TRA LE PAGINE DI UN FILM : BLACK DAHLIA







(di Laura Villa)


Chi legge il libro e chi guarda il film “ascolta” due storie diverse?

Laura cerca di rispondere a questa domanda per noi.
BLACK DAHLIA

 

(“Dalia Nera” di James Ellroy – 1987, pubblicato in Italia nel 1991 da Mondadori)

(“Black Dahlia”, di Brian De Palma, con Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Mia Kishner, Mike Starr, Fiona Shaw, Rose McGowan, sceneggiatura di Josh Friedman, distribuzione 01 Distribution, durata 121 min – Germania, USA 2006)

Il romanzo di James Ellroy si ispira alla storia vera del misterioso omicidio di Elizabeth Short. La ragazza – soprannominata Dalia nera per la sua passione per il film “La Dalia azzurra” e l’abitudine di vestirsi di nero – originaria di Boston ma trasferitasi in California per vivere con il padre, fu ritrovata morta il 15 gennaio 1947, a Leimert Park , un quartiere meridionale di Los Angeles; il corpo era nudo e squarciato in due parti all’altezza della vita, mutilato e con vistosi segni di tortura; aveva i capelli tinti di rosso e le era stato lavato via il sangue dal corpo . Il volto era mutilato da un profondo taglio da un orecchio all’altro (simile a quello del protagonista del romanzo “L’uomo che ride” di Victor Hugo).

Molte furono le ipotesi e le speculazioni sulla morte della ragazza e anche le indagini, fra le più vaste nella storia del dipartimento di Los Angeles, non svelarono il vero assassino, tanto che il delitto risulta ancora irrisolto.

Portare sullo schermo il libro di Ellroy e ricrearne ambientazioni e atmosfere non era certo una sfida facile, ma il regista Brian De Palma ci è riuscito egregiamente, grazie a un cast di attori notevole che ha reso il film molto aderente al libro: dall’incontro di boxe tra Lee e Bucky, al ritrovamento della Dalia, fino alla relazione tra il protagonista e Kay, la ragazza di Blanchard (una molto brava Scarlett Johansson).


 

DAL LIBRO AL FILM

La trasposizione cinematografica del libro di Ellroy (che si è meritata una nomination al Leone D’Oro come miglior film, e ha vinto un Nastro d’argento per la migliore scenografia del grande Dante Ferretti) non poteva essere, a mio parere, più perfetta. Anzi, grazie alla bravura degli interpreti (tra tutti, Josh Hartnett e Scarlett Johansson), a volte il film tende a superare il libro, pur bellissimo, di Ellroy.Il film inizia come il libro, con l’incontro tra Bucky e Lee, costretti a un match di pugilato per fare pubblicità al distretto di polizia in cui entrambi lavorano; prima rivali, i due poliziotti finiranno per diventare amici.
Il film riesce perfettamente a descrivere l’atmosfera hard boiled del libro, fatta di una Los Angeles sporca, di locali malfamati, di ragazze (come Elizabeth e Kay) che arrivano nella città degli angeli con il sogno di fare l’attrice, ma spesso, poi, finiscono col prostituirsi o entrano nel mondo della pornografia.

 

I PROTAGONISTI

Brian de Palma riesce molto bene a tratteggiare il personaggio di Bucky Bleichert e Josh Hartnett (Pearl Harbor) lo rende davvero al meglio. Anche il Lee Blanchard di Aaron Eckhart – molto bravo, a mio parere, nell’interpretazione del poliziotto idolo del distretto ma che nasconde un passato oscuro – aiuta a dare spessore al film.

Scarlett Johansson ha una fisicità e una malizia che la rendono davvero adatta a interpretare Kay, personaggio ambiguo che spesso usa la sua spiccata intelligenza e la sua grande sensualità per irretire gli uomini.

Tra i personaggi secondari, sono degne di nota le interpretazioni di Hilary Swank e Mia Kishner: la prima, riesce a dare a Madeleine Linscott la stessa dose di ambiguità presente nel libro; la Kishner, da parte sua, pur apparendo solo in alcuni cammei, ci racconta una Dalia Nera piena di fascino e di mistero.

Il film, infatti, attraverso vari flashback, ci racconta la vita di Elizabeth Short, una ragazza bellissima giunta da Boston a Los Angeles con il sogno di sfondare come attrice: dai provini umilianti (a cui è quasi sempre scartata) presso le varie major, alla frequentazione di locali malfamati con la giovanissima amica Lorna Mertz, che Bucky scoprirà essere una baby prostituta, fino alla scoperta del filmato pornografico a cui la Dalia prende parte, sempre con l’amica;, per giungere alla sua alla morte atroce.

L’APPROCCIO ALLA STORIA

A mio parere, il film rispecchia molto bene il libro e, soprattutto, la sua ambientazione hard boiled; i personaggi principali (come in altri libri di Ellroy, penso ad esempio a “L. A. Confidential”), pur battendosi per la verità, sono due antieroi spesso pronti a violare la legge per raggiungere i loro fini. Sono personaggi che di fronte all’abisso, lasciano emergere le loro paure più nascoste e i loro problemi personali. Il finale, come in ogni grande noir, non è il classico happy end, e ci lascia un retrogusto amaro.

In più, le immagini che riguardano il ritrovamento del cadavere  di Elizabeth Short sono, sia nel libro che nel film, molto forti (questo è ancora più evidente nella pellicola in cui lo strazio del corpo della ragazza è ben visibile, e non solo immaginato). Elizabeth è stata picchiata selvaggiamente, sfigurata con un coltello e torturata per circa 36 ore, prima di morire a seguito di violente percosse.

 

L’AMBIENTAZIONE

Los Angeles ha un ruolo centrale sia nel libro che nel film. Non è la città patinata spesso proposta dal cinema e dalla televisione, ma appare nella sua parte più dura e sporca, fatta di gente che vive alla giornata, criminalità, violenza. Una città che, come un grande “specchio per le allodole”, attrae giovani con il sogno di divenire star, che finiscono per essere fagocitati dalla città degli angeli.


Non saprei davvero dire se mi sia piaciuto più il film o il libro: anche se la pellicola è molto aderente al romanzo, il mio consiglio è sempre di leggere prima il libro, per apprezzare meglio la storia e la scrittura di questo grande autore americano.

 

Laura Villa