Thriller-Proust in Duplex: Sara Kim Fattorini e Piernicola Silvis






Il “Questionario di Proust” in versione “intervista doppia”!
Sara Kim Fattorini vs  Piernicola Silvis
 


1. Il tratto principale del tuo carattere
Sara Kim: Simpatia e leggerezza
Piernicola: Sicuramente in me c’è razionalità, il tentativo di non perdere la calma davanti alle situazioni delicate. C’è anche caparbietà, ma cauta ovviamente.  Tuttavia il mio tratto più caratterizzante non è positivo: l’impazienza. Quando desidero una cosa, la voglio subito, non domani. Se ho un problema, lo devo risolvere subito. Poiché, però, come tutti sappiamo, per ottenere ciò che vogliamo e risolvere i problemi occorre tempo, sono costretto a frenare la mia impazienza, e questo mi crea una specie di ansia. Una volta mi sono consultato con uno psicologo, ma alla fine della chiacchierata gli ho detto: ehi, ho bisogno di risolvere la cosa entro il week end! Da allora non mi saluta più…

2. Noir o thriller
Sara Kim: Noir, le pieghe dell’animo nascoste e imprevedibili sono il mio vero interesse.
Piernicola: Entrambi. Direi che un thriller con atmosfere noir sarebbe perfetto.

3. Chi sono i tuoi eroi
Sara Kim: Gli eroi mitologici dell’antica Grecia.
Piernicola: I giusti. Gli Schindler, i Falcone, i poliziotti e i carabinieri sulle volanti e le gazzelle di Napoli e Milano. I Wiesenthal. I vigili del fuoco, i portantini della Croce rossa. Amo la giustizia, voglio vedere dentro i cattivi, amo chi aiuta gli altri. Per questo ho fatto il funzionario di Polizia, rinunciando quindi a ereditare il più redditizio studio legale di mio padre.

4. Scrivere per far riflettere o per intrattenere
Sara Kim: Scrivo per intrattenere gli altri, scrivo per riflettere su me stessa.
Piernicola: Nelle presentazioni dico sempre che i miei sono romanzi di intrattenimento, non trattati giuridici. Ma aggiungo che, visto che ho la fortuna di essere letto, è anche bello aiutare il lettore a riflettere sul mondo che ci circonda. Intrattenere e far pensare non sono cose antitetiche, anzi: cosa c’è di meglio di un bel romanzo che scivola liscio per apprendere cose importanti?

5. Il tuo passatempo preferito
Sara Kim: I tutorial di make up su youtube e il nuoto.
Piernicola: Leggere, guardare un bel film, cena con la famiglia o con amici.

6. Guglielmo Corna e Renzo Bruni andrebbero d’accordo?
Sara Kim: Entrambi troppo “sturm und drang” per essere amici, ma sarebbero perfetti per un’avventura insieme alla ricerca di un serial killer vestito Armani nei mitologici anni Ottanta. Una rivisitazione moderna di un’avventura di Miami vice.
Piernicola: Certo. Intanto sono entrambi lombardi, e poi sono due brave persone. E comunque Corna ha un privilegio: vive sul lago d’Orta. Molti anni fa andai a Omegna per lavoro, e da allora non ho più dimenticato quella incredibile atmosfera da sogno. Stupenda. Bruni non lo so, io di sicuro Corna lo invidio.

7. In che libro vorresti vivere
Sara Kim: In “Zia Mame” per un giorno, ma forse mi è già successo nella realtà.
Piernicola: Nel mio ultimo, Formicae. Mi piace quello che sono e che ho, non ho il desiderio di vivere altrove o in altre epoche. Va bene così.

8. Il tuo lavoro ispira ciò che scrivi?
Sara Kim: La mia città è la musa del mio romanzo. La osservo tutti i giorni della finestra e sono ancora innamorata come la prima volta.
Piernicola: In parte sì. Ho sempre amato i romanzi di suspense e di spionaggio. A 15 anni ne leggevo a pacchi, e li amerei anche se facessi il broker o il venditore di bibite allo stadio, prescindendo quindi dal mio lavoro di poliziotto. Non posso però negare che essere un dirigente della Polizia di Stato con una certa esperienza di faccende difficili, mi aiuti a gestire con facilità le dinamiche thriller dei miei libri.

9. Il tuo artista (attore, scrittore, pittore, musicista…) preferito
Sara Kim: Dante Alighieri, chi sennò?
Piernicola: Domandona da un milione di dollari… Dunque: Kubrick, Pink floyd, Spielberg, Le carrè, John Williams, Forsyth, Rota, Winslow, Mann: possono bastare?

10. In quale città ti senti più a casa?
Sara Kim: Solo e soltanto Milano con la sua puzza di smog e il cielo plumbeo e rassicurante invernale.
Piernicola: Nella mia città natale, Foggia. Poco amata da tutti, forse, ma la conosco bene e so quanta bella gente ci sia dentro. E poi Roma: le chiacchiere su quanto funzionino male i bus romani e quanto sia sporca mi scivolano addosso.

11. Omicidio su carta preferito
Sara Kim: Assassinio in biblioteca, Agatha Christie.
Piernicola: La perfezione di “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie è difficilmente raggiungibile.

12. Che regalo faresti a Sara/Piernicola
Sara Kim: A Piernicola regalerei un libro, ovvero “Zia Mame” di Patrick Dennis. Ho sempre creduto nella teoria dei contrari. Commedia anni Sessanta contro thriller 2017.
Piernicola: Una pizza mangiata a Spaccanapoli. Esperienze che una milanesona d.o.c. come lei dovrebbe fare almeno una volta nella vita! Ciao, Sara.

13. L’incontro che ti ha cambiato la vita
Sara Kim: Che domanda: il mio editore, Riccardo Cavallero!
Piernicola: Sarebbe facile dire “mia moglie”, anche per i figli meravigliosi che mi ha regalato. Però quello che davvero ha modificato il corso delle cose è avvenuto fra il ’73 e il ’78: ero partito per laurearmi in legge per fare l’avvocato con mio padre, ma le decine di omicidi di Brigate rosse e Nar solleticarono in me un senso della Giustizia che non sapevo di avere, e mi fecero cambiare le carte in tavola. Avevo cominciato l’università come avvocato, e ho finito come funzionario di polizia.

14. Quanto tempo passi al telefono?
Sara Kim: Con l’avvento delle mail, di whatsapp ormai poco, ma scrivo moltissimo. Prima parlavo tantissimo e scrivevo pochissimo. Comunque, da giovane ero una maratoneta del telefono.
Piernicola: Nei miei 36 anni di carriera, moltissimo. Da un mese molto di meno, per fortuna. Non amo telefonare, lo faccio solo se serve.

15. Se avessi qualche milione di euro
Sara Kim: Comprerei delle case molto grandi nei luoghi del cuore per ospitare un sacco di amici.
Piernicola: Li userei per dare un domani lieto ai miei figli e aiutare chi ha bisogno.

16. Film cult
Sara Kim: C’era una volta in America di Sergio Leone.
Piernicola: Full metal Jacket, Arancia meccanica, Incontri ravvicinati del terzo tipo, 1997 fuga da New York, Blade runner, Ecce bombo, Shining, Un uomo una donna, Pulp fiction, La grande bellezza, 2001 odissea nello spazio, Caro diario.

17. Che cosa mangi stasera?
Sara Kim: Molte proteine e pochi carboidrati e come dessert le prossime uscite della mia casa editrice: Ottavio Cappellani e Paolo Valentino.
Piernicola: È l’una e mezzo del mattino, quindi posso dire solo cosa ho mangiato: mozzarella di bufala con zucchini bolliti con goccio di olio al peperoncino, mezza birra e budino di soia al cioccolato. E due fette biscottate.

18. Il tuo primo amore
Sara Kim: Mio nipote Mattia. Non avevo mai visto un neonato e mi sono innamorata all’istante.
Piernicola: Elementari, una bambina che si chiamava Adele. Roba da Libro Cuore.

19. La canzone che canticchi più spesso sotto la doccia
Sara Kim: Non canto perché sono stonata, rischierei di fare diventare fredda l’acqua.
Piernicola: Non canto sotto la doccia, me la godo in silenzio.

20. La situazione più pericolosa in cui ti sei trovato/a
Sara Kim: Quando uno sconosciuto mi ha aperto la portiera della macchina, durante un parcheggio e mi ha derubato.
Piernicola: Il momento in cui ho puntato la pistola carica col cane alzato su Piddu Madonia, il numero due di Cosa nostra latitante da dieci anni e mandante delle stragi Falcone e Borsellino. Poi la cattura di un camorrista armato che improvvisamente mi trovai davanti in una casa vuota di notte, ero solo e gli puntai l’arma carica, sempre col cane alzato: se avesse mosso un sopracciglio gli avrei sparato, gli è andata bene che non l’ha fatto. Una notte in cui, grazie a un certo intuito, mi resi conto che un appartamento sotto casa aveva cominciato a prendere fuoco. Questo mi consentì di chiamare i pompieri in tempo prima che tutto andasse a carte quarantotto.

21. Cosa cambieresti nel tuo aspetto fisico
Sara Kim: Il peso!! 10 kg in meno e sarei felice!
Piernicola: Le gambe troppo magre, mia figlia me lo dice sempre. Poi risponderò come Woody Allen quando gli chiesero se avesse voglia di cambiare qualcosa nella sua vita: “No, va tutto bene” disse. “Ah, un attimo, in realtà c’è una cosa: vorrei essere chiunque altro”. Grande, vero?

22. Il tuo motto
Sara Kim: Alea iacta est.
Piernicola: Serviti: “Who Dares Wins”, Chi Osa Vince. È il motto del S.A.S., lo Special Air Service britannico. Un finale discreto, no?

 

Di Sara Kim Fattorini su THRILLERNORD:

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