The Terror




Recensione di François Morlupi


Autore: Dan Simmons

Editore: Mondadori

Traduzione: G. L. Staffilano

Genere: Thriller Fantastico

Pagine: 790

Anno di pubblicazione: 2008

 

 

 

Sinossi.  Il 19 maggio 1845, l’Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall’Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta un’allucinante avventura: gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini, si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia. Quando, alla vigilia del terzo inverno sulla banchisa, Crozier prende il comando della spedizione, la situazione è prossima al disastro: le provviste scarseggiano e lo scorbuto miete vittime. Tra ammutinamenti, crisi ed episodi di cannibalismo, l’isolamento non sembra però la minaccia peggiore. Mentre una giovane esquimese muta, soprannominata Lady Silence, si muove indisturbata sulla Terror e svanisce per giorni, insensibile a freddo e fame, una creatura sconosciuta sembra fare la sua apparizione intorno alle navi: intelligente e malevola, si aggira tra i ghiacci e dà la caccia agli uomini dell’equipaggio, uccidendoli a uno a uno…

 

 

Recensione

Il romanzo The Terror, La Scomparsa dell’Erebus in italiano, è salito recentemente alla ribalta grazie alla fortunata serie tv targata Amazon Prime Video, ma è da ben due lustri che il libro si trova in tutte le librerie del mondo.

A prima vista la lunghezza del tomo (quasi ottocento pagine!) potrebbe spaventare dei potenziali lettori, ma voglio subito tranquillizzarli: la trama vi terrà incollati pagina dopo pagina.

Subito l’autore riesce infatti a immergerci in un periodo storico lontano dal nostro (il XIX secolo) raccontando e descrivendo perfettamente gli usi, i costumi nonché le numerose stratificazioni sociali e gerarchiche della Marina inglese. Vi sembrerà, dopo una decina di pagine, di conoscere a menadito il quotidiano delle due navi e acquisirete facilmente il lessico consono per diventare un perfetto marinaio!

Dan Simmons ha sicuramente effettuato delle ricerche storiche e degli studi per poter essere così preciso e minuzioso. La ricostruzione dei luoghi, dei battelli, delle popolazioni artiche è farcita di numerosissimi dettagli, risultando eccezionale; raramente ho letto un romanzo così denso e ricco di particolari. Siamo quasi a livelli accademici. Questo potrebbe essere però anche un difetto; la miriade di dettagli potrebbe sfiancare il lettore. Con me non è accaduto e sappiate che alla persona che vi scrive non è mai importato nulla di cartografia, geografia o navigazione! Ma diventa inevitabile lasciarsi trascinare dalla tragicità degli eventi del romanzo e il campo lessicale utilizzato dall’autore è lo strumento indispensabile.

Il celebre scrittore riesce ad andare oltre il suo intento grazie a un geniale stratagemma: modifica il suo stile di scrittura (in confronto ai suoi romanzi di fantascienza) per tentare di essere più consono allo stile inglese dell’epoca vittoriana. Le numerose digressioni e i tempi dei verbi, nonché il linguaggio usato, ricordano molto Moby Dick e altri capolavori inglesi. Qualsiasi stratagemma è stato utilizzato per far fondere il lettore completamente nel primo secolo dell’età contemporanea.

Se dal punto di vista storico rasentiamo la perfezione, anche dal punto di vista narrativo siamo a ottimi livelli. L’atmosfera angosciante è un pugno nello stomaco, una morsa che pagina dopo pagina si stringe sempre di più attorno ai protagonisti. Non c’è tempo di piangere, di commiserarsi o di maledire qualcuno; il ritmo è incalzante e la strage, sebbene annunciata in partenza, possiede buoni colpi di scena.

I personaggi descritti sono una decina, ognuno con una personalità ben distinta. Col fiato sospeso seguiamo la loro strenua lotta per la sopravvivenza. Soprattutto il protagonista, Crozier, è maggiormente descritto; dotato di un’introspezione sagace e approfondita che risulta veritiera. Crozier non è un eroe, ma unicamente un uomo ligio al dovere che tenta di sopravvivere e di salvare il suo equipaggio. Gli atteggiamenti nonché i pensieri del giovane comandante non ci fanno storcere il naso, realistici e assolutamente naturali. Non ci sono eroi nel romanzo, ma solo personaggi umani che dinanzi a un evento indescrivibile e inconcepibile, reagiscono in maniera diversa, mostrando pregi e difetti della loro anima.

Dan Simmons strizza l’occhio al lettore, lasciandolo pensieroso: è più pericoloso avere a che fare con delle creature ostili o con dei nostri simili che si sono tramutati, in un atto di follia disperata, in mostri cannibali e omicidi?

L’unica pecca del romanzo, se proprio dobbiamo trovarne una, è la spiegazione finale che spezza quell’armonia certosina di dettagli realistici dell’epoca vittoriana. A me personalmente non ha soddisfatto appieno, ma capisco che sia una questione di punti di vista.

In fondo anche in questo romanzo la trama è una mera scusa per parlare d’altro: di vite vissute, del lavoro massacrante e sfiancante del marinaio, di spedizioni che hanno aiutato il genere umano a conoscere più approfonditamente il nostro pianeta e di navigatori coraggiosi che affrontarono l’insondabile.

Non posso che consigliare The Terror di Dan Simmons, un viaggio lungo, a volte prolisso, angosciante e sfiancante, ma ricco di soddisfazioni e gratificante. Inizierete la prima pagina titubanti di salpare sull’Erebus, finirete il libro tristi di essere attraccati in porto!

 

 

 

Dan Simmons


Dan Simmons (Peoria, 4 aprile 1948) è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense. Noto soprattutto per la saga di fantascienza conosciuta come i Canti di Hyperion, Simmons ha sconfinato in diversi altri generi quali l’horror, il giallo e il fantasy, a volte nello stesso romanzo.