Thriller-Proust in Duplex: Barbara Baraldi e Alice Basso






Il “Questionario di Proust” in versione “intervista doppia”!
Barbara Baraldi vs  Alice Basso


1. Il tratto principale del tuo carattere
Barbara: Sono molto empatica. Sento gli altri sulla pelle e nel cuore. Mi capita lo stesso con i personaggi dei miei romanzi.
Alice: Il non prendermi sul serio. A volte pure quando invece un po’ dovrei!

2. Che genere di libri preferisci leggere
Barbara: Sono una lettrice onnivora, alla ricerca di storie capaci di emozionarmi o di farmi riflettere.
Alice: Leggere è bello sempre, ma se proprio devo scegliere ho un debole per i libri ironici e leggeri che fanno passare messaggi importanti senza pretendere di essere i nuovi Guerra e pace

3. Che genere di libri preferisci scrivere 
Barbara: Scrivo le storie che mi piacerebbe leggere.
Alice: Non credo che sarei mai capace di scrivere qualcosa che non avesse almeno un po’ di umorismo dentro. Detto ciò, gialli, romanzi per ragazzi, narrativa generica, va tutto bene: dipende dalla singola storia, che può appassionarmi indipendentemente dal genere.

4. L’ultimo regalo che ti sei fatta
BarbaraLa ragazza con la Leica, biografia romanzata della fotografa tedesca Gerda Taro.
Alice: In termini di libri, vero? Perché altrimenti avrei qui una nuova valigia azzurra che… No, okay, scherzi a parte: se nn me l’avesse regalato a Natale mio marito, mi sarei comprata da sola l’edizione deluxe, in inglese, cioè in lingua originale, del mio libro preferito, The Princess Bride di William Goldman, che in occasione dell’anniversario dalla prima pubblicazione è uscito con tutta una nuova appendice meravigliosa.

5. Il complimento che hai più apprezzato
Barbara: “Assomigli a una quercia”.
Alice: Una volta una signora è venuta a sentirmi a una presentazione, mi ha guardata per tutto il tempo come si osserva un animale bizzarro allo zoo, e poi con enorme candore ha detto: “Sai, io pensavo che tutta quella verve ironica nei tuoi libri fosse costruita a tavolino, ma adesso so che sei proprio fatta così”. L’ho adorata!

6. Quanto ti senti “dark lady”
Barbara: Non saprei, ma posso dire che mi sento nata nell’epoca sbagliata. Più che a colori, mi sento a mio agio su una pellicola in bianco e nero.
Alice: Molto, molto poco! E infatti mi fa sempre un sacco ridere quando le persone che non mi conoscono e non mi hanno mai vista dal vivo tendono a dare per scontato che io somigli al mio personaggio, Vani sarca, che inece è una dark lady per davvero…

7. Tra tutte le cose che fai, quale ti dà più soddisfazione?
Barbara: Scrivere.
Alice: Scrivere, senza alcun dubbio. Appena sotto, a distanza molto ravvicinata, cantare con le mie due band, specialmente in pubblico.

8. Qual è la prima cosa che fai la mattina
Barbara: Colazione con tè ai frutti di bosco e croissant.
Alice: Da un annetto a questa parte sono diventata bravissima e faccio un’oretta di ginnastica. Se me l’avessero detto anni fa, che avrei avuto questa costanza, non ci avrei creduto (d’altra parte ho un lavoro talmente sedentario che o mi davo una mossa o finivo per prendere la forma della mia sedia, come Jabba the Hutt).

9. Se Vani e Aurora si incontrassero…
Barbara: Abituate a osservare il mondo in disparte più che a prenderne parte, potrebbero persino diventare amiche.
Alice: …Dovrei convincere Vani ad essere cortese e bendisposta, e spiegare ad Aurora che Vani non ce l’ha con lei, è che ha un caratteraccio con tutti quelli che non conosce…

10. Il tuo artista (attore, scrittore, pittore, o musicista…) preferito
Barbara: David Bowie.
Alice: Mi sarebbe piaciuto tantissimo scambiare due chiacchiere con Raymond Chandler. Magari berci un whisky insieme.

11. Piatto preferito
Barbara: Pizza!
Alice: Il whisky torbato è considerabile un piatto?

12. Quanto tempo passi davanti allo specchio
Barbara: Gli specchi sono protagonisti di troppe fiabe nere e troppi film horror per passarci volentieri il tempo davanti.
Alice: Ah, intendi quei minuti di sofferenza in cui mi rendo conto di somigliare a una specie di gnomo da giardino anzché alla scrittrice seria e credibile che dovrei essere?

13. La critica più costruttiva che hai ricevuto
Barbara: Per una come me che si è sempre messa in fondo alla lista delle priorità: “Impara ad ascoltare te stessa e le tue necessità”.
Alice: “Con quello che sai fare, secondo me ti stai ancora scaldando”. E’ un incentivo fortissimo a credere nelle mie capacità e cercare di andare oltre, tenersi aperte nuove strade.

14. Se avessi qualche milione di euro
Barbara: La mia vita non cambierebbe sostanzialmente. Amo le cose semplici, giro ancora con la vecchia bicicletta ereditata dal nonno (cigola quanto la porta in un film horror, ma non la cambierei per nulla al mondo!). Mi piace cucinare più che andare al ristorante e agli abiti griffati preferisco il vintage. Potrei viaggiare di più e fare regali alle persone che amo. Principalmente potrei dedicare più energie alle cause che ho a cuore.
Alice: Avrei qualche sicurezza in più e potrei permettermi di fare della beneficenza; credo però che non smetterei di fare il mio lavoro, ossia la editor e la redattrice, per scrivere romanzi e basta. Scrivere mi piace più di ogni altra cosa, ovviamente, ma il mio lavoro “ordinario”, chiamiamolo così, è comunque bellissimo.

15. Racconto, romanzo, o fumetto?
Barbara: Metto in primo piano la storia e non il contenitore.
Alice: Romanzo e fumetto. Lo sai che per un certo periodo della mia vita ho studiato sceneggiatura per fumetti e ne ho scritte un bel po’? E sapevo anche disegnare!

16. Il tuo personaggio più riuscito
Barbara: I lettori mi dicono sia Aurora Scalviati.
Alice: Be’, considerato che finora ho pubblicato solo libri incentrati sulla figura della ghostwriter Vani Sarca, direi lei. Anche se sono piuttosto affezionata e anche un tantino fiera anche dei suoi comprimari, in particolare del commissario Berganza, che la vuole come sua spalla nelle sue indagini…

17. Scrivere per far riflettere o per intrattenere?
Barbara: Credo si possa intrattenere e insieme far riflettere.
Alice: Di sicuro per intrattenere! (Sapete, quella cosa sul non prendersi sul serio che dicevo all’inizio…) Però, certo, se fra una risata e l’altra riesce a infilarsi anche qualche spunto di riflessione un po’ più di spessore, ben venga!

18. Ci racconti una barzelletta?
Barbara: Non conosco barzellette, ma rompicapo di pensiero laterale. Un’eredità di Aurora che non riesco a scrollarmi di dosso.
Alice: Ve ne racconto una che racconto spesso anche alle presentazioni, quando spiego che nell’industria editoriale oggi i libri per essere valutati o promossi vengono riassunti e poi riassunti e poi ancora riassunti fino a quando non sono praticamente snaturati. C’è uno scrittore che manda il suo sudatissimo manoscritto di 400 pagine all’editore, il quale dà un’occhiata distratta alle dimensioni del libro e disgustato esclama: “Giovanotto, le pare che io abbia tempo per questo macigno? Sintesi, ci vuole, sintesi!”. Allora lo scrittore si mette d’impegno, taglia taglia taglia finché non arriva a 200 pagine. E l’editore: “Sta scherzando?!? E questa me la chiama sintesi? Tagli ancora, ragazzo, ancora!”. 100 pagine. “Ma per favore! Quanto tempo crede che abbia da buttare via per il suo libro? Tagli ancora, su!” Insomma, avanti così, finisce che lo scrittore, inferocito, ormai con la bava alla bocca, afferra un foglietto e ci scrive sopra “Lei ama lui ma l’altro non vuole”. L’editore lo legge, pensa un momento, poi scuote la testa, alza lo sguardo sullo scrittore e gli dice: “Amico, non ci siamo. Ha copiato dai Promessi sposi!”.

19. Serie TV e film cult
Barbara: Sono dipendente dalle serie tv. E amo il cinema visceralmente. Mi trattengo dal farvi un elenco perché sarebbe troppo lungo. Cito l’ultima serie tv che ho amato: Mindhunter, basata sulla storia vera del primo cacciatore di serial killer, a cui dobbiamo la nascita del criminal profiling.
Alice: Film: senza dubbio Il gigante, con Rock Hudson, Liz Taylor e James Dean: non esattamente modernissmo, ma una saga familiare appasionante e recitata benissimo. Serie tv: schiero la prima stagione di Stranger Things, con quelle facce così particolari, quei bambini così bravi a recitare, e tutto quel citazionismo, che francamente è una cosa che adoro (anche i miei libri ne sono pieni).

20. Il tuo primo amore
BarbaraL’amante di Marguerite Dumas. Più di un romanzo, scrittura che guarisce e ferisce insieme.
Alice: Atreyu della Storia infinita. Poi Cyrano di Bergerac.

21. La canzone da canticchiare sotto la doccia
BarbaraThere is a light that never goes out degli Smiths.
Alice: Di solito qualcosa che m’invento io e che poi (se mi ricordo) trascrivo e trasformo in una canzone vera per una delle mie band!

22. Il tuo motto
Barbara: Non c’è coraggio senza paura.
Alice: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, Walt Disney. Non so se sia sempre vero, ma crederci non fa male, no?

 

 

 

Di Barbara Baraldi su THRILLERNORD:

Intervista a Barbara Baraldi

 

Alice Basso su THRILLERNORD