervin è un giovane soldato della Guardia Nazionale americana gravemente ferito in un agguato durante una missione in Iraq. Rientrato negli Stati Uniti e accolto in una casa famiglia per disabili, guarisce dalle ferite ma piomba in uno stato di inquietudine e incapacità di mettere a fuoco i ricordi. Afflitto dallo smarrimento e dagli incubi, in un raro momento di lucidità tenta il suicidio, fallendo. Ricoverato in ospedale, impotente e semi- incosciente, si rifugia all’interno della sua memoria e trascorre la degenza tra le cure dell’infermiera Pauline e le visite dell’amico Freddie McCall, che per sbarcare il lunario fa due lavori, tra cui il custode della casa famiglia dov’era stato ricoverato Leroy. Tormentato dalla lontananza delle figlie e dai debiti che non riesce a saldare, Freddie si procura un’altra, rischiosa fonte di reddito. Pauline Hawkins è l’infermiera notturna dell’ospedale, sempre gentile e premurosa, ma emotivamente provata dalla presenza del padre, affetto da turbe psichiche. Una nuova paziente, una ragazza scappata di casa, risveglierà in lei emozioni profonde e inattese. Le vicende di questi tre personaggi si intersecano mentre ognuno cerca di dare un senso alla propria disperazione. Evocando un mondo che deve ancora fare i conti con gli effetti di una guerra dimenticata e con una società che tende a escludere chi si trova in difficoltà, Willy Vlautin con la sua scrittura ipnotica ed essenziale cattura i preziosi momenti in cui anche solo un piccolo gesto d’affetto può fare la differenza tra la vita e la morte, tra la prigionia e la libertà. “The Free” è un testamento alla resilienza dell’animo umano, un romanzo allo stesso tempo dolente e pieno di speranza.

 

Recensione

Leggendo The Free ci si imbatte nella normalità, nella tragica quotidianità che ognuno di noi vive. I protagonisti di questo romanzo sono vari. Personaggi diversi tra loro, ad accomunarli c’è un unico fattore: la paura. Ognuno vive in una gabbia mentale, ognuno combatte con la propria vita. Leroy Kervin, ferito in guerra, imprigionato in un corpo che ormai non gli appartiene più. La sua mente lontana da tempo sembra ritornare.

Il ritorno di una lucidità non voluta sarà un fulmine a ciel sereno che squarcerà ogni cosa. La paura di restare vigile ma schiavo di se stesso. La paura di vedere tutto ma di non poter vivere nulla sarà l’input per un gesto estremo. Freddie McCall di notte lavora come sorvegliante nella clinica dove Leroy è ricoverato, di giorno invece lavora presso un negozio di vernici. Lavorare per coprire le spese è l’unico obbiettivo della sua vita. Una moglie lontana, alle prese con la sua nuova vita, con lei ci sono le loro due figlie. C’è solo una telefonata ad unire Freddie e le sue figlie. Ogni giorno lui le telefona e non sa cosa dire.

La paura di essere visto come un estraneo, un fallimento, lo logora giorno dopo giorno. Pauline, è un’infermiera sui 30 anni, vive con una coniglietta di nome Donna. Suo padre, un sessantacinquenne recluso in casa, pazzo, che nonostante l’amore per lei, non sa fare altro che renderle la vita un inferno. Lavorare in ospedale la consuma, cerca di non portarsi mai il lavoro a casa, ma farsi coinvolgere è inevitabile.

Cerca sempre di salvare, non solo il corpo, ma anche la mente di chi vede in difficoltà. Si fa carico di problemi non suoi, e in certe occasioni, mette a rischio anche la sua incolumità. Lei, che ha sempre elevato muri alti e spessi, perché la vita l’ha ferita e delusa. La paura di non sentirsi amata da nessuno, di non essere più in grado di aprire il suo cuore, mostrandosi per quella che è. Darla Kervin, madre di Leroy. Una donna esile di mezza età che ha investito questi ultimi anni nello stare accanto a suo figlio. Che ci fosse speranza o no nel suo cuore, ogni giorno è lì accanto a lui, a leggergli libri fantasy. Il genere che Leroy preferisce.

Una vita sacrificata per amore. A perseguitarla c’è la paura di lasciarlo andare e perderlo per sempre. Una madre vuole solo il meglio per i propri figli, ma quando il meglio è la morte, come lo si accetta? Willy Vlautin ci accompagna in vite semplici, devastate dalla quotidianità. La storia prosegue fluidamente.

Il lettore conosce storie e personaggi lentamente, ad un ritmo perfetto per entrare in simbiosi con ognuno di essi. Leggere questo romanzo vi lascerà la sensazione di non essere più soli. A tutti noi è successo di avere a che fare con malattie, problemi economici, la perdita di un caro, la perdita di speranza. Willy Vlautin in questo romanzo ci fa capire che per quanto la vita possa colpire duro, è nostro diritto e soprattutto è nostro dovere tenerle testa.

Perché è facile buttarsi giù, ma solo rimettendoci in piedi potremo poi andare avanti e liberarci da ogni paura. Solo affrontandola non ne saremo più schiavi.

 

 

Willy Vlautin


Nato e cresciuto a Reno, in Nevada, è scrittore e musicista. È autore di The Motel Life, 2006 (di prossima pubblicazione per Jimenez), Northline, 2008 (Verso Nord, Quarup 2013), Lean on Pete, 2010 (La ballata di Charley Thompson, Mondadori 2014), The Free, 2014, e Don’t Skip Out on Me, 2018 (Io sarò qualcuno, Jimenez 2018).
Da La ballata di Charley Thompson è stato tratto il film Lean on Pete di Andrew Haigh, uscito negli Stati Uniti nel 2017. Nel 2019, con Io sarò qualcuno, è stato finalista al Pen/Faulkner Award, uno dei più prestigiosi premi letterari degli Stati Uniti.

 

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