Theodore Boone




Theodore Boone. Mistero in aula

Recensione di Francesca Mogavero

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Pagine: 204

Genere: egal thriller per ragazzi

Anno di Pubblicazione: 2016

 
 
 
 
 
 

Aveva tredici anni e nessuna voglia di diventare grande. Tutta la settimana era ruotata intorno al futuro, ai test di ingresso alle superiori e ai misteri della prima liceo. A Theo piaceva il posto che aveva già nella vita. Gli piacevano la vita da scout e il campeggio. Gli piacevano la sua scuola, i suoi amici e gli insegnanti. Gli piaceva essere un ragazzino che in sella alla bicicletta sfrecciava per la città. Se finiva nei guai, la sua scusa era immancabilmente: «Ehi, sono solo un ragazzino». E funzionava quasi sempre.
Perché mai un ragazzino non poteva restare tredicenne per sempre?

Quanti preadolescenti amano la scuola media?

E quanti hanno le idee così chiare sul proprio posto nel mondo e su ciò che faranno da grandi?

Personalmente, ricordo con terrore il triennio di transizione tra le dolci elementari e il coloratissimo e imprevedibile lustro delle scuole superiori, quei fatidici tre anni in cui non si è né bambini né giovani adulti, ma simpatici ammassi ambulanti di ferraglia (apparecchi ortodontici, occhiali, scarpe da ginnastica luminose e futuristiche), curiosità, primi ormoni e dubbi esistenziali, colpiti da intensi e transitori colpi di fulmine per sport improbabili, strumenti musicali rari e accessori non proprio fashion.

Ma Theo rappresenta l’eccezione: l’imminente ingresso al liceo non lo entusiasma, coltiva con serietà tante passioni (il campeggio, ma anche il golf e il frozen yogurt, meglio se in coppetta doppia) e sa che diventerà avvocato come mamma, papà e lo scapestrato quanto irresistibile zio Ike. Brillante membro della Squadra di Oratoria e abile “risolviguai”, il nostro protagonista è già un piccolo principe del foro, offre consulenze e consigli (ahimè senza parcella) e dialoga con giudici, agenti e insegnanti, sempre con un asso nella manica e argomentazioni (quasi) incontrovertibili.

Per certi versi, Theo è molto maturo per la sua età, ha una proprietà di linguaggio fuori dal comune, è piuttosto posato e riflessivo… Ma resta comunque un teenager che accampa scuse per evitare la doccia e lo spazzolino da denti, ha un rapporto conflittuale con il proprio cane, è innamorato della più carina della scuola ed è costretto ad affrontare una lunga serie di esami standardizzati, volti a dividere gli studenti in tre sezioni liceali distinte – eccellenza, normale e percorso lento – e a scatenare la competizione nel corpo insegnanti.

Ed è proprio qui che si intrufola il mistero principale: una delle scuole peggiori della città di Strattenburg registra un netto e sorprendente miglioramento nei risultati del test.
Un imbroglio?

L’interrogativo trova ben presto una risposta, ma l’autore dimostra ancora una volta – anche in un romanzo per ragazzi – la sua abilità e la padronanza della materia legale, con una buona dose di suspense: a chi spetta giudicare una frode scolastica? E si tratta di un crimine o di un’azione sbagliata, ma non perseguibile penalmente?
Come Roald Dahl, John Grisham non balocca e non bamboleggia, sebbene il suo protagonista abbia solo tredici anni: Theo affronta situazioni difficili e scabrose, è trascinato in vicende di alcolismo e violenza domestica… e ne esce più consapevole, cambiato, senza gli aiutanti e gli espedienti magici della fiaba, senza la morale (un po’ trita) della favola, ma con l’acume, uno stile personale e l’immersione diretta – niente scuse e niente sconti – nella realtà, ambigua, talvolta amara e tutt’altro che perfetta.

In conclusione, una prova letteraria originale e ben riuscita, consigliata ai lettori più giovani ma anche a chi voglia accostarsi per la prima volta al genere legal thriller.

 
 
 

John Grisham


John Grisham nasce a Jonesboro (Arkansas, USA) l’8 febbraio 1955. Fervido lettore, consegue la laurea in legge e diventa avvocato penalista. A tempo perso si cimenta nella scrittura, nel 1988 pubblica il suo primo romanzo “Il momento di uccidere”, punto di partenza di una lunga carriera.