TRA LE PAGINE DI UN FILM : ANIMALI NOTTURNI







(di Sara Fenili e Sara Paoli)


Chi legge il libro e chi guarda il film “ascolta” due storie diverse?

Sara F. e Sara P. cercano di rispondere a questa domanda per noi.
ANIMALI NOTTURNI

 

(“Animali Notturni” di Tom Ford, con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Aaron Taylor-Johnson, Michael Shannon, Amie Hammer sceneggiatura di Tom Ford, distribuzione Universal Pictures, durata 116 min. – USA 2016)
(“Tony e Susan” Austin Wright – 1993, pubblicato in Italia da Rizzoli nel 1994 e da Adelphi nel 2011)

 

Il romanzo “Tony e Susan”, pubblicato nel 1993, è stato finalmente trasposto in film dopo tanti anni da Tom Ford. Il noto stilista ha voluto dare un’impronta molto personale alla pellicola permeando il tutto con chiari richiami alla sua professione.

Susan, divorziata da anni dal suo primo marito dopo una storia molto travagliata, riceve un giorno un suo manoscritto; egli le chiede semplicemente di leggerlo e di dargli, poi, un parere professionale sulla validità dell’opera.
Dal momento in cui lei inizia a leggere, la narrazione si disloca su due piani differenti: uno in cui il lettore segue Susan e il filo dei suoi pensieri e l’altro in cui si consuma la vicenda scritta dall’ex marito. Quest’ultima narra la storia di una famiglia vittima di un gruppo di delinquenti, che riusciranno a dividere Tony, il protagonista, da sua moglie e sua figlia. Gli avvenimenti si snodano in un mix di brutalità, con un climax che cresce fino alla fine.

 

 

 
Nel frattempo, i fatti della vita di Susan continuano a essere raccontati dall’autore che, inoltre, grazie all’utilizzo di un lungo flashback, ci trasporta nel passato che lei ha condiviso con il suo primo marito, fino alla descrizione del suo secondo matrimonio: la vita di Susan si intreccia in maniera indissolubile alle parole del romanzo dell’ex marito Edward, turbandola a tal punto da indurla a una profonda riflessione sull’attuale vita coniugale.


 

DAL LIBRO AL FILM

Il punto da cui partire per analizzare il passaggio dalla carta alla pellicola viene fornito dalla scelta di Tom Ford, che decide di intitolare il suo film “Animali Notturni”, come il manoscritto inviato a Susan da Edward.

 


 
Questa decisione mette in evidenza la sua intenzione di approfondire maggiormente la parte più puramente thriller del libro di Austin Wright; così da avere un maggiore impatto sul vasto pubblico del mondo del grande schermo.
Dal punto di vista stilistico, i rimandi al mondo della moda sono molteplici a causa della professione principale di Tom Ford. Ciò genera un forte impatto visivo grazie all’uso di indumenti da passerella e colori accesi, che evidenziano i particolari più importanti.Chi fa da protagonista è il rosso, un colore molto forte, netto, che si fa notare per forza. Lo troveremo in tantissime scene del film con il suo significato di passione, ardore ma anche di sangue e morte.

 


 
Una scena che si distacca nettamente dal libro, inventata e aggiunta dal regista, è quella iniziale della pellicola: viene messo in scena l’eccesso dell’essere umano attraverso delle scene proiettate in una delle mostre artistiche organizzate da Susan.
 


 
Nel film troviamo accentuato il tema della vendetta, nell’immagine di un quadro in cui possiamo leggere la parola “revenge”. Questo elemento risulta intensificato rispetto al romanzo, che invece si concentra maggiormente sull’analisi introspettiva del protagonista, Tony.

 

 

Per ovviare alla maggiore difficoltà della descrizione psicologica di ogni personaggio, Tom Ford mette in primo piano lo sguardo e le espressioni del viso degli attori. In questo modo riesce a creare un senso di turbamento e di empatia nello spettatore. La scelta degli interpreti non è casuale: negli occhi di Jake Gyllenhaal, che interpreta Tony, si possono individuare il tormento e la disperazione più profondi, come in quelli della protagonista femminile interpretata egregiamente da Amy Adams. Il viso di ognuno di loro non potrebbe esprimere meglio ciò che lo scrittore ha mostrato con le sue parole. Un cast di eccellenza che non delude e che ci fa immergere del tutto nella psiche dei personaggi.
 

 
Per molti, il film è risultato un po’ lento, cosa che non può essere condivisa da chi invece ha letto il libro. Infatti, molte delle vicende raccontate da Austin Wright, vengono tagliate o lette in chiave meno profonda dal regista. Questo si può notare soprattutto nella parte centrale della storia, in cui viene a mancare una considerevole fetta del testo originale, prezzo che le trasposizioni dei libri sul grande schermo pagano spesso.
L’ambientazione della vicenda, come nel libro, cambia a seconda del livello narrativo: troviamo Susan, mentre legge, in una moderna casa di città e Tony, invece, nelle campagne di una regione rurale americana.
 

 
Come succede gran parte delle volte, il libro raggiunge livelli più profondi nella narrazione, per quanto riguarda la psicologia e i sentimenti dei personaggi. Tom Ford, però, grazie a una sapiente tecnica di ripresa, riesce comunque a mostrare allo spettatore, con forte impatto, le emozioni più recondite della mente dei personaggi.
 

 

 
In conclusione, ci sentiamo di consigliare sia la lettura del libro che la visione del film, che completa, grazie alla forza delle immagini di Tom Ford, ciò che nel libro è più puramente astratto.

Sara Fenili e Sara Paoli