Thriller-Proust in Duplex: Marina Di Guardo e Flavio Villani






Il “Questionario di Proust” in versione “intervista doppia”!
Marina Di Guardo  vs  Flavio Villani
 


1. Il tratto principale del tuo carattere
Marina: Un ossessivo bisogno di conoscere a fondo persone, fatti, situazioni. A ogni costo, noncurante del dolore, della disillusione cui inevitabilmente posso andare incontro
Flavio: riflessivo

2. Che genere di libri preferisci leggere
Marina: Amo i thriller, i noir, i drammi relazionali
Flavio: nella scelta dei libri da leggere non ragiono in termini di genere, ma di contenuti e autori. E poi mi lascio guidare dall’istinto

3. Che genere di libri preferisci scrivere 
Marina: Ops…. Come sopra
Flavio: idem, quando mi viene in mente una storia penso a quale sia il modo migliore per raccontarla; comunque di solito concepisco storie noir o poliziesche, ma anche lo spionaggio rientra nei miei interessi

4. Chi è il tuo eroe
Marina: Chi non prevarica gli altri esseri umani. Chi ama la propria famiglia e la protegge. Chi compie il proprio dovere, rispetta le regole, cerca nella propria quotidianità e senza clamore, di aiutare, anche con piccoli gesti, le persone più disagiate. Chi rispetta e ama gli animali. Chi ogni giorno si sveglia con il sorriso, a dispetto di una realtà sempre più preoccupante e tetra.
Flavio: Odisseo. Ma anche l’esploratore norvegese Roald Amundsen: si sacrificò alla ricerca dei sopravvissuti del dirigibile Italia, nel Mare Glaciale Artico. Era il 1928

5. Teatro o TV
Marina: Teatro! Un amore iniziato quando ero ancora ragazzina, una fascinazione che non mi ha più lasciato
Flavio: teatro, per me la TV in casa potrebbe non esistere

6. Quanto le tue storie si ispirano alla realtà
Marina: Un fattore che ricerco ossessivamente è la verosimiglianza. La storie che racconto devono essere credibili, curate nei dettagli, realistiche. A volte seguo con attenzione estrema le trasmissioni che, con interviste e ricostruzioni, parlano di delitti realmente accaduti. Il male è lì, davanti ai miei occhi, a portata di telecomando. E spesso la realtà è più oscura e raccapricciante del libro più crudele
Flavio: tutte le mie storie sono realistiche, pertanto, inevitabilmente, prendono spunto dalla realtà, ma sempre attraverso il filtro dalla finzione

7. In quale epoca storica avresti voluto vivere
Marina: Sin da bambina ho adorato il Medio Evo, un periodo apparentemente buio, in realtà propedeutico al Rinascimento e alla rivoluzione scientifica. Come dimenticare Giotto, Dante, Petrarca, l’architettura gotica e romanica, le Università, i monasteri, il pensiero teologico e scientifico? Un’età ricca di fermento, di magia, di stimoli fondamentali per i secoli successivi.
Flavio: Nella Grecia dei grandi filosofi. Ma con vaccini e antibiotici, e con la colonna sonora del ”Prélude à l’après midi d’un faune” di Debussy

8. Da bambina/o cosa sognavi di diventare
Marina: Esattamente quella che sono diventata: una scrittrice
Flavio: Dopo avere letto “Giacchetta bianca” e “Moby Dick”, capitano di lungo corso

9. La cosa più importante che hai fatto nella tua vita
Marina: Le mie tre amatissime figlie
Flavio: le mie figlie

10. Il tuo artista (attore, scrittore, pittore, o musicista…) preferito
Marina: Ce ne sono tanti, difficile scegliere. Mi viene in mente per primo un regista, Wim Wenders, e un suo film, Paris, Texas. La scena di Travis e Jane divisi dallo specchio di un peep show dove Jane (un’incredibile Nastassja Kinski) lavora: è rimasta inchiodata per sempre nella mia mente. In quei fotogrammi c’è tutta l’incomunicabilità, lo struggimento, la disperazione dell’amore
Flavio: Leonardo da Vinci

11. Se Rocco Cavallo e Dalia si incontrassero
Marina: Rocco vorrebbe arrestarla e da uomo profondamente integro qual è, lo farebbe. Ma se ne innamorerebbe perdutamente
Flavio: Temo che Rocco Cavallo, da ottimo funzionario di polizia giudiziaria qual è, arresterebbe Dalia senza pensarci due volte, ma poi si arrovellerebbe per capire il perché delle sue azioni

12. Quanto sei social
Marina: Molto. I social network sono ormai diventati uno strumento di promozione indispensabile
Flavio: Il tanto che basta per tenermi informato sul mondo e in connessione con i miei lettori

13. Se avessi qualche milione di euro
Marina: Viaggerei, comprerei qualche casa e cercherei di fare del bene
Flavio: scriverei e viaggerei, in ordine variabile

14. Che regalo faresti a Flavio/Marina
Marina: Un trekking in Tibet per fargli provare l’emozione di camminare sopra le nuvole
Flavio: Una prima edizione del “Pasticciaccio” di Gadda, romanzo che amo, con una copertina stupenda

15. L’incontro che ti ha cambiato la vita
Marina: Quando ho visto il cuore delle mie bimbe pulsare nel monitor dell’ecografo
Flavio: non posso dirne uno in particolare. Ogni persona importante incontrata durante la vita ti cambia. E questo è essenziale per la propria crescita interiore

16. Scrivere per intrattenere o per far riflettere
Marina: Possibilmente, entrambe le cose
Flavio: Entrambe le cose

17. Il tuo viaggio più importante
Marina: Come sempre, quando ritorno in Sicilia. Nella terra dei miei genitori
Flavio: in Cina, in quell’occasione ho capito quanto poco ancora conoscessi del mondo

18. Serie TV e film cult
Marina: I segreti di Twin Peaks e Arancia meccanica
Flavio: il mio film cult è Apocalypse Now. Serie TV dico Breaking Bad, ma confesso di non essere stato del tutto assiduo, frequento pochissimo la TV

19. Il tuo primo amore
Marina: Jim Capaldi, il batterista dei Traffic. Da ragazzina ero ossessionata dal suo viso, dai suoi occhi
Flavio: la mia insegnante di scuola guida

20. La canzone da canticchiare sotto la doccia
Marina: Easy dei Commodores
Flavio: Daysleeper dei REM o Azzurro di Paolo Conte. Quando particolarmente in vena l’aria di Figaro di Rossini

21. Aperitivo da Ceresio o pizza in famiglia
Marina: Pizza in famiglia, of course!
Flavio: Prima aperitivo, poi pizza

22. Il tuo motto
Marina: Meglio cadere che temere di cadere
Flavio: Noli foras ire, redi in te ipsum…

 

Di Marina Di Guardo su THRILLERNORD:

Bellissima e sensibile nel fulgore dei suoi vent’anni, Dalia potrebbe possedere il mondo. Invece, la sua fiducia nell’umanità è già gravemente compromessa: abbandonata dal padre prima ancora di nascere, è stata cresciuta dalla madre in completa solitudine, rotta soltanto dalla relazione con un uomo violento, delle cui aggressioni Dalia è stata testimone fin da piccola. Tormentata da incubi ricorrenti e con l’anima annerita dai lividi, la ragazza cova un desiderio inesprimibile, una sete di riscatto e vendetta che la brillante carriera di studentessa in medicina non basta a placare. Il volontariato in un centro per donne vittime di violenza le conferma ogni giorno quanto gli uomini possano macchiarsi di atrocità rimanendo impuniti. Finché il gelo che ha dentro finalmente deflagra…

 

Di Flavio Villani su THRILLERNORD:

Milano, 1972. Piazza Duca d’Aosta, immersa nella canicola di Ferragosto, è talmente vuota da ricordare un paesaggio di De Chirico quando nel deposito bagagli della Stazione Centrale viene rinvenuto, all’interno di una valigia, il cadavere fatto a pezzi di una donna. A indagare sull’omicidio è chiamato il giovane viceispettore Rocco Cavallo, alla sua prima indagine e ansioso di fare bella figura con i propri superiori. Il caso, tuttavia, appare subito di non facile soluzione: il caldo torrido ha anticipato il processo di decomposizione, rendendo impossibile l’identificazione del corpo. L’unico indizio per risalire all’identità della vittima è una piccola croce ortodossa trovata sul fondo della valigia, che potrebbe far pensare a una donna di origine slava. Per il commissario Naldini e per Ferretti della Buoncostume quella donna è certamente una prostituta e il delitto ha tutte le caratteristiche di una punizione esemplare, opera magari di qualche magnaccia particolarmente efferato.