TRA LE PAGINE DI UN FILM : LA CENA







(di Maria Sole Bramanti)


Chi legge il libro e chi guarda il film “ascolta” due storie diverse?

Maria Sole cerca di rispondere a questa domanda per noi.
I NOSTRI RAGAZZI – THE DINNER

(“La cena” Herman Koch – 2009, pubblicato in Italia da Neri Pozza)

(“I nostri ragazzi” di Ivano De Matteo, sceneggiatura di Valentina Ferlan, Ivano De Matteo, con Luigi lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassmann, Barbora Bobuľová, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori – Rodeo Drive e Rai Cinema, Italia 2014, 92’)

(“The dinner” di Oren Moverman, sceneggiatura di Oren Moverman, con Richard Gere, Steve Coogan, Laura Linney, Rebecca Hall, Chloë Sevigny, Charlie Plummer – ChubbCo Film, Blackbird, Code Red, USA 2017, 120’)

Il romanzo dell’autore olandese Herman Koch non è solo un noir. È l’essenza del noir. Il modo in cui Koch ci fa scoprire piano piano quello che sta dietro le apparenze di un uomo che all’inizio giudichiamo come il nostro eroe e che piano piano si dimostra l’antieroe per eccellenza, no, che dico… il nemico per eccellenza, è magistrale! Il libro ha anche altre implicazioni (il razzismo, per esempio, o le conseguenze della malattia mentale) ma il centro rimane che dei bravi ragazzi, un giorno, per un attimo, si trasformano in mostri.

 

Come può, un genitore, accettare questo?

 


DAL LIBRO AL FILM

Perdonatemi se liquiderò con poche parole la versione americana: a parte un inizio (proprio l’inizio inizio, i titoli di testa) raffinato, con bella mostra di piatti gourmet alternati a immagini di un cimitero, in un contrasto che ci inserisce immediatamente nell’atmosfera filmica, questa trasposizione, per quanto ben fatta, non aggiunge niente di importante, secondo me, al libro di Koch. Per quanto, c’è da dire, che le luci soffuse e le ombre che caratterizzano la fotografia dell’intero film, rendano bene l’idea della cupezza del libro.

Detto questo, ammetto che l’ho trovato un film molto, molto noioso; al contrario della pellicola di De Matteo, che è riuscito a trasmettere il messaggio più importante del libro di Koch, trasferendolo in una prospettiva tutta italiana, nella realtà di un’Italia in cui se uccidi qualcuno con una pistola in mezzo a una strada piena di gente, un buon avvocato ti rimette in libertà dopo pochi giorni….

Il regista è bravissimo a trasportare nel film, grazie a un’unica breve frase detta da Benny (la giovane, cinica, viziata figlia di Massimo / Gassmann) quello che Koch dice con queste parole “è importante questo odore: una persona puzzolente è meno accettabile

Mi piace anche il modo in cui De Matteo richiama il libro (come in un omaggio) nel dialogo tra Michele e Benedetta “e se le avessimo dato fuoco?”

Ed è bravissimo a raccontarci, attraverso l’intensità di tutti, tutti i protagonisti, come cambiano le cose se le guardi da una prospettiva diversa. Come cambia la nostra idea, come tutti i nostri principi vengono messi a dura prova, se ‘le cose brutte’ non accadono agli altri, ma a noi!

I PROTAGONISTI

I protagonisti, dal primo all’ultimo, si trasformano davanti ai nostri occhi, e riescono a trasmetterci integralmente l’entità del cambiamento che avviene dentro di loro.

Se risultano un po’ sotto tono le interpretazioni di Michele, il figlio di Paolo / Lo Cascio e Sofia / Bobuľová, quella di Giovanna Mezzogiorno è davvero superlativa: la sua trasformazione è tanto inquietante quanto credibile.

E quel Gassmann che io per prima ho sempre poco stimato, spicca per la sua intensità e riesce con lievi espressioni e impercettibili cambiamenti di quella sua imponente postura, a trasmettere davvero tutto ciò che deve.

E questo nonostante accanto abbia quel Lo Cascio che forse qui, probabilmente proprio per il personaggio che interpreta, va troppo sopra le righe. Il personaggio che interpreta, il medico ‘tutto principi’, che di fronte al futuro del figlio si piega alla menzogna e non solo… (per chi non ha visto né letto, non svelo di più) risulta, comunque, ben riuscito, ma non riesce a rubare la scena, come in altre sue performance.

Questo “I nostri ragazzi” mi è davvero piaciuto immensamente e ha reso ancora più chiaro per me (ma dovrebbe farlo per tutti) che in Italia abbiamo dei registi molto bravi, che con poco riescono a fare tanto, tantissimo.

Perché, proprio in confronto alla pomposa trasposizione americana, questo film di De Matteo, mantiene tutte le promesse e non delude in niente il lettore (che è davvero un osso duro sul giudizio delle trasposizioni cinematografiche dei libri).

Certo, il libro è più duro del film, ad esempio nella descrizione dell’omicidio, ma anche qui, la crudezza il regista ce la racconta con la scena iniziale che, pur essendo estranea ai fatti principali, ci aiuta a entrare nell’atmosfera caustica.


In conclusione: se ancora non avete letto e visto niente di ciò di cui vi ho parlato, il mio consiglio è quello di guardare il film di De Matteo, poi leggere il libro e ‘rileggere’ la trasposizione cinematografica italiana. Per quanto riguarda il film americano, beh, se non vi urta vedere Richard Gere nella parte del ‘bravo ragazzo’, guardatevelo pure… 😀

P.S. Esiste anche una versione olandese, diretta nel 2013 da Menno Meyjes (candidato all’Oscar come sceneggiatore del film Il colore viola)

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Sole Bramanti